1. Introduzione
L’arte della guerra di Sun Tzu, nonostante abbia più di due millenni, rimane uno dei pilastri della teoria strategica. La sua forza risiede nell’universalità dei principi: decisione politica, valutazione preliminare, morale, logistica, inganno, intelligence. Applicare questi concetti alla guerra russo-ucraina – e in particolare al modello di guerra ibrida attribuito al generale Valerij Gerasimov e alla risposta occidentale basata su un attrito asimmetrico – permette di illuminare aspetti centrali del conflitto contemporaneo.
2. Valutazione preliminare ed errore strategico iniziale
Sun Tzu apre la sua opera sostenendo che una guerra deve essere avviata solo dopo una completa valutazione dei fattori: morale, clima, terreno, comando e metodo.
La Russia, nell’invasione del 2022, ha mostrato un deficit in questa fase: ha sopravvalutato la fragilità politica ucraina, sottovalutato la coesione del popolo e la rapidità di sostegno occidentale. Questo errore contravviene al principio sunziano fondamentale: «conosci il tuo nemico e conosci te stesso».
Anche nella prospettiva della guerra ibrida teorizzata da Gerasimov – che combina pressione politica, informativa, cyber e militare – la previsione dell’effetto atteso è essenziale. L’errore di valutazione iniziale ha ridotto l’efficacia dell’intero impianto strategico russo, perché un inganno, per funzionare, deve basarsi su un modello corretto dell’avversario.
3. Moralità, coesione e legittimità: il “Tao” di Sun Tzu
Sun Tzu attribuisce importanza centrale al Tao, cioè alla coesione morale tra popolo e leadership.
L’Ucraina ha manifestato questa coesione in modo straordinario: la leadership politica, incarnata da Zelensky, ha fornito un esempio costante di resistenza e continuità simbolica. Questo ha trasformato l’invasione in una guerra di difesa identitaria, alzando il morale e la disponibilità del popolo al sacrificio.
Al contrario, la Russia ha faticato a garantire una mobilitazione interna uniforme. Secondo Sun Tzu, una guerra in cui il popolo non è pienamente coinvolto è già strategicamente indebolita.
4. La guerra ibrida di Gerasimov alla luce dei principi di Sun Tzu
La cosiddetta “dottrina Gerasimov” – più un modello interpretativo occidentale che un documento ufficiale russo – descrive un paradigma di guerra in cui il confine tra pace e conflitto si dissolve. Essa combina:
disinformazione,
operazioni psicologiche,
strumenti economici e energetici,
cyber-attacchi,
operazioni militari limitate,
sfruttamento di attori non statali,
pressione diplomatica.
Tutto ciò è sorprendentemente coerente con Sun Tzu, per cui «la miglior vittoria è vincere senza combattere», «tutta la guerra si basa sull’inganno» e «colpisci dove il nemico è impreparato».
Tuttavia la Russia, pur utilizzando tali strumenti, ha incontrato limiti significativi:
la disinformazione non ha prodotto la paralisi politica dell’Ucraina;
la cyber-offensiva è stata mitigata da aiuti occidentali;
l’arma energetica è stata neutralizzata da una rapida diversificazione europea.
Secondo Sun Tzu, una strategia ibrida è efficace solo se rapida, coordinata e perfettamente calibrata sulle vulnerabilità dell’avversario. Nel caso russo, la sincronizzazione è risultata incompleta.
5. Il modello occidentale di attrito asimmetrico
In risposta alla guerra ibrida russa, l’Occidente ha adottato una strategia che può essere definita modello di guerra di attrito asimmetrico, caratterizzata da:
supporto militare progressivo e calibrato,
sanzioni economiche profonde ma non totali,
intelligence in tempo reale fornita all’Ucraina,
cyberdifesa e contro-propaganda,
processo di logoramento economico e diplomatico della Russia.
Questa strategia non mira a uno scontro diretto, ma a ridurre la capacità russa di sostenere un conflitto lungo, aumentando il costo della guerra e limitando i margini operativi dell’avversario.
Da un punto di vista sunziano, questa risposta è coerente con l’idea di “prendere il nemico intero”, cioè indebolirlo senza affrontarlo frontalmente. Tuttavia presenta un limite: Sun Tzu ammonisce che «una guerra prolungata non giova a nessuno». L’Occidente, adottando un modello di logoramento lento, ha inevitabilmente favorito una guerra lunga, che deteriora anche la posizione dell’Ucraina.
6. Terreno, geografia e vulnerabilità operative
Sun Tzu dedica grande attenzione al terreno e alle sue implicazioni tattiche. Il teatro ucraino, fatto di vaste pianure, grandi nodi urbani e infrastrutture critiche, ha favorito la difesa mobile ucraina e penalizzato l’avanzata russa, poco agile e logisticamente rigida.
Le battaglie urbane, che Sun Tzu sconsiglia per l’alto costo, hanno drenato risorse e tempo.
7. Logistica, metodo e capacità operativa
I principi sunziani sottolineano che un esercito senza logistica solida è destinato al fallimento. La Russia ha incontrato problemi nella catena di rifornimento e nella manutenzione dei mezzi; l’Ucraina ha compensato carenze strutturali grazie al supporto occidentale.
Nella guerra ibrida di Gerasimov, la logistica dovrebbe essere invisibile, efficiente e fluida. Una guerra ibrida mal supportata diventa, di fatto, una guerra convenzionale debole.
8. Intelligence, informazione e superiorità percettiva
Per Sun Tzu, le spie sono «indispensabili in ogni operazione».
L’Ucraina ha beneficiato di un flusso continuo di intelligence occidentale che ha ridotto la sorpresa strategica russa. La Russia, invece, ha mostrato debolezze nel proprio ciclo informativo interno.
Sul piano ibrido, l’Occidente ha saputo neutralizzare molte operazioni russe grazie alla contro-informazione pubblica preventiva (“pre-bunking”), tecnica perfettamente coerente con il principio sunziano dell’anticipazione.
9. La durata del conflitto e la logica del logoramento
Sun Tzu sostiene che «una guerra lunga è dannosa per vincitori e vinti».
La guerra di attrito – asimmetrica lato occidentale, convenzionale lato russo – sta producendo costi crescenti per entrambe le parti. Una strategia ibrida efficace, secondo Sun Tzu, mira invece alla disarticolazione rapida dell’avversario.
10. Come, secondo Sun Tzu, si sarebbe potuto fare meglio
Dal lato russo
Secondo i principi de L’arte della guerra, la Russia avrebbe dovuto:
migliorare la Valutazione iniziale dell’avversario;
concentrare maggiormente l’inganno strategico nelle fasi pre-belliche;
evitare di trasformare una guerra ibrida in una guerra convenzionale su larga scala;
garantire una logistica più agile e modulare;
rafforzare l’unità morale interna prima di procedere all’azione.
Dal lato occidentale e ucraino
Secondo Sun Tzu, l’Occidente avrebbe potuto:
accelerare il ciclo decisionale al fine di ridurre la durata della guerra;
sviluppare una strategia di pressione diplomatica più incisiva nelle prime settimane;
aumentare l’azione psicologica e informativa per disarticolare il fronte interno russo;
offrire un modello più rapido di supporto militare, evitando un conflitto di lungo logoramento.
In sintesi, Sun Tzu non avrebbe approvato né la precipitazione russa né la lentezza occidentale: entrambi i poli si sono discostati dalla logica di “vittoria rapida”.
11. Conclusione
L’analisi della guerra russo-ucraina attraverso Sun Tzu mostra come i principi della strategia antica siano ancora sorprendentemente pertinenti. La guerra ibrida di Gerasimov e la risposta occidentale di attrito asimmetrico rappresentano due modelli strategici moderni che, se valutati secondo L’arte della guerra, rivelano punti di forza e incoerenze.
Il conflitto dimostra che la superiorità non deriva solo dalla forza materiale, ma dalla capacità di comprendere il nemico, anticipare le sue mosse, sfruttare il terreno informativo e mantenere saldo il morale del popolo.
In un’epoca in cui guerra convenzionale e guerra ibrida si sovrappongono, la lezione di Sun Tzu rimane chiara: la vittoria appartiene a chi prepara, valuta e agisce con lucidità, evitando gli errori della precipitazione e della guerra infinita.



















