A sei mesi dalle elezioni comunali avvenute dopo un lungo commissariamento di tre anni Nicola Burrini primo cittadino della città di Nettuno traccia un primo bilancio ottimista sul futuro della sua amministrazione e sulla ripresa della vita pubblica della cittadina con una intervista esclusiva su Paeseroma.it
Nicola Burrini ha 47 anni, ma la prima volta che entrò in un Consiglio Comunale ne aveva 25. Era il 2003. La legge elettorale della elezione diretta dei sindaci aveva all’epoca consegnato al sindaco di allora del centrodestra, Vittorio Marzoli, il suo secondo mandato. Con dei risultati elettorali da plebiscito. Era difficile pensare allora che il centrosinistra sarebbe tornato a governare Nettuno. Ma in realtà in 5 anni, complice uno scioglimento per infiltrazione criminale, la cosa si realizzò con la vittoria del 29enne collega del Pd di Burrini, Alessio Chiavetta. Da allora, dal 2008, la città di Nettuno ha avuto due commissariamenti, di cui uno nuovamente per infiltrazione criminale, altri 2 sindaci, durati la media di un anno e mezzo, uno dei 5 stelle e uno del centrodestra. Morale della favola: governare la città del Tridente è una impresa molto complessa. Proprio da questo partiamo per la prima domanda al sindaco di Nettuno.
Sindaco Burrini, i suoi predecessori, nel migliore dei casi hanno governato un mandato intero e qualche mese del secondo, nel peggiore dei casi un anno e mezzo. Lei pensa di riuscire a infrangere questa sorta di maledizione?
Il mio impegno è certamente in questa direzione. Conto su una coalizione e una squadra motivata a fare bene per la città di Nettuno, che esce da un lungo commissariamento e che ha bisogno di dedizione e progetti che siano in grado di restituirle quella vitalità che l’ha sempre contraddistinta. Non a caso Nettuno è da sempre nota come la Perla del Tirreno. I consiglieri comunali e la giunta hanno davanti un grande lavoro e l’amore per la nostra città e la voglia di vederla risorgere, sono sicuro che sia il motore che ci muove tutti.
La guerra nel Medioriente, quella tra Russia e Ucraina, il rischio di una guerra nucleare che potrebbe riguardare l’Europa e i rischi di attentati dovrebbero mettere in allarme i comuni dove il turismo è rilevante. Quale piano di emergenza esiste ad oggi con la protezione civile e quali disposizioni in materia di sicurezza può attuare lei da sindaco.
Ovviamente di fronte a grandi catastrofi come nucleare, guerra e terrorismo il Sindaco può ben poco, ma farò sempre il possibile per garantire la sicurezza, partendo da tutti i piani già esistenti per ogni evento o emergenza.
La questione della legalità come 20 anni fa è ritornata ad essere fondamentale nella storia di Nettuno. Sindaco, quali azioni metterà in campo la sua amministrazione per evitare che il malaffare si riavvicini al Palazzo Comunale?
In questo momento l’attenzione delle forze dell’ordine sul comune di Nettuno è altissima, questo è già un deterrente importante per chiunque si avvicini all’Ente con intenzioni poco chiare. Questa Amministrazione intende operare nella massima trasparenza e con grande attenzione per evitare ogni possibile problema, anche per questo stiamo investendo su regolamenti, digitalizzazione e iter tracciati per ogni genere di pratica comunale.
La sua campagna elettorale, come quella del suo “collega” di Anzio Lo Fazio, è stata fondata sulla idea di poter condividere con la città limitrofa la gestione di alcuni servizi, come quella dei rifiuti. Vi è anche una comune base di partenza per una candidatura delle due città a Capitali Italiane della Cultura? Quanto ancora può essere integrato con Anzio?
La strada dell’integrazione tra i due comuni è stata avviata ma moltissimo c’è ancora da fare. Per l’estate è attiva una navetta che collega il centro cittadino di entrambe le città, stiamo coordinando gli eventi estivi per evitare sovrapposizioni o possibili date in conflitto ma ovviamente vogliamo e possiamo fare molto di più. Non è semplice integrare i servizi di due diverse amministrazioni, ma dobbiamo riuscirsi, come già facciamo per il settore servizi sociali a cui tengo tantissimo e iniziare a ragionare come Distretto e non come singoli comuni per quello che riguarda cultura e servizi ai cittadini. Insieme potremo offrire servizi migliori a costi inferiori nell’interesse di tutti.
Nettuno è stata negli anni ’80 una meta per le tappe di tour musicali di artisti nazionali e anche internazionali. Nello stesso periodo era la capitale italiana del Baseball. Oggi si assiste ad una decadenza degli impianti sportivi e ovviamente il periodo di commissariamento ha bloccato anche la organizzazione di alcuni eventi musicali. Pensa che si potrà recuperare il tempo perduto?
Il Comune di Nettuno punta sullo sport come momento di aggregazione sociale e di educazione per i ragazzi e non solo. Stiamo intervenendo su tutti gli impianti sportivi. Si sta lavorando al Masin e allo Stadio del Baseball, abbiamo inaugurato da poco un nuovo e bellissimo campo da basket al Parco Palatucci, e abbiamo presentato il progetto di abbattimento e ricostruzione del palazzetto dello Sport. In solo 6 mesi abbiamo fatto un lavoro immenso e non intendiamo fermarci. Per quello che riguarda la stagione estiva e i grandi eventi dobbiamo mettere a regime le casse dell’Ente e certamente puntiamo ad eventi che diano visibilità alla stagione estiva, ma vogliamo anche valorizzare le realtà culturali locali, che sono una ricchezza assoluta di questo Comune.
Sindaco, per quale risultato vorrebbe essere ricordato alla fine del suo primo mandato?
Quello che vorrei è regalare a questo Comune una nuova serenità, continuità amministrativa, sicurezza e miglioramento del benessere complessivo e della qualità della vita.




















