Una delle immagini più affascinanti e dibattute dell’arte italiana torna al centro dell’attenzione: si tratta della cosiddetta “Gioconda Torlonia”, un enigmatico dipinto di origine antica, la cui attribuzione è ancora oggetto di studio. Celebre per la qualità pittorica e per l’intensità dello sguardo della figura ritratta, l’opera è da anni conservata nella Sala Gialla di Montecitorio.
Oggi, questo dipinto riceve una nuova attenzione da parte della comunità accademica e delle istituzioni culturali, anche oltre i confini nazionali. L’opera colpisce per la sua armonia compositiva, la delicatezza delle sfumature e il volto enigmatico del soggetto, caratteristiche che continuano ad alimentarne il fascino e il mistero. Il nome “Torlonia” si ricollega alla storica collezione nobiliare romana con cui il quadro fu un tempo associato.
Per approfondirne la conoscenza e favorirne la valorizzazione, la XVII Commissione Arte dell’Intergruppo Parlamentare “Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole minori”, sotto l’ egida dell’On. Alessandro Caramiello, ha organizzato lo scorso 24 luglio, presso la Sala ISMA del Senato, l’incontro dal titolo: “La Gioconda di Montecitorio: Quando l’Arte diventa Patria”.
La Commissione, coordinata da Stefano Colucci, rappresenta un organo tecnico-istituzionale composto da esperti, rappresentanti delle istituzioni, operatori culturali e parlamentari. Il suo obiettivo è promuovere lo studio e la valorizzazione del patrimonio artistico italiano attraverso iniziative concrete come ricerche, convegni, mostre, missioni culturali e proposte legislative. L’attività della Commissione si svolge in sinergia con l’Intergruppo parlamentare, che conta l’adesione di oltre cinquanta tra deputati e senatori di diversi schieramenti politici, contribuendo a delineare politiche culturali radicate nei territori e capaci di produrre valore reale.
A presiedere l’incontro sono stati l’On. Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo, e il Sen. Orfeo Mazzella, mentre la moderazione è stata affidata al giornalista Luca Antonio Pepe, direttore di Centro Sud 24. Tra i protagonisti dell’organizzazione anche Giovanni Barretta, Presidente del Tavolo Tecnico dell’Intergruppo, e Michela Colucci, responsabile delle relazioni istituzionali della XVII Commissione Arte.
Tra i relatori, tutti membri della Commissione, sono intervenuti:
Claudio Strinati, storico dell’arte,
Antonio Forcellino, restauratore del dipinto e studioso,
Sara Taglialagamba, docente universitaria e direttrice del Museo Leonardo Da Vinci e della Fondazione Pedretti, riconosciuta esperta a livello internazionale di Leonardo,
Roberta Delgado, restauratrice e specialista in materiali pittorici,
Pietro Quattriglia Venneri, coordinatore della Commissione,
Antonello Di Pinto, responsabile per le relazioni tra musei e fondazioni.
L’evento ha ricevuto attenzione anche dai media: una troupe del TG2 ha documentato l’incontro, sottolineandone l’importanza culturale e simbolica.
Un momento particolarmente significativo è stato il ringraziamento rivolto a tutti i partecipanti per aver reso possibile un importante traguardo istituzionale: “Grazie a voi per aver messo a disposizione del Paese un gruppo di esperti di altissimo livello e per aver contribuito all’approvazione, pochi giorni fa, di un provvedimento sottoscritto da oltre 100 parlamentari, provenienti sia dalla maggioranza che dall’opposizione — promosso dal Vicepresidente della Camera Sergio Costa insieme al nostro Presidente, Alessandro Caramiello.”
Questo provvedimento, frutto dell’impegno degli studiosi e dei promotori riuniti nella Commissione, rappresenta un primo passo strategico verso nuove iniziative per valorizzare le opere d’arte conservate nelle sedi istituzionali. Tra le ipotesi, quella di favorire mostre e prestiti per rendere accessibili al grande pubblico capolavori come la “Gioconda Torlonia”.
Infine, durante il convegno è stata annunciata — su proposta di Antonello Di Pinto — l’intenzione di creare un Museo temporaneo itinerante destinato alle aree interne e fragili del Paese, con l’obiettivo di portare l’arte e la cultura anche nei territori meno raggiunti dalle grandi esposizioni.


















