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Roma in sicurezza, la risposta della Capitale all’allarme terrorismo

La città presidiata: forze militari e paramilitari in campo per garantire e proteggere obiettivi sensibili, cittadini e turisti
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La realtà dei fatti, dopo gli attentati terroristici di Parigi e il blitz a Saint-Denis, giustifica l’aspetto militare, per il progetto istituzionale delle autorità in corso, a prevenzione e garanzia degli obiettivi sensibili – Roma, Città del Vaticano e Milano – comunicati allo Stato Italiano dall’Fbi, l’intelligence americana (l’informativa del Federal Bureau of Investigation comprende anche la segnalazione di cinque nominativi, appartenenti a soggetti ‘arabi’ sospetti che potrebbero essere nel nostro Paese). In risposta all’allarme terrorismo, pragmatica e tempestiva la sicurezza della rete di controllo e sorveglianza estesa a Roma e sul territorio con in campo forze militari e paramilitari per proteggere cittadini e turisti. Più vasta la no-fly zone: l’area di interdizione al volo aereo è ampliata a tutta la città per il periodo del Giubileo Straordinario. L’ingranaggio del presidio funziona bene nella Capitale, lo confermano i falsi allarmi rilevati nelle ultime 24 ore vicino al Vaticano, in zona Prati, in centro e in periferia.(Redazione ANSA ROMA 18 novembre 2015 ore 21:26 – 19 novembre 2015 ore 13:49 – 19 novembre 2015 ore 17:53).

Di forte impatto le parole di Papa Francesco:”Per favore niente porte blindate nella Chiesa, niente, tutto aperto” durante l’udienza generale in piazza San Pietro (Redazione ANSA 18 novembre 2015 ore 18:13). Buon senso, autorevolezza, e nessuna sottovalutazione della circostanza, nelle parole, trasmesse dai media televisivi nazionali, del premier Matteo Renzi:”Bisogna fare attenzione al terrorismo senza rinunciare a vivere.”, da cui traspare il prendere atto della situazione, da parte del Governo Italiano, adottando le misure precauzionali necessarie senza lasciare posto a panico, senza rabbia, senza paura e con orgoglio di pace. 

Maria Anna Chimenti

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