Nella scena indipendente della danza contemporanea e fusion, un progetto tutto umbro si distingue per originalità, ricerca simbolica e potenza evocativa. Si chiama Hecates Maleficium, ed è l’ultima creazione performativa di Les Danseuses de Sheherazade , gruppo che unisce la tecnica della tribal fusion, l’uso rituale degli oggetti di scena e una narrazione ispirata alle antiche tradizioni mediterranee.
Un viaggio coreografico tra ombra, fuoco e sacralità
Hecates Maleficium prende forma come un rito più che come uno spettacolo: sciabole, ventagli, danze con il fuoco e movimenti fusion si intrecciano per delineare una cerimonia segreta, una chiamata alla presenza della Dea dei crocicchi. Ogni gesto reca un’intenzione precisa, come se fosse parte di un’antica liturgia perduta.
Il palco diventa un crocicchio sacro: luogo di passaggio, di pericolo e trasformazione. Qui si compie un rito di riparazione, perché non è il caos del mondo ad aver offeso la Dea, ma un’azione compiuta contro di Lei, una profanazione all’origine della collera divina. Le danzatrici, in quanto sacerdotesse, sono chiamate a rispondere: attraverso la danza invocano un ordine nuovo, tentando di placare e restituire giustizia alla Signora delle Soglie.

Ecate: tra Grecia e Italia, la Dea dei confini
Cuore concettuale del progetto è Ecate, divinità liminale e sovrana dei passaggi, ponte tra cultura greca e tradizione italica. Già venerata nell’Ellade come custode dei crocicchi, delle anime e dei misteri, Ecate trovò nel mondo italico un culto notturno particolarmente diffuso, legato a riti di protezione, di purificazione e di giustizia silenziosa.
Lo spettacolo evoca questa doppia radice mediterranea, arricchita da un elemento letterario preciso: un frammento del corpus orfico dedicato a Ecate, da cui è tratto parte del materiale rituale utilizzato nel lavoro. La danza diventa così parola incarnata, celebrazione fisica di un’antica invocazione.

Costumi rituali: l’artigianalità come gesto simbolico
Un elemento distintivo del progetto è la realizzazione artigianale dei costumi, creati personalmente dalle ballerine. Non si tratta di abiti folklorici o arcaici, ma di creazioni moderne che evocano una figura femminile guerriera e sacerdotale, dominate dal nero e da elementi che richiamano austerità, forza e sacralità.
Non semplici costumi di scena, dunque, ma strumenti simbolici: la scelta dei materiali, dei tagli e delle forme contribuisce a costruire un immaginario che trasforma l’atto sartoriale in un gesto rituale e collettivo.
Una nuova via per la danza esoterica italiana
Hecates Maleficium non è solo uno spettacolo, ma una proposta di estetica: una via italiana alla danza esoterica, in cui fusion, simbolismo mediterraneo, artigianato e teatralità oscura convergono in un’esperienza che cerca trance, evocazione, presenza.
Un lavoro che celebra Ecate come guida e minaccia, come madre e giudice. Una Dea che, placata dal rito delle sue figlie, torna nel silenzio lasciando dietro di sé un presagio: ciò che è stato evocato potrà sempre ritornare.
In attesa del suo nuovo avvento…




















