Il 6 settembre Portoferraio ha offerto all’Italia una delle sue serate più memorabili. Nell’area archeologica della Linguella, con le antiche mura illuminate da una luna piena, si è celebrata la 53ª edizione del Premio Letterario Internazionale Elba, Raffaello Brignetti, che ha incoronato Sandro Veronesi vincitore con il romanzo Settembre nero (La nave di Teseo). Quasi alcune centinaia di spettatori hanno preso parte alla manifestazione che non è stata soltanto la celebrazione di un’opera letteraria, ma l’affermazione del ruolo dell’Elba come punto di riferimento culturale internazionale.
I saluti istituzionali – La cerimonia si è aperta con il benvenuto del Sindaco di Portoferraio, Tiziano Nocentini, che ha espresso l’orgoglio della città nel rinnovare l’ospitalità a un premio che accresce la notorietà e il prestigio dell’Isola. A seguire, il Presidente del Comitato Promotore, Roberto Marini, ha ricordato la tradizione e la vocazione internazionale dell’ evento, sottolineando come questo riconoscimento, anno dopo anno, sia divenuto un punto di riferimento della letteratura italiana nel mondo.
Il trionfo di Sandro Veronesi – Con Settembre nero, Veronesi ha proposto un’opera intensa che unisce memoria storica e formazione personale, evocando il dramma del 1972 alle Olimpiadi di Monaco e intrecciandolo alla scoperta di sé stesso di un adolescente. Lo scrittore nel ringraziare il pubblico e la giuria, ha detto: “Ricevere questo premio qui, su quest’Isola, ha per me un significato speciale. Camminare tra queste coste, intrise di memoria etrusca e di storia, è un ritorno intimo e prezioso alle origini”.

L’atmosfera della serata – La conduzione di Attilio Romita e Monica Giandotti, insieme alla madrina Veronica Pivetti, ha reso la serata elegante e scorrevole. Il simbolico colpo di cannone a salve in onore del vincitore, il riflesso della luna sul mare e la cornice rinascimentale hanno creato un’ambientazione che ha fuso storia e letteratura. La raffinata eleganza del pubblico, soprattutto femminile e la presenza di tanti ospiti hanno contribuito a dare alla cerimonia un tono che andava oltre l’evento culturale, trasformandola in un momento di partecipazione collettiva.
La ricchezza di questa edizione non si esaurisce nella vittoria di Veronesi stabilita dalla somma delle due giurie :quella professionale e quella popolare, con questi infatti, Vittorio Lingiardi e Sandra Petrignani hanno portato opere di grande spessore: Corpo, umano (Einaudi) e Autobiografia dei miei cani (Gramma Feltrinelli). Insieme i tre libri compongono una parabola della vita: il passato storico, con le sue ombre e i suoi insegnamenti; il presente dei sentimenti, come bussola per vivere con empatia e comprensione e il futuro della coscienza e della conoscenza, che apre prospettive di crescita e di relazione più autentica.
Un preludio conviviale e scenografico – Prima dell’avvio ufficiale, gli ospiti hanno potuto godere di un momento conviviale, con un rinfresco curato dal noto chef “Armando”, protagonista dei ristoranti dell’elegante spiaggia delle Ghiaie di Portoferraio. La sua proposta gastronomica ha saputo unire qualità e raffinatezza, dando un tocco distintivo all’accoglienza della serata. Non meno curata è stata l’organizzazione complessiva: la curata disposizione visiva del pubblico, l’attenzione all’acustica limpida, il gioco calibrato delle luci e l’intera coreografia hanno contribuito a trasformare la cerimonia in un vero e proprio spettacolo . A impreziosire l’attesa, una selezione di fotografie d’epoca della Linguella, che hanno riportato i presenti alla suggestione di com’era il luogo agli inizi del secolo scorso, creando un ponte ideale tra memoria storica e celebrazione contemporanea.

L’attenzione della stampa e il ruolo di Roma – La presenza di personalità giornalistiche ha conferito ulteriore rilievo alla manifestazione: tra gli ospiti, Giuliano Giubilei della RAI e Agnese Pini di Quotidiano Nazionale. Ma a dare notizia è stata anche la partecipazione della RAI che insieme ad alcune quotidiani tra cui non poteva mancare PaeseRoma, hanno sottolineato l’interesse della Capitale verso il Premio Brignetti. Roma, centro di diffusione culturale e di proiezione internazionale, attraverso le sue voci giornalistiche ha contribuito a rendere l’evento elbano non solo un appuntamento locale, ma un’occasione di respiro nazionale e internazionale, con l’Elba che da crocevia culturale dialoga con la Capitale e, da lì, con il mondo intero.
Un punto focale di incontri – Questa edizione del Premio Brignetti non è soltanto una pagina di cronaca letteraria, ma il segno di una vocazione culturale che l’Isola d’Elba ha saputo custodire e rinnovare nei secoli. Dall’intuizione originaria fino alla guida attenta dell’ attuale Presidente del Comitato Promotore, Roberto Marini, il Premio ha percorso una strada che ne ha fatto oggi un ponte autorevole tra la letteratura italiana e il panorama internazionale.
L’Elba, che già dall’antichità si distingueva come terra di ingegno e di scambi di cultura, continua oggi ad affermare e accrescere questa eredità, trasformando la propria insularità in un punto di forza e di proiezione.

Attraverso il “Brignetti”, l’Elba rinnova la sua missione aprendosi così all’Europa e al mondo. Non si tratta dunque di una sorpresa, ma di una continuità magnifica, che ogni anno trova nuova linfa vitale nella serata dedicata a questo evento: a Portoferraio, il mare che separa diventa simbolicamente mare che unisce, e la letteratura diventa ambasciatrice di memoria e di futuro.
Così, l’eco di questa serata settembrina all’ Isola d’ Elba, da questo storico e suggestiva città di Cosimo De Medici e di indelebile presenza di Napoleone, viaggia verso l’Europa e il mondo intero, ricordando che la grandezza di un luogo non si misura soltanto dalle sue dimensioni, ma dalla capacità di farsi, nel tempo, custode e portavoce di cultura universale.



















