In Italia puoi arrivare a mummificare tua madre in salotto pur di continuare a incassarne la pensione, e sembra quasi normale finché qualcuno allo sportello non alza un sopracciglio.
C’è un figlio infermiere che conosce il corpo abbastanza da farlo diventare mummia, c’è la scenetta all’anagrafe: parrucca, vestito, voce sottile per rinnovare una carta d’identità scaduta. Teatro dell’assurdo davanti a un impiegato che, per una volta, fa il suo mestiere fino in fondo. In mezzo ci sei tu, che leggi e ti domandi se piangere o ridere.
La verità è che questa storia non parla solo di un truffatore disperato, ma di un sistema che si accorge di te solo quando disturbi allo sportello. Finché firmi e stai zitto, puoi anche tenere una mummia in casa; il problema nasce quando chiedi un documento in più e all’improvviso lo Stato scopre che esisti solo perché, per una volta, hai esagerato persino più di lui.


















