Domenica 4 maggio 2025 a Roma, pomeridiana al Teatro Lo Spazio in via Locri, 43: La figlia di Kioto Zhang, drammaturgia scritta e diretta da Massimo Odierna.

Una scena dello spettacolo
Erano ormai dieci lunghi anni che stanco di vedere in scena i soliti drammi di Henrik Ibsen, Anton Čechov, Lev Tolstoj oltre all’immancabile William Shakespeare, dimenticai il Teatro, così mi decisi, coinvolgendo l’immancabile moglie poetessa Michela Zanarella e la nostra amica Athina Cenci, di andare ad assistere a qualche rappresentazione teatrale alternativa.

Entrando in teatro
Ed eccoci arrivati al teatro Lo Spazio ad assistere ad un originale testo psicologico scritto da Massimo Odierna, regista e attore formato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico che ha sfornato generazioni di attori teatrali e cinematografici da Vittorio Gassman a Monica Vitti anzi, da Anna Magnani a loro e a tutti i grandi che continueranno ad uscire dalla Silvio D’Amico.

Athina Cenci e Massimo Odierna
La Figlia di Kioto Zhang di Massimo Odierna, favola per combattere la solitudine, è interpretata da Irene Ciani, nel doppio ruolo di madre di Libero e zia Magda; Enoch Marrella, il favolistico Libero; Francesco Petruzzelli, padre pedofilo di Libero e maestro spirituale; Federica Quartana, nei multiruoli di: Jasmine, Sharon, Tinetta, Clotide, Brooke, Cameriera; Giovanni Serratore, l’indemoniato sessuale, alcolizzato, Thomas; Sofia Taglioni, nel ruolo di Amélie.

Amelie e Thomas – Giovanni Serratore e Sofia Taglioni
Ritengo questo testo una delle più grandiose composizioni drammaturgiche dello spirito umano in quanto attraverso simboli illusori ma psicologicamente validi e credibili, dà forza contro gli impulsi dell’Universo.

Zia Magda – Irene Ciani
Il viaggio di Libero verso la ricerca spasmodica di Noa, la figlia di Kioto Zhang, procede dal suo io interno, dalla sua favola immaginifica, nella quale riesce a coinvolgere tutti partendo dal suo amico d’infanzia, scout dei lupetti, finché la parabola della sua favola da ascendente diventa discendente. Libero, l’eroe, viene smascherato dal mostro Thomas ma riesce a persuaderlo e acquista nuova energia.

Enoch Marrella è Libero
Questa nuova situazione di Libero, rappresenta il progredire della sua libido che si adatta al mondo esterno mentre la situazione del suo io interno è la regressione della libido ormai adattata al suo mondo interno.

Enoch Marrella
È questo adattamento che porterà Libero alla sua libertà.
La disposizione degli attori su una grande stuoia bianca sulla quale avviene la rappresentazione teatrale porta ad una prossemica fisiologica con il pubblico che racchiude tutta la scena. Le vibrazioni, i sudori, i battiti, i fruscii, le parole ed i suoni arricchiscono questa essenziale scenografia fatta di presenze ed emozioni.
Spettacolo meravigliosamente profondo con guizzi sarcastici e divertimenti a scena aperta. Athina coinvolgente nelle sue risa, Michela trainante nella poesia di Massimo Odierna ed io favolosamente soddisfatto nell’applauso finale dell’affollato pubblico pomeridiano.
Giuseppe Lorin




















