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Lunghi applausi per “Il letto”

Ieri, ultima replica de “Il Letto”, presentato dalla compagnia Enter, Teatro dei Conciatori.
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2_resized_1Profonda incursione nei segreti relazionali. Il testo di Manfridi, con la regia di Luca Milesi, indaga le ragioni profonde delle dinamiche di relazioni uomo/donna spesso paradossali. Protagonista della scena un divanoletto, che ospita quattro incontri di altrettante coppie che promettono un costante susseguirsi di veri e propri colpi di teatro.

 

«Avete mai provato a spiare dal buco della serratura? – afferma il regista Luca Milesi –  Sì, senza alcun dubbio: eravate attirati dai segreti che nasconde un bagno, come le api dal miele. E vi sarete anche accorti di potervi specchiare nelle azioni della malcapitata o del malcapitato di turno, allo stesso modo in cui lei/lui stava ammirando la propria immagine riflessa nel cristallo sopra il lavandino».

 

Vero protagonista, il voyerismo, dunque. Tendenza che rimarrà indubbiamente a caratterizzare la nostra epoca più di altre. «E quanto vi piacerebbe osservare (senza essere visti!) due sconosciuti, o anche due amici, che confabulano occupando un bel letto a due piazze?», continua Milesi: «Anche quello sarebbe un bell’esercizio per mettersi a nudo senza farsi vedere da nessuno». Più o meno, da nessuno. La profezia orwelliana è ormai avverata da tempo, non sempre con le implicazioni politiche immaginate dall’autore di 1984. Spesso più che controllare, piuttosto che guardare si tende semplicemente a guardarsi. Ciò che realmente interessa dell’altro è il proprio io. Ed è per questo che tale formula di teatro non può fallire. L’orizzonte d’attesa del pubblico, in questo modo, difficilmente verrà tradito: “capiscimi”, “guardami”, “salvami”, “credimi” sono imperativi che ognuno prima o poi rivolgerà al proprio partner. Ma il modo in cui queste richieste vengono portate sulla scena è per nulla scontato. E qui il pubblico deve mettersi in gioco. Un testo molto denso e la costruzione allegorica di ogni scena richiedono una particolare attenzione e un’allenata capacità interpretativa.

 

Sulla scena Maria Concetta Liotta, Luca Milesi stesso, Alessandra Mirra e Lorenzo Guerrieri. Una scenografia essenziale e musiche appropriare finiscono per decretare il successo della performance. Saranno anche i Doors di sottofondo, ma tra le altre, non si può evitare di notare la scena dal sapore vagamente Polanskiano protagonisti una vulcanica Liotta e Lorenzo Guerrieri.

 

Elisiana Fratocchi

 

 

 

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