La cucina italiana patrimonio Unesco arriva mentre a casa friggiamo surgelati e ordiniamo poke. Strano modo di celebrare un rito che abbiamo trasformato in servizio a domicilio, vero? Forse questo riconoscimento non premia quello che mangiamo oggi, ma la memoria di un Paese che intorno a un tavolo risolveva litigi, faceva politica spicciola e imparava l’educazione più dei banchi di scuola.
L’Unesco parla di tradizione e bioculturalità, noi di solito parliamo di consegna entro 30 minuti e sconto fedeltà sull’app. In lista ci sono già venti patrimoni immateriali italiani, ma nessun algoritmo per salvarci dalla pigrizia di imparare una ricetta della nonna.
Non basta attaccare il bollino Unesco alla carbonara se poi non sappiamo fare neanche un sugo con tre ingredienti, perché la vera tutela non sta in un elenco ufficiale ma nella prossima volta che spegniamo il delivery, accendiamo i fornelli e ci ricordiamo che la cucina italiana esiste solo se qualcuno si prende la briga di cucinare davvero.



















