La chiave “chi non salta comunista” sale sul palco di Napoli e diventa programma politico in formato karaoke. La premier salta, il ministro saltella, la platea risponde: coreografia perfetta per un comizio.
È folklore innocuo o scorciatoia per evitare le risposte? Il ritornello divide il mondo in chi balla e chi pensa.
La democrazia ha altri verbi: spiegare, convincere, assumersi responsabilità. Quando tutto diventa curva, la politica si misura in centimetri di salto, non in centimetri di busta paga, liste d’attesa, treni che arrivano.
Al Palapartenope, durante il comizio per la Regione Campania, è andato in scena il classico coro da stadio. Funziona per scaldare, meno per governare: al Paese non servono salti sul palco, ma salti di qualità nelle cose che contano.



















