Frosinone: proseguono le riunioni della costituente della buona politica

La Rete La Fenice con Bonaviri prosegue nella sua azione finalizzata a dare opportunità di confronto per la ricostruzione nella provincia di Frosinone di un vasto schieramento di forze politiche e culturali
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whatsapp-image-2018-06-05-at-12-12-39Il secondo incontro per la Costituente della buona politica si è tenuto il 4 giugno presso la sede della Rete La Fenice con Bonaviri ponendo all’attenzione dei circa 50 partecipanti i temi sintetizzati nel comunicato che è riportato di seguito.

Giuseppina Bonaviri nell’introduzione ha messo in rilievo l’incompatibilità di molte scelte di politica economica e sociale sottoscritte nel contratto che è alla base dell’attuale accordo di governo dove si elencano solo le spese e non le entrate previste per attivarlo, il che fa dubitare delle rassicurazioni date dai leader della Lega e del Movimento 5 Stelle sul ruolo dell’Italia nell’Unione Europea e sulla moneta unica. Il conforto del Presidente del Consiglio a tal proposito dovranno essere verificate nel corso dei prossimi mesi quando la Commissione europea si esprimerà. Su questo tema il ProgettoProvincia Area Vasta Smart ha ricevuto l’assenso del Dr. Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio dei Conti Pubblici dell’Università Cattolica, per un incontro a metà luglio, in cui illustrare i contenuti di cui sopra trattati nella sua recente pubblicazione.  

Nel corso della campagna elettorale e nei giorni di più acuta tensione nella formazione del governo, la Lega ed il Movimento 5 Stelle hanno messo in discussione la funzione assolta dalle istituzioni ed il bilanciamento dei poteri dello Stato visti entrambi come ostacoli alla realizzazione della volontà delle cittadine e dei cittadini mentre proprio questi valori sono da salvaguardare in quanto espressione della nostra più radicata democrazia.

In questo scenario è necessaria una ferma azione delle forze d’opposizione sul piano nazionale e territoriale, a partire dal maggiore partito del centro sinistra, il Partito Democratico, a cui si chiede di riaprire un dialogo con le forze riformiste ed europeiste con contenuti diversi dal passato.

La decisione di indire il congresso potrebbe rispondere al fine appena citato solo se preceduta da  un’approfondita analisi della peculiarità della crisi della sinistra italiana che, per quanto simile a quella di altri paesi occidentali, vede oggi ancor più acuite le differenti opportunità di sviluppo fra il Nord ed il Sud e quindi di quelle condizioni di vita della popolazione che si differenziano fra i territori metropolitani e le aree interne ( come la nostra) inglobando anche tutte  le criticità che riguardano il lavoro e per la differenza che esiste rispetto al genere e alle nuove generazioni, i veri defraudati dalla attuale società.

Questa “rottura” è stata determinata dal dilatarsi di quanti formano la società del rischio ovvero di quante e quanti  vivono nella precarietà che convive con quella quota minoritaria di popolazione che ha, invece, tutti i mezzi per difendersi dalle conseguenze della lunga crisi sopravvenuta.

In questa condizione divenuta strutturale i partiti della sinistra, le forze culturali e le esperienze di puro civismo devono riprendere con determinazione a progettare risposte concrete per garantire soluzioni di rafforzamento dello stato sociale a partire dai livelli territoriali. Per la Rete La Fenice appaiono prioritarie maggiori risorse finanziarie ed umane perché ci sia il rafforzamento delle politiche del lavoro per le giovani generazioni e per i lavoratori con professioni obsolete attraverso percorsi personalizzati di sostegno. A tal fine sarà promosso un incontro specifico per rimarcare la scelta di campo a favore di chi vive di lavoro, dipendente ed autonomo.

Sarà necessario inoltre stanziare più cospicue risorse per le famiglie in gravi condizioni di disagio economico e rimettere al centro i temi dell’agenda di sanità pubblica. Basti ricordare che nel Lazio la fine del commissariamento ha comportato un pesante processo di ristrutturazione della rete ospedaliera ed a pagarne il prezzo più elevato sono stati le cittadine e i cittadini delle province e degli entroterra mentre lunghissime sono rimaste le liste d’attesa per la diagnostica e gli interventi chirurgici e scarsi tutti gli interventi di prevenzione, ad ulteriore prova delle inaccettabili disuguaglianze nella popolazione.

Giuseppina Bonaviri


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2018-06-15T15:27:13+00:00
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