Roma – Via Margutta non è soltanto una strada: è una memoria viva, un luogo dove la pittura continua a respirare tra le pietre, le finestre, i silenzi. Qui, ancora una volta, torna la storica mostra dell’Associazione Cento Pittori Via Margutta, pronta a restituire alla città uno dei suoi riti più autentici. L’appuntamento è per il prossimo 30 aprile, quando la via si aprirà come una galleria a cielo aperto, popolata da tele, cavalletti e sguardi. Un evento che non è solo esposizione, ma incontro: tra artisti e pubblico, tra tradizione e presente.
Una tradizione che attraversa il tempo – A guidare l’associazione è il Presidente Antonio Servillo, affiancato dalla Vicepresidente Paola Minissale, figura di primo piano anche per il valore simbolico del suo incarico, Angelo Colazingari , Tesoriere e dagli altri consiglieri: Maurizio Baiocchini, Silvano Fabrizio, Roberto Fantini e Pino Tersigni, impegnati sul fronte artistico e organizzativo.È una squadra che custodisce una storia iniziata nel 1953 e divenuta negli anni uno dei riferimenti più riconoscibili della pittura esposta nello spazio urbano romano.
Chi sceglie, costruisce il volto della mostra – L’edizione di quest’anno si sviluppa attorno a un tema quanto mai attuale: l’ambiente. Non come semplice suggestione, ma come spazio di riflessione condivisa. La pittura, in questo contesto, non si limita a rappresentare la natura, ma la interpreta, la interroga, la restituisce attraverso sensibilità diverse, contribuendo a costruire uno sguardo collettivo più consapevole. L’arte, da sempre, anticipa e accompagna i cambiamenti: osserva il paesaggio, ne coglie le trasformazioni, e da esso trae spunti che diventano visione, linguaggio, perfino orientamento culturale. In questo senso, il dialogo tra arte e ambiente diventa anche un invito alla responsabilità, alla cura, a una rinnovata attenzione verso ciò che ci circonda.
Il valore della selezione – Eppure, c’è un momento meno visibile, quasi nascosto, che determina l’identità stessa della mostra: la selezione delle opere. È una soglia silenziosa ma decisiva, il punto in cui si costruisce l’equilibrio tra qualità artistica, coerenza e apertura. Un lavoro che richiede competenza, sensibilità e visione, perché da quella scelta dipende il volto che la mostra offrirà al pubblico. Per l’edizione di quest’anno, questo compito è stato affidato ai consiglieri Baiocchini e Fantini, chiamati a svolgere un ruolo centrale e delicato: individuare, tra le tante proposte, quelle opere capaci di interpretare al meglio anche il tema ambientale, restituendone complessità e urgenza attraverso il linguaggio pittorico. È proprio da questa fase che nasce la qualità complessiva dell’esposizione.
La qualità come segno di continuità – E non è un caso che, nelle edizioni più recenti, il livello delle opere presentate sia apparso particolarmente alto, con una coerenza e una forza espressiva che hanno colpito pubblico e osservatori, restituendo un’immagine compatta e convincente della pittura contemporanea. In quegli anni, la selezione è stata affidata al pittore Franco Dore, artista sardo d’origine e figura interna all’associazione, indicato come responsabile della commissione tecnico-artistica. Il suo lavoro ha contribuito a definire un percorso espositivo di grande equilibrio, dove ogni opera sembrava trovare il proprio posto in un dialogo armonico, mantenendo alta la qualità complessiva della mostra.
Negli anni, attorno alla mostra dei Cento Pittori Via Margutta, si è raccolta anche la partecipazione di personalità pubbliche, istituzionali e del mondo della cultura, a conferma del rilievo che la manifestazione continua ad avere nel panorama romano. Nelle edizioni precedenti sono intervenuti, tra gli altri, esponenti delle istituzioni cittadine e regionali, figure del Parlamento e del mondo dell’arte, come Federico Mollicone, Daniele Leodori, Edoardo Zanchini in rappresentanza del sindaco di Roma, il critico d’arte Alberto Moioli e Tiziana Todi della storica Galleria Vittoria di Via Margutta. Una presenza che, insieme ai patrocini ottenuti negli anni da Roma Capitale, dalla Regione Lazio e da organismi parlamentari e culturali, conferma il valore pubblico della rassegna e la sua capacità di attrarre attenzione, sostegno e condivisione.
Non solo arte – Accanto al riconoscimento culturale e istituzionale, la mostra ha potuto contare anche sul sostegno di realtà che negli anni ne hanno accompagnato il percorso, come IBL Banca, il cui contributo è stato indicato tra quelli a supporto della realizzazione di una delle recenti edizioni. In un tempo segnato da incertezze e trasformazioni, alcune delle opere esposte possono essere guardate anche come beni da collezione, capaci di affiancare al valore artistico una possibile dimensione patrimoniale. Così, lungo la passeggiata di Via Margutta, l’osservatore più attento potrà cogliere, accanto al piacere della bellezza, anche il profilo discreto di un investimento che non è solo economico, ma prima ancora culturale.

Un percorso tra arte e città – Quest’anno oltre la classica partecipazione degli artisti di Via Margutta , l’edizione ospiterà anche alcuni pittori provenienti da prestigiose scuole internazionali in lungo un itinerario che si snoderà tra le atmosfere intime di Via Margutta, confermando quel rapporto diretto tra arte e spazio urbano che rende unica la questa manifestazione. La mostra resterà aperta dalle 16 del 30 aprile, al 3 maggio, offrendo ancora una volta a Roma e ai suoi visitatori l’occasione di attraversare un’esperienza artistica viva, dove ogni quadro è una presenza e ogni scelta visibile o invisibile, contribuisce a raccontare una storia.



















