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In un saggio-miniera di notizie, l’avventura di Saro Balsamo, creatore di “Men”, il “Larry Flint italiano”

Una cavalcata nell' incredibile storia dell' imprenditore che rivoluzionò l'editoria erotica, dal primo Centrosinistra agli anni del cavaliere
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Il 6 febbraio 2005, nell’ Italia incerta e quasi attonita di quei primissimi anni  del nuovo secolo, di poco successivi alla stagione di Tangentopoli, dell’approssimativo bipolarismo alla nostrana e della sbrigativa eliminazione  giudiziaria di gran parte della vecchia classe dirigente, a Milano moriva improvvisamente Saro Balsamo, spregiudicato imprenditore dell’editoria con importanti amicizie politiche ( come lo stesso Bettino Craxi, sin dai tempi della sua vicesegreteria del PSU nennian-saragattiano, il repubblicano Antonio Del Pennino, e altri).  Tra i messaggi di cordoglio giunti ai figli e alla seconda moglie Roberta, c’erano nomi come Marta Marzotto, gli avvocati Corso Bovio e Annamaria Berrnardini De Pace (nota matrimonialista), Alberto Rusconi ( figlio dell’editore Edilio), Tommaso Staiti di Cuddia (il piu’  estroso dei missini italiani, ex-parlamentare, contrario alla “svolta di Fiuggi” del 1995), Stefania e Bobo Craxi.
Ma chi era Saro Balsamo?  In un godibile saggio – una vera e propria miniera di notizie – edito da Iacobelli ( “Porno di carta”, Roma, 2017, prefazione di Giampiero Mughini), Gianni Passavini, giornalista esordito tanti anni fa sul “Quotidiano dei Lavoratori”, poi passato a lavorare appunto con Balsamo ed ora collaboratore di varie testate, ricostruisce con passione la storia di quest’imprenditore.
Nato nel 1930 a Catania, discendente nientemeno che del mitico Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro, Rosario – per tutti Saro – Balsamo esordisce negli anni 50, prima come giornalista del “Momento Sera”, poi come editore di fumetti e di “Ciak!”, rivista di cinema; e in seguito, a metà anni ’60 (gli anni del vero Centrosinistra, delle prime libertà sessuali, dei Beatles e del “Piper” ), come editore di “Big”, tra i primissimi settimanali dedicati al mondo giovanile ( 500.000 copie vendute!). Nell’inverno del ’66, scoppia il caso “Zanzara”, il giornalino studentesco del liceo “Parini” di Milano che ha osato pubblicare un questionario sulle abitudini sessuali degli studenti, e Balsamo spedisce al processo, come inviato di “Big”, il musicologo e autore di testi Piero Vivarelli (già combattente, a suo tempo, nella X Mas di Borghese, poi passato a sinistra dopo l’esperienza del carcere, e, in seguito , iscritto addirittura al PC cubano di Fidel Castro).
Sì, perchè Balsamo, imprenditore d’assalto ma uomo di grande intelligenza e sensibilità, un po’ come Enrico Mattei, diremmo, sa fiutare perfettamente tempi e venti, e nel suo team chiama tranquillamente a collaborare personaggi dal passato piu” diverso, ex-fascisti RSI ed ex-partigiani, tradizionalisti e ultrainnovatori: da Pierfrancesco Pingitore (tra i futuri autori testi del “Bagaglino”) e Pietro Palumbo ( già direttore del settimanale di destra “Asso di bastoni”) a Milena Milani (l’ autrice del celebre libro-scandalo “La ragazza di nome Giulio”), Paolo Brogi ( tra i futuri leader di “Lotta Cotinua”) e Luciano Massimo Consoli, storico leader del movimento gay italiano; sino a future grandi firme dei quotidiani, come Fabrizio Zampa ( poi critico musicale per  “Il Messaggero”). Il 25 novembre 1966, nelle edicole esce il primo numero del nuovo settimanale “Men”, cui seguirà, anni dopo, il mensile “Playmen”: ambedue sono prodotti che Balsamo vorrà sempre ben lontani dai classici fogliacci pronografici, con la presenza di collaboratori qualificati ( tra cui, ad esempio, il “mostro sacro” della psicanalisi Emilio Servadio, già allievo del celebre Cesare Musatti) . Che faranno anche servizi su temi tra i piu’delicati dei “Misteri italiani”, dalla morte di Enrico Mattei, presidente dell’ ENI, al sequestro di Mauro de Mauro (1970), il giornalista de “L’ora” di Palermo indagante, tra l’altro, proprio su quel maledetto incidente aereo di Bascapè dell’ottobre 1962.
Rimasto in sella, scampato  – un po’ come Pasolini e Larry Flint -alle persecuzioni giudiziarie scatenate dalle norme sulla “moralità pubblica”,  dopo aver attraversato quasi indenne la stagione di Tangentopoli,  riuscendo a entrare anche nel nuovo, straripante mercato del VHS, vero e proprio “killer” della stampa erotica su carta, Balsamo, infine, non riuscirà piu’ a far quadrare i conti delle sue aziende: che nei primi anni 2000 finiranno tutte in liquidazione. Ma piu’ di VHS e DVD, osserva ironicamente Passavini in chiusura del libro, a dare il colpo di grazia all’ editoria erotica cartacea di qualità ci penseranno le tv del cavalier Silvio Belusconi: col quale l’erotico spicciolo invaderà i salotti degli italiani ( mentre Balsamo , pudicamente, s’era limitato a bagni e camere da letto…).

Fabrizio Federici

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