Il 10 settembre 2025, presso il Cinema Azzurro Scipioni di Roma, si è tenuta la presentazione del film “Fin qui tutto bene?“, diretto da Cosimo Bosco e prodotto da Mechanismo srl, fuori al cinema dall’11 settembre.
All’evento hanno partecipato alcuni attori del cast tra cui Roberta Garzia, Marta Moschini, la produttrice Jessica Botti e il regista Cosimo Bosco, i quali hanno espresso tutti l’orgoglio di aver lavorato in un progetto come questo, dichiarando di aver sentito un grande senso di responsabilità considerando che il film è tratto dalla storia vera del regista e autore. «Non avrei mai potuto parlare di altro se non della tragica fine di mia madre durante la pandemia» è quanto ha dichiarato Cosimo Bosco, che poi ha aggiunto: «Questo film è stato una volontà istintiva scritta di getto. La presenza di Maurizio Mattioli nel cast è stata di grande aiuto perché, come nessun altro, ha saputo cogliere il mio momento difficile portando l’armonia giusta sul set». Così il regista spiega anche il cambio di genere dalla commedia al dramma. Non a caso, il maestro Mattioli aveva già avuto il piacere di lavorare sulla precedente opera di Bosco (Avanzers – Italian Superheroes, 2023), ma essendo questo un film drammatico che scava a fondo nella vita privata del regista stesso, i due hanno sicuramente avuto modo di approfondire la loro conoscenza e di entrare nel vivo di un lavoro intimo con risultati ottimali.
“Fin qui tutto bene?” è un thriller psicologico che esplora paure universali come solitudine e lutto, ambientato durante la pandemia da COVID-19. Il film ha ricevuto riconoscimenti al Bloody Festival Roma 2024, tra cui Miglior Attore Non Protagonista (Maurizio Mattioli) e Miglior Thriller. Un film che merita di essere visto per il semplice fatto che vedere low budget di qualità ormai è diventata un’occasione più unica che rara. Gli attori sono esordienti e molto talentuosi, in particolar modo i due giovani protagonisti Francesco Isasca e Marta Moschini, fatta eccezione per il grande maestro Mattioli e la comprimaria meravigliosa Roberta Garzia.
Il lungometraggio è stato girato in un quattro settimane nel territorio dei Castelli Romani, in particolar modo tra il Comune di Lariano e quello di Velletri, zone a cui il regista si sente molto legato e durante la conferenza stampa dice: «Queste zone restituiscono una vera e propria fotografia dell’Italia». A tal proposito la produttrice Jessica Botti aggiunge: «Abbiamo ricevuto una disponibilità e un’accoglienza unici. Il Comune di Lariano ci ha letteralmente aperto le porte di casa», un borgo tra l’altro, quello di Lariano, che la produttrice conosce molto bene essendoci cresciuta, ma dichiara che ci sono scorci che solo grazie a questo film ha avuto modo di scoprire».
Il film quindi rappresenta un vero e proprio spaccato della realtà italiana, in un piccolo borgo che fa da cornice come a voler imprimere nella storia quel ricordo che sta man mano svanendo nel tempo, nello spazio ma non nelle nostre menti, proprio come dimostra Cosimo Bosco con questo racconto di vita, una ferita che resta aperta, che si può solo disinfettare ma non del tutto cicatrizzare.

















