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SEGGIO ELETTORALE DI LAVINIO E SACIDA : PRESIDENTESSE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI…MENTRE LE URNE DIVENTANO UN’ACQUASANTIERA…

Allucinanti episodi si sono verificati nella sezione 23 del seggio di Lavinio Mare nella scuola GIanni Rodari: denunce scattate al 113, alla Corte d'Appello e all'Ufficio Elettorale di Anzio da parte di alcune scrutatrici.

Redazione by Redazione
28 Febbraio 2013
in Senza categoria
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Non gridiamo allo scandalo, all’impreparazione,  all’ incompetenza e all’ignoranza, sarebbe superfluo in quest’Italietta di scandali, nepotismi e approssimazioni varie. Non ricerchiamo disperatamente giustizia e onorabilità e onestà intellettuale perché ormai, purtroppo, è “merce” sempre più rara, quasi a rischio estinzione. Però non possiamo sottrarci dal riflettere e dunque per onestà intellettuale ( la nostra ndr) pubblicare un paio delle tante storie che hanno visto coinvolti i seggi elettorali italiani.

Nel comune di Anzio, due di coloro che dovrebbero svolgere la funzione di tutori della legalità e del volere del popolo, i Presidenti di seggio, di certo non hanno spiccato per moralità e correttezza.

Nel seggio della Sacida, la Presidente, Simonetta Sugamosto, è stata denunciata a piede libero per aver introdotto nella sua borsa delle schede elettorali e poi, dopo un’accesa (furibonda?) litigata con l’unica rappresentante di lista presente, una grillina, ha preso con rabbia e strappate in tanti pezzetti le povere schede mal capitate…Sbaglio, distrazione o…? alle autorità competenti resta il compito di svelare l’arcano! Intanto noi riportiamo un’Ansa  : * LA DESTRA, MILITANTE PD SOTTRAE ALCUNE SCHEDE A SEGGIO: Ad Anzio e’ stata pizzicata ieri e denunciata alla Digos, una veterana presidente di seggio iscritta e militante del PD che aveva sottratto alcune schede elettorali per il voto regionale. A denunciarlo, e’ Maurizio Brugiatelli, responsabile cittadino La Destra di Anzio”.

A Lavinio mare invece, nella sezione 21,  tutto si è svolto in modo spedito, tranquillo e regolare, tranne per le continue interruzioni che il Presidente ha dovuto imporre ai suoi scrutatori e ai rappresentanti di lista,  per la disorganizzazione e il clima surreale  creatosi nella sezione 23, dove la Presidentessa, Alessandra Mei, ha causato un caos totale, con tanto di scene di panico, pianti alternati a grida, parolacce e despotismo, che hanno caratterizzato la tre giorni elettiva. Forte della sua posizione, ma incapace di affrontare il compito, la Presidentessa, dopo il primo giorno trascorso a piangere e scappare dalla mamma, Presidente al seggio 22 e dal marito, immancabile nella sua presenza devota vicino a lei, prima perde una scheda, poi alterna momenti di piagnisteo ad altri di tirannide, cacciando addirittura i rappresentanti di lista dalla sezione. Dichiara un rappresentante di lista : ” Un comportamento assurdo, il Presidente è risultato altamente incompetente, resto senza parole per come si è svolto lo spoglio” ed un altro “Ho trovato una grande disorganizzazione nella persona del Presidente”

Più volte nella sezione 23 debbono intervenire le forze della Polizia e il Presidente della sezione 21, quello della 22 invece è sempre lì, ad accertarsi che nessuno osi turbare la tranquillità della figlia, mentre nella sua sezione, il compito di scrutinare è affidato ad un giovane e valente avvocato che peccato però sia stato un rappresentante di lista e non uno scrutatore. L’apice si raggiunge la sera del martedì quando a schede sigillate e voti conteggiati, la Presidentessa, dopo aver visto andar via anche l’ultimo dei rappresentanti di lista, ha pensato bene di far conteggiare tutto di nuovo, aprendo i pacchi delle schede ormai sigillate e facendosi aiutare dalla madre, dal marito e da altre persone estranee al seggio fin oltre la mezzanotte…insomma, schede aperte, gettate ovunque (così ce la raccontano) e  mani (tante) di estranei come in un’acquasantiera.

schede elettorali imm.repertorio

“Non ce la faccio più- dichiara una nostra fonte all’interno della sezione 23 alle ore 23,10- stanno ricontando tutto e ci sono anche estranei che aiutano a conteggiare. Non capisco per quale motivo dato che quando l’ultimo rappresentante di lista è andato via ed era tutto a posto. Ma che si deve fare?”

Partono così le telefonate al 113 e all’Ufficio elettorale di Anzio richiedendo un aiuto immediato.

La sezione chiude dopo la mezzanotte, con tante donne sull’orlo di una crisi di nervi mentre una già l’aveva dall’inizio…

Documenti allegati : Lettere presentate da alcuni scrutatori al Comune di Anzio, alla Corte d’Appello, All’Ufficio Elettorale

1 – La sottoscritta ….., designata scrutatrice nella scuola G.Rodari, sita in Lavinio in Via dei Garofani 56,al seggio numero 23,nei giorni 24/25 febbraio 2013 dichiara quanto segue:
In data 23 febbraio 2013, alle ore 16:00,ci siamo riuniti per costituire il seggio elettorale sotto la presidenza della Sign. MEI ALESSANDRA. Il giorno successivo , alle ore 08:00 abbiamo regolarmente aperto il seggio per le votazioni, mentre la presidente dichiara di non sentirsi bene, ma di dover comunque presiedere il seggio in quanto “nessuno la può sostituire”. La sua giornata lavorativa è stata caratterizzata da improvvisi pianti ed evidenti attacchi di ansia .Il giorno 25 febbraio alle ore 08:30 la presidente lascia il seggio, invitata anche da noi scrutatrici ,in quanto in evidente stato febbrile e confusionale, per farvi ritorno alle ore 12:30.Alle ore 15:00 chiudiamo il seggio per lo scrutinio di Camera e Senato La presidente è in evidente stato confusionale, non riesce ad organizzare il lavoro; arrivano i rappresentanti di lista, i quali aiutano nello spoglio delle schede elettorali contandole personalmente, senza che la stessa (Presidente) abbia niente da ridire su questo. Ella nel frattempo rimane seduta compilando qualche registro e osservando da lontano lo svolgersi delle operazioni. Quando arriva il computo finale delle schede i conti non tornano di 1 (una) scheda; la presidente comunica platealmente che avrebbe assegnato quel voto mancante a uno qualsiasi dei partiti, con lo stupore generale dei presenti. La rappresentante di lista “Fratelli d’Italia”,  sconcertata anch’essa, ribatte e fa notare che tutto questo è illegale oltre che assurdo ;la Presidente allora, presa da un altro attacco di pianto incontrollato ,ritorna al suo tavolo e all’improvviso esclama, rivolta alla sign. ….: ”Questa è proprio l’ora giusta per mandarti affanculo!”. Cala un silenzio  improvviso in aula ,la presidente viene invitata gentilmente  moderare i toni ,lo scrutinio va avanti fermando quello del Senato e cominciando quello della Camera ,si decide di chiedere consiglio direttamente al comune sul da farsi per la scheda mancante e si decide di fare un verbale in cui si dichiara quanto accaduto. Alla fine dello scrutinio andiamo tutti a casa (ore 22:30) e ci diamo appuntamento per il giorno successivo alle 14:00.Il martedì, giorno destinato allo scrutinio della Regione, le cose sembrano andare meglio ;la presidente decide di tenere a debita distanza i rappresentanti di lista, comincia a suddividere le schede seguendo un suo metodo ,comincia la conta dei voti, nessuna contestazione; le schede contate dapprima non tornano di conto ,vengono ricontate con l’aiuto della Sign. Sepe e del marito della presidente sopraggiunto nel frattempo. Tutto torna ;si cominciano  a  trascrivere i voti nelle tabelle di scrutinio, ma ci si accorge che gli stessi non sono stati suddivisi tra regione e provincia: vanno riconteggiati tutti nuovamente! A questo punto io mi inalbero ,dichiaro apertamente alla presidente che la ritengo incapace di svolgere il lavoro assegnatole ,pavento l’idea di abbandonare il seggio per protesta. A questo punto la presidente ,in preda al panico più totale, chiede aiuto per il riconteggio dei voti .In questa operazione, maneggiando dunque le schede per poter assegnare i voti, arrivano in suo soccorso la madre, presidente del seggio 22 nella medesima scuola ,il segretario del seggio 22,il marito della presidente, il padre di Giulia Zitelli, scrutatrice nel seggio 23.Alle ore 23:40,ormai stanca, chiamo il 113 per dichiarare quanto succede, l’operatore mi assicura che a breve sarebbe arrivata una volante per  un controllo .
 
2- In data 23 Febbraio 2013, alle ore 16:00, ci siamo riuniti per costituire il seggio elettorale sotto la presidenza della Sign. Mei Alessandra. Il giorno successivo, alle ore 08:00 abbiamo regolarmente aperto il seggio per le votazioni, mentre la presidente dichiara di non sentirsi bene, ma di dover comunque presiedere il seggio in quanto “nessuno la può sostituire”, così riferitoci anche dalla madre della stessa, presente tra l’altro  a svolgere il ruolo di Presidente al seggio n°22 nella medesima scuola. La giornata lavorativa è stata caratterizzata da improvvisi pianti ed evidenti attacchi di ansia della Presidente Mei. Il giorno 25 febbraio alle ore 08:30 la presidente lascia il seggio, invitata anche da noi scrutatrici, in quanto in evidente stato febbrile e confusionale,e senza voce! per farvi poi ritorno alle ore 12:30. Alle ore 15:00 chiudiamo il seggio per lo scrutinio di Camera e Senato. La presidente continua ad essere in evidente stato confusionale, non riesce ad organizzare il lavoro; Arrivano i rappresentanti di lista, i quali aiutano nello spoglio delle schede elettorali contandole personalmente, senza che la stessa (Presidente) abbia niente da ridire su questo. Ella nel frattempo rimane seduta compilando qualche registro e osservando da lontano lo svolgersi delle operazioni. Quando arriva il computo finale delle schede i conti non tornano di 1 (una) scheda; la presidente comunica platealmente che avrebbe assegnato quel voto mancante a uno qualsiasi dei partiti, con lo stupore generale dei presenti. La rappresentante di lista “Fratelli d’Italia”, sconcertata anch’essa, ribatte e fa notare che tutto questo è illegale oltre che assurdo; La Presidente allora, presa da un altro attacco di pianto incontrollato, ritorna al suo tavolo e all’improvviso esclama, rivolta alla stessa: ”Questa è proprio l’ora giusta per mandarti affanculo!”. Cala un silenzio  improvviso in aula, la presidente viene invitata gentilmente  moderare i toni ,lo scrutinio va avanti fermando quello del Senato e cominciando quello della Camera, si decide di chiedere consiglio direttamente al comune sul da farsi per la scheda mancante e si decide di fare un verbale in cui si dichiara quanto accaduto. Alla fine dello scrutinio andiamo tutti a casa (ore 22:30) e ci diamo appuntamento per il giorno successivo alle 14:00. Martedì 26 Febbraio, giorno destinato allo scrutinio della Regione, le cose sembrano andare meglio; la presidente decide di tenere a debita distanza i rappresentanti di lista, comincia a suddividere le schede seguendo un suo metodo (errato!), comincia la conta dei voti, nessuna contestazione; le schede contate dapprima non tornano di conto, vengono ricontate con l’aiuto della rappresentante di lista di Fratelli d’Italia e del marito della presidente sopraggiunto nel frattempo. Tutto torna; si cominciano a  trascrivere i voti nelle tabelle di scrutinio soltanto dopo esser sopraggiunta un’amica della Presidente consigliandole di far iniziare gli scrutatori a trascrivere i voti sui vari verbali, avendoli fatti scrivere invece su “pezzi di carta volanti”, ma sempre l’amica della Presidente si accorge alle ore 22.30 che i voti non sono stati suddivisi tra regione e provincia: vanno riconteggiati tutti nuovamente!. Vengono quindi riaperte le schede ormai già tutte chiuse nelle varie buste da destinare al comune. A questo punto dichiaro apertamente alla presidente che la ritengo incapace di svolgere il lavoro assegnatole e  la Presidente, in preda al panico più totale, chiede aiuto, per l’ennesima volta, per il riconteggio dei voti. In quest’operazione, vengono riaperte le buste, e maneggiando dunque le schede per poter assegnare i voti, arrivano in suo soccorso la madre, il segretario del seggio 22, il marito della presidente, il padre di Giulia Zitelli (scrutatrice al seggio n°23) rappresentante di lista. Io personalmente mi sono rifiutata di svolgere un’operazione che ritengo “illegale” e che con tutta calma, senza ricevere violenza verbale, si sarebbe potuta svolgere rispettando soprattutto le dovute regole di scrutinio. Alle ore 23.00 la Presidente aiutata dalla madre dichiara anche agli scrutatori: “chi vuole andare via lo può fare!” pur ancora in assenza di quattro firme!. Ovviamente nessuno ha abbandonato il seggio prima che tutto fosse nuovamente terminato.
 
di Vera Iafrate
 

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