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Siglato l’11 aprile il Protocollo d’ intesa tra l’ Amsi e Università “Unicamillus”, Saint Camillus International University of Health Sciences

“Al via la Medicina senza frontiere, per favorire conoscenza, formazione e ricerca”
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unicamillus
 La sanità come strumento di cooperazione che favorisce la conoscenza tra i popoli, le culture e le religioni, e il loro avvicinamento: con questa premessa l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia (AMSI), la Confederazione Internazionale Unione Medica Euro-mediterranea- UMEM, le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e il Movimento Internazionale “Uniti per Unire” con le realtà aderenti, hanno siglato ieri, 11 aprile, un protocollo d’ intesa con l’Università “UNICAMILLUS” di Roma, Saint Camillus International University of Health Sciences. Un accordo che nasce spontaneamente sia dal lungo impegno sostenuto da AMSI, Uniti per Unire ed UMEM  a favore dell’integrazione dei professionisti della sanità d’ origine straniera in Italia e del dialogo interculturale, che dall’attività di formazione e ricerca condotta da “Unicamillus” attraverso i suoi corsi di laurea medico-scientifici, aperti a studenti comunitari e non, e disponibili in lingua inglese (Medicina e Chirurgia; Fisioterapia; Ostetricia; Scienze Infermieristiche; Tecniche di Laboratorio Biomedico; Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia).
  Nello specifico, tra i principali punti dell’accordo siglato dal Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, Fondatore di AMSI e UMEM e Presidente di Uniti per Unire, e Gianni Profita, Rettore di Unicamillus: promuovere l’attività congiunta e l’offerta formativa dell’Ateneo nei Paesi arabi, africani, euromediterranei e sudamericani; incoraggiare la ricerca scientifica sulle patologie più emergenti, anche attraverso insegnamenti innovativi, col coinvolgimento di medici internazionali di Amsi e Uniti per Unire; sostenere la cooperazione internazionale; favorire lo scambio socio-sanitario, i gemellaggi, gli stage e l’uso della telemedicina; sviluppare la progettazione e l’ erogazione di corsi e conferenze a carattere scientifico per l’aggiornamento professionale.
  “È un accordo molto importante, che rafforza la nostra missione per la costruzione di ponti di dialogo interculturale e interreligioso tra l’Italia e i nostri Paesi d’ origine”, dichiara il Prof. Foad Aodi. “In questo modo  – aggiunge – viene valorizzata la medicina come strumento di cooperazione internazionale, di dialogo e conoscenza tra i popoli. Ringraziamo l’Università Unicamillus per la grande sensibilità dimostrataci, e per il suo contributo significativo per la formazione di tanti studenti del mondo. Dagli sportelli AMSI e dalla nostra commissione studenti, abbiamo riscontrato una diminuzione degli studenti non comunitari del 70% negli ultimi 5 anni, a causa dei restrittivi esami di ammissione all’Università e per il carovita in Italia; al contrario, negli anni ’70-’80-’90,  l’Italia era la meta di studio preferita dagli studenti provenienti dai Paesi arabi, africani e sudamericani, e lo dimostrano i 62.000 professionisti della sanità che lavorano oggi nel nostro Paese. Ci auguriamo quindi di poter riportare in Italia tanti studenti stranieri, e di favorire – grazie a questa prestigiosa collaborazione – la formazione medica e la ricerca”. 

  Da parte Sua, il Rettore Profita aggiunge: “UNICAMILLUS ha anche l’ambiziosa missione di portare la sanità al centro del dialogo tra le nazioni. In questo senso, la sua attività accademica appare simbiotica con quella, estremamente meritoria, dei membri di AMSI, UMEM e Uniti per Unire. La salute non ha colore politico e ancora meno colore della pelle. E’ un valore assoluto, per il quale il Nord e il Sud del mondo devono impegnarsi senza sosta. Gli studenti dell’Università proverranno da molti Paesi del pianeta che spesso sono in guerra tra loro. Non vediamo l’ora di vederli seduti gomito a gomito, intenti a prendere appunti di chimica e anatomia. Saranno gli stessi che tra pochi anni dialogheranno anche per costruire migliori relazioni. E ci piace pensare che lo faranno nella lingua italiana, che inevitabilmente impareranno nelle aule del nostro Ateneo di Roma di via  Sant’Alessandro. L’accordo firmato insieme al Prof. Aodi non solo era per l’Università ineludibile, ma direi quasi che fosse inevitabile.”

Fabrizio Federici
 

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