All’Ambasciata di Finlandia presso il Vaticano a Villa Lante al Gianicolo, dove avvengono conferenze anche in italiano e concerti, ho incontrato il professor Vesa Matteo Piludu, ricercatore all’Università di Helsinki specializzato in Studi delle Religioni, dei popoli finno-urgici e indigene. Nato a Forssa, una piccola città industriale della Finlandia.

Pof. Vesa Matteo Piludu a Torronsuo
È autore della monografia The Forestland’s Guests: Mythical Landscapes, Personhood, and Gender in the Finno-Karelian Bear Ceremonialism. Curatore e traduttore di Sulle tracce della renna del cielo. Scritti sullo sciamanesimo nordico di Juha Pentikäinen e Anna-Leena Siikala. Roma, 2007; e del saggio Mitologia del Kalevala, di Juha Pentikäinen, edito da Vocifuoriscena. Viterbo 2014 e, con Frog, dell’antologia scientifica Kalevala: epica, magia, arte e musica/Kalevala: Epic, Magic, Art and Music, pubblicato sia in edizione bilingue e nell’edizione solo italiana. È figlio di due grafici pubblicitari, la madre finlandese, Leila Arrankoski e il padre italiano, Ferro Piludu, ben conosciuto nell’ambito della grafica romana e del volo a vela. È padre di tre figli: Luca, Daniel e Iris.
Kalevala è l’antico nome della terra di Finlandia?
Assolutamente no, Kalevala è un luogo mitico e il nome del poema epico del popolo finlandese.
L’antico nome della terra di Finlandia è sempre stato Suomi così come ancora oggi è conosciuto. Kalevala sarebbe la terra di provenienza del primo eroe, progenitore e gigante della terra degli eroi Väinämöinen, Ilmarinen il forgiatore, il fabbro, e Lemminkäinen. Kalevala è una terra mitica, non una località storica, geograficamente definita.

Gole tra abeti
Nel poema epico gli eroi di Kalevala si scontrano, ma anche si ammogliano, con il popolo di Pohjola, la terra del Nord, altro luogo mitico che non corrisponde alla Lapponia ma si trova ai confini del mondo e vicino al mondo dei morti. Entrambi i posti sono mitici, si capisce che Pohjola è ai limiti settentrionali e Kalevala è più a sud ma poco altro, e che i due popoli parlano la stessa lingua.
Pohjola è più tenebrosa e pericolosa, ma ha fanciulle bellissime ed è ricca di terre rare, Kalevala è più fertile.
Lo Stato Finlandese che rapporti ha con la Russia di Putin?
Ovviamente siamo molto contrari alla Russia di Putin e molto solidari con l’Ucraina, la Finlandia e la Svezia, poiché siamo entrati nella NATO nel 2023-2024 dopo l’attacco all’Ucraina e abbiamo abbandonato la tradizionale neutralità. La guerra in Ucraina è un enorme dramma anche per gli studi finno-ugrici: molte minoranze linguistiche imparentate con il finlandese e l’ungherese vivono in Russia e in Siberia. Non solo ora è molto difficile studiare queste minoranze perché i confini con la Russia sono chiusi, le comunicazioni sono dunque solo via zoom, ma molti giovani di queste minoranze sono mandati a morire come carne da macello da Putin. Devi considerare una cosa molto importante: la Finlandia orientale è stata invasa dall’URSS di Stalin nel 1939 con il famoso patto d’alleanza fra nazisti e sovietici quindi l’invasione dell’Ucraina è stato uno shock che ha risvegliato vecchi traumi, visto che dopo la seconda guerra mondiale la Finlandia ha perso quasi un quarto dei suoi territori ma ha mantenuto l’indipendenza – cosa miracolosa visto che gli altri paesi baltici l’Estonia, la Lettonia e la Lituania, l’hanno persa per poi riconquistarla agli inizi degli anni ’90, dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Quello che accade ora in Ucraina ricorda quello che è accaduto a noi e quindi la solidarietà nei confronti dell’Ucraina è profonda e radicata, inclusa quella nei confronti dei profughi ucraini in Finlandia, che sono stati aiutati anche dalla gente in modo spontaneo, oltre che dalle autorità.
Per farti capire: la mia bisnonna e mio nonno erano careliani, della parte invasa dai sovietici, e mia bisnonna è morta profuga per malattie e freddo sappiamo che riuscì a passare il confine ma non sappiamo neppure dove sia stata sepolta.
La Finlandia prima di diventare indipendente nel 1917 faceva parte dell’Impero Russo ed il popolo finlandese ha fatto la prima guerra mondiale con la Russia … invece prima del 1812 quando era parte del regno di Svezia i finlandesi sono stati costretti dagli svedesi a combattere i russi quindi la Finlandia ha una relazione difficile con la Russia, che è un nemico storico da sempre nell’immaginario collettivo.
Putin è dunque disprezzato come è stato odiato Stalin dalle generazioni precedenti. Prima del 2022 le relazioni economiche con la Russia erano però strette nonostante Putin non piacesse a nessuno, i finlandesi lo hanno sempre considerato un dittatore spietato ma dopo il 2022 le relazioni economiche sono crollate e il confine è chiuso da entrambe le parti.
La Finlandia dal 2022 si è armata fino ai denti, come la vicina Estonia o la Polonia: chi è stato invaso dai sovietici non vuole ripetere l’esperienza con la Russia di Putin poiché già sai quello che ti aspetta. Il tutto ha creato anche non pochi problemi: crisi economica, disoccupazione alta e il ricorso al riarmo; tagli pesanti al welfare e al sociale, di queste cose da noi si parla apertamente.
L’opinione pubblica sostiene fortemente le forze armate finlandesi, ma i tagli sono pesanti in molti settori e ci si chiede cosa sarebbe avvenuto se fosse stato possibile evitare che ciò accadesse.
Attenzione: le relazioni con la Svezia sono anche state non semplici perché prima della Russia gli svedesi hanno invaso e sfruttato la Finlandia. Quindi: mai dire a un finlandese che è uno scandinavo, uno svedese o un vichingo perché quelli sono i vecchi acerrimi nemici e soprattutto i vecchi dominatori.
Il fatto di stare nell’UE e nella NATO ha però riavvicinato Svezia e Finlandia, che ora hanno relazioni buone, collaborative e piuttosto strette sul piano strategico, militare e ovviamente culturale perché dopo la colonizzazione hai sempre delle relazioni culturali migliori, e sulla costa della Finlandia si parla oltre al Finlandese anche uno svedese di Finlandia che è un po’ diverso da quello di Svezia per pronuncia e lessico. Per il resto la relazione Finlandia-Svezia è un po’ competitiva, simile a Francia e Italia, ma a livello ormai non tanto serio e specialmente in occasioni sportive come le partite di hockey fra i due paesi.
Ci sono i fiordi in Finlandia?
Fiordi sono sul mare aperto… in Finlandia non li chiamiamo fiordi
ma ci sono, però l’area dell’immenso lago Saimaa comprende un insieme di laghi interconnessi fra loro, e formano una miriade di insenature, golfi, fiordi; puoi navigare per più di 400 km in questo sistema di laghi.

il Saimaa
Dal punto di vista naturale, geologico e storico è una delle regioni
più belle della Finlandia dove vado spesso in vacanza in estate con la famiglia.

Area del Saimaa
Dall’Italia credo che questa zona si raggiunga con voli low cost per Lappeenranta e la regione non è ancora conosciuta dal punto di vista turistico nonostante sia attrezzata ad accogliere il viaggiatore nelle tipiche case di legno profumate d’abete.
Alcuni documentari sulla Finlandia fanno immergere lo spettatore in una natura da saghe nordiche, in storie favolistiche; è così?
Abbiamo un poema epico che è il Kalevala, come l’Iliade e l’Odissea, fiorì a partire da una ricchissima tradizione orale le cui radici affondano in epoca preistorica.

Un angolo attrezzato
Durante il primo millennio dell’era moderna, popolazioni di lingua uralica si stabilirono sulle coste orientali del Baltico e svilupparono un’arte poetica che sopravvisse fino al XIX secolo. Quest’alta espressione lirica, mitica e religiosa costituì il materiale per l’opera che il filologo Elias Lönnrot compilò e diede alle stampe nel 1849. Durante numerosi viaggi in regioni lontane egli raccolse dalla voce dei rapsodi una vasta mole di strofe che immortalò imprimendo a esse un ordine unitario e un impianto narrativo maestoso. Il suo lavoro è stato fondamentale per l’identità nazionale della Finlandia, mentre il contenuto magico e l’ispirazione trascendente dei versi sacri hanno innalzato il Kalevala sull’empireo della letteratura universale, mostrando all’Occidente quanto la sapienza di un’antica civiltà euro-asiatica sia ancora viva e attuale.
Due statue kalevaliane o finlandesi sono al centro di Helsinki, di fronte alla Vecchia Casa degli Studenti.

Nella prima è raffigurato l’eroe Väinämöinen mentre incanta animali e spiriti della natura con la sua kantele, lo strumento a corde fatto con la mandibola di un luccio gigantesco.

Nella seconda dietro di me Ilmarinen, il fabbro sempiterno che ha forgiato il disco del sole, la luna, il coperchio del cielo con le stelle e il misterioso Sampo.

Foto mie dalla regione orientale del Saimaa, lago enorme. Paesaggi assai alla Kalevala ed è presente anche un importante Geopark UNESCO per siti geologici.
Qui sono sotto un bel murale a Maartinlaakso, quartiere di Vantaa, città vicina a Helsinki, dove vivo
Dimmi della tua scelta di vivere nella terra dei Vichinghi, delle tue scelte e dell’adattamento del tuo nucleo familiare.
Parlami dei rapporti commerciali tra la tua nuova terra e l’Italia. Come vengono percepiti gli italiani che vivono lì?
La Finlandia però coi vichinghi non c’entra assolutamente nulla. Altro ceppo linguistico, altra storia. Io sono nato in Finlandia e ho doppia cittadinanza, quindi per me nulla di nuovo. Sono cresciuto a Roma, quindi ho anche una forte identità italiana, ma sono anche finlandese e di madre finlandese. Dei rapporti commerciali non so assolutamente niente, e anche sulla percezione degli italiani. So dei rapporti culturali fra Italia e Finlandia, meno conosciuti, so parecchio.
Vesa Matteo, antropologo e musicologo, parlami dei rapporti culturali tra la Finlandia e il Brasile.
Andare a vivere in Finlandia, dopo 28 anni di Roma e un po’ di anni di spola col Brasile, è stato un cambiamento drastico e ovviamente non sempre facile, perché rimango molto attaccato all’Italia e il mio lavoro mi ha continuamente portato a fare da ponte, traduttore e mediatore fra due terre molto diverse, quindi di cose ne ho da dirti su questo stare a cavallo fra due mondi … che per me poi sono anche tre, visto che recentemente ho avuto, di nuovo, a che fare con il Brasile. Nel 2022 il sorprendente ritorno del Brasile. Lavoro in un progetto sull’Amazzonia, che ho l’occasione di visitare, e scrivo un articolo in collaborazione con studiosi brasiliani e finlandesi sul mito di un antico sciamano amazzonico, ancora da pubblicare. In occasione del novantenario della nascita di Vinicius de Moraes ho svolto un seminario in tre incontri sulla poesia e la musica del grande poeta, attraverso l’ascolto delle canzoni, l’analisi dei testi! E delle poesie tradotte, oltre alla visione di video e DVD inediti in Italia, documentari e concerti, la lettura di brani dal Livro de Letras; insomma. Si è proposto un viaggio nell’affascinante universo di Vinicius. In generale, i rapporti fra Italia e Finlandia sono positivi, ma ci sono delle ragioni storiche, politiche e culturali che spiegano la cosa a partire dall’800 e da rapporti fra Risorgimento e movimento indipendentista finlandese, affrancarsi dalla Russia zarista; almeno uno dei Mille di Garibaldi era finlandese, e non è un caso!
Ti ricordi i nomi, almeno uno, dei due giovani finlandesi arruolati con il gruppo di Garibaldi?
Ecco, i loro busti si trovano tra i mille del generale Giuseppe Garibaldi, le loro statue sono al Gianicolo.

Un garibaldino finlandese, fu Herman Liikanen, il suo arruolamento avvenne solo nel 1861, a cose praticamente fatte, il contributo volontario di Liikanen fu molto apprezzato ed il suo busto è tra i mille di Garibaldi al Gianicolo.
Parlaci del fascino delle saghe e dei racconti della Finlandia e del Kalevala in particolare.
Quanto questo mondo fantastico influisce sulla personalità del popolo finlandese.
Sul Kalevala ovviamente so parecchio. Il Kalevala non ha influito sulla personalità del popolo finnico così come Dante, Ariosto o Virgilio non hanno influito direttamente sulla personalità degli italiani. È che questa si forma attraverso una serie di esperienze molto complesse, famiglia, lavoro, affetti, interessi e via dicendo. Nessuno oggi si ispirerebbe a un eroe del Kalevala a livello comportamentale. Nell’immaginario collettivo invece il Kalevala è dovunque: credo che senz’altro tu ti riferisca a questo … Il Kalevala ha avuto un impatto su una miriade di cose: politica, letteratura, lingua, teatro, musica, cinema, pittura, scultura, architettura. Questo ad Helsinki si vede ovunque, ti posso fare un po’ di foto perché girando al centro, in solo 200 m, hai già 5 esempi lampanti… e ovviamente questa presenza visibilissima del Kalevala fa sì che sia ancora vivo nell’attualità e che ispiri ancora nuove opere d’arte, in un continuo evolutivo, e anche forme nuove come musica rock, fumetti, videogiochi e via dicendo. Ci sono poi imprenditori creativi che si inventano i gioielli del Kalevala o persino lo yoga del Kalevala. In questo senso, l’influenza è qui persino più presente dell’Ariosto o Virgilio in Italia, perché non vedi statue di Enea o di Orlando in ogni angolo, mentre al centro di Helsinki questo accade.
Devi anche considerare una cosa molto curiosa: molti Italiani e nomi importanti come Cattaneo, eroe delle 5 giornate di Milano, o Ugo Foscolo hanno conosciuto la Finlandia tramite la traduzione in Francese del Kalevala, questo ha fatto sì che personalità del Risorgimento e della prima Unità d’Italia hanno appoggiato l’indipendenza finlandese, mentre alcuni finlandesi addirittura, hanno combattuto con Garibaldi; quasi nessuno sa di questa fratellanza nonostante la distanza geografica, che è continuata in vari modi anche dopo l’indipendenza finlandese; inoltre Roma importantissima per artisti e archeologi finlandesi!
La Finlandia a Roma ha un centro culturale bellissimo ed è l’Ambasciata Finlandese presso il Vaticano ed è accanto alla statua di Anita Garibaldi. È uno dei pochi edifici proprio in cima al Gianicolo: i garibaldini finlandesi hanno le loro statue al Gianicolo. Non è un caso! Questa cosa fa intendere di un rapporto stretto e ben riconosciuto da entrambi i paesi … questa reciproca stima è rimasta viva fino ad oggi il tutto è sorprendente visto che la Finlandia è un paese piccolo per popolazione, siamo circa 5 milioni, e poco conosciuto, eppure, dal punto di vista culturale e politico i rapporti italo finlandesi esistono e anche questi hanno una loro visibilità al Gianicolo, luogo assai nobile e prestigioso qui a Roma
Giuseppe Lorin



















