Madonna di Campiglio si conferma, ancora una volta, un epicentro dell’arte, ospitando la trentesima edizione della prestigiosa Settimana dell’Arte. Quest’anno, la manifestazione si arricchisce di un evento di particolare risonanza: una mostra personale di Dario Ballantini, artista poliedrico noto alla critica nazionale e internazionale da quarant’anni. L’esposizione, curata dallo storico dell’arte Giovanni Faccenda, già direttore del Museo Civico di Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, presenta una ventina di capolavori di Ballantini, inclusi alcuni importanti inediti che promettono di catturare l’attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori.
L’edizione di quest’anno assume un significato ancor più profondo grazie alla presenza della “Grande Prua“, monumento funebre alla memoria di Federico Fellini, opera del celebre scultore Arnaldo Pomodoro. Un tributo commovente a Pomodoro, uno dei massimi scultori italiani contemporanei, recentemente scomparso il 22 giugno 2025, alla vigilia del suo 99esimo compleanno, nella sua casa di Milano. La sua eredità artistica, fatta di iconiche sfere di bronzo e forme complesse, continua a ispirare e affascinare il mondo intero.
L’inaugurazione della mostra di Dario Ballantini è fissata per domenica 27 luglio, alle ore 17:30, presso il Centro Rainalter, negli storici spazi della Galleria Orler. L’evento vedrà la partecipazione di note personalità della cultura, tra i più importanti collezionisti e, naturalmente, il Maestro Dario Ballantini in persona, pronto a condividere con il pubblico il frutto di quarant’anni di ricerca e sperimentazione artistica. Ballantini, artista dalla “camaleontica e trasformista vocazione all’arte”, come definita dalla critica Elena Gollini, ha esposto in importanti sedi in Italia e all’estero, tra cui la Triennale di Milano, Art Basel Miami e la Biennale di Venezia, consolidando la sua reputazione nel panorama contemporaneo.
La Settimana dell’Arte di Madonna di Campiglio si inserisce in un fitto calendario di appuntamenti pomeridiani e serali dedicati alla grande arte italiana e internazionale. Le opere esposte, tra cui quelle di maestri del calibro di de Chirico, Burri, Christo, Ligabue, Vasarely e Boetti, trasformeranno Madonna di Campiglio nella capitale dell’arte italiana per alcuni giorni, offrendo un’occasione unica per immergersi nella bellezza e nella profondità dell’espressione artistica.
Eleonora Francescucci















