Un serpente bianco ma con le corna, immerso in una vegetazione incorrotta, getta nuovi stimoli di riflessioni sul tempo e sul rapporto individuo/comunità.
“Il Testimone del Tempo” rappresenta un nuovo, cruciale traguardo nella ricerca estetica di Marì, pseudonimo di Antonella Maria Gensale, la cui carriera è radicata sia in Italia che all’Estero. Si tratta di un’opera che si propone di esplorare il concetto di temporalità attraverso un linguaggio artistico innovativo e multisensoriale. L’installazione, sotto forma di serpente “cervone”, si compone di due esemplari, negli spazi dell’associazione culturale “Panta rei” di Montefalcione (AV) e nei suggestivi vigneti di Cantine Catena, in contrada San Marco, nel medesimo territorio comunale.
L’intento è quello di coniugare passato, presente e futuro in un dialogo continuo, utilizzando materiali, forme e suoni che evocano memorie ancestrali e proiettano lo spettatore verso una nuova dimensione percettiva. Il tempo non è più visto – dunque – né come lineare né statico, ma come un’entità fluida, capace di trasformarsi e riflettersi nelle menti e nei cuori di chi osserva. Compito dell’opera d’arte, realizzata a partire da un episodio familiare dell’artista, è far riaffiorare una memoria, consegnandola alla collettività per farle riscoprire una unità identitaria, ma anche far riflettere sulla propria posizione all’interno della storia: ognuno riceve infatti segni e tracce dal passato, che può, volontariamente o meno, cancellare. Ma il lavoro pome l’attenzione anche su quanto non si è vissuto o si è perso, per via dei ritmi sempre più incalzanti della contemporaneità.
La Variazione e il Concetto dell’Opera tra miti antichi e moderni
Nell’arte contemporanea, la variazione è una delle spinte emotive e profondamente concettuali che consentono di dare nuova vita a idee già esistenti e di reinterpretare i simboli, sulla cui importanza si soffermò a lungo anche Aby Warburg, soprattutto nella conferenza denominata “Il rituale del serpente”.
Marì riporta all’attenzione collettiva l’archetipo del suddetto rettile strisciante, una creatura non velenosa e – anzi – del tutto innocua, a cui la tradizione contadina attribuiva una funzione protettiva nei riguardi degli infanti, creando un’esperienza visiva e sensoriale che si ammanta di sacralità e mistero, essendo inoltre l’opera circondata da un ambiente boschivo, rimando concreto ad un contatto con la Natura incorrotto e primigenio, da riscoprire.
Il mito e la narrazione folkloristica si configurano quindi come elemento simbolico: un confine, un orizzonte da oltrepassare, un mistero da svelare. L’animale si mostra al pubblico quale metafora di ciclicità della vita e immortalità, melting pot tra dimensione animale, umana e metafisica. L’alternanza di luci e ombre, infine, così come il bosco e la ricreazione del bosco crea un ritmo visivo che accompagna il visitatore in un percorso unico attraverso memoria e immaginazione,
Un’esperienza immersiva
Il Testimone del Tempo non è solo da guardare, ma da vivere: suoni, luci, materiali e spazi dialogano tra loro per coinvolgere i sensi e stimolare la riflessione personale. Ogni spettatore diventa parte integrante dell’opera, contribuendo con la propria percezione a completarne il significato: essa diviene davvero una soglia temporale in cui il visitatore è invitato a riflettere sul proprio rapporto con la memoria, con il cambiamento e, talvolta, con il meraviglioso.
Alla presentazione del progetto agli addetti ai lavori, in data 4 settembre, erano presenti i critici d’arte Ariadne Caccavale e Daniele Radini Tedeschi, rispettivamente art advisor e curatore del Padiglione nazionale Grenada alla 61. Biennale di Venezia Arte, ove l’artista sarà ospite per una sinossi dedicata all’opera “La sclera”.
Chi è Marì ( Antonella Maria Gensale )
Marì nasce il 10/02/1965 in Svizzera, a Chene Bourgeries. Donna, moglie, madre e artista.
Anima vitale, poliedrica e innovatrice, appassionata da sempre di poesia, pittura, comunicazione ed espressione.
La scelta della firma Mari’, pseudonimo con cui firma le sue opere e diminutivo del secondo nome, riflette la sua riservatezza, che fa da contraltare al dinamismo interiore dell’espressività della sua arte.
Amante della scrittura, ha scritto e realizzato un’opera teatrale, “Catena”, ed è attivamente impegnata nel campo dell’editoria quale direttore responsabile di due testate televisive, di cui una a carattere regionale.
A livello artistico ha esposto in diverse iniziative di spessore, in Italia e all’Estero; è inoltre stata selezionata per le due più recenti edizioni dell’Atlante dell’Arte contemporanea Giunti editore, presentate in partnership con il MET e il MoMA di New York.
Già ospite del padiglione nazionale Grenada alla 60. edizione della Biennale di Venezia Arte per un approfondimento sulla sua ricerca artistica, sarà nuovamente oggetto di una sinossi nel medesimo padiglione a ottobre 2026, presso il suggestivo Spazio Berlendis, in località Cannaregio.
Info utili
ll Testimone del Tempo è visitabile in maniera permanente in via Cardinale dell’Olio, 98, Montefalcione (AV).; per vivere pienamente l’esperienza immersiva è consigliata la prenotazione al 353 360 8562.

















