Domenica scorsa, a Madrid, il Partito Popolare ha portato in piazza circa 80.000 persone — secondo le stime fornite dagli stessi organizzatori — per una manifestazione all’esplanade del Templo de Debod contro quello che il PP definisce un governo “segnato dalla corruzione”. L’iniziativa, convocata con poche ore di anticipo e diffusa attraverso lo slogan “Mafia o democrazia?”, ha attirato cittadini di diverse fasce d’età, molti dei quali sventolavano bandiere spagnole o esibivano cartelli di protesta, chiedendo elezioni anticipate. Nonostante il freddo e una leggera pioggia mattutina, il PP sostiene che la folla abbia riempito l’intera area e le strade circostanti, creando un’atmosfera di forte mobilitazione.
La protesta è arrivata dopo gli ultimi sviluppi giudiziari, tra cui la custodia cautelare dell’ex ministro dei Trasporti José Luis Ábalos, coinvolto in presunti casi di corruzione e irregolarità nell’assegnazione di appalti pubblici.
Dal palco è intervenuto il leader popolare Alberto Núñez Feijóo, che ha accusato il “sanchismo” di rappresentare una forma diffusa di corruzione politica, economica, istituzionale, sociale e morale. Presenti anche altri esponenti del partito, tra cui la deputata Cayetana Álvarez de Toledo.
Il PP ha rimarcato come la partecipazione sia stata nettamente superiore rispetto ad altre manifestazioni degli ultimi anni, descrivendo la riuscita dell’evento come un “successo” e un chiaro indicatore dell’insoddisfazione crescente nei confronti del governo guidato da Pedro Sánchez.
Tra le richieste avanzate dai manifestanti — dimissioni dell’esecutivo, elezioni anticipate e difesa dell’indipendenza della magistratura — emerge la volontà, da parte di una parte della piazza, di un cambiamento politico profondo. Il PP punta a trasformare questa mobilitazione in un nuovo impulso per la propria leadership come principale forza di opposizione, con l’obiettivo di capitalizzare il malcontento emerso durante la protesta.
Cayetana Álvarez de Toledo ha affermato di fronte ai microfoni dei media che attaccare il potere giudiziario significa attaccare il popolo — la portavoce del Partito Popolare ha accusato Pedro Sánchez di “attaccare” la magistratura nel tentativo di “perpetuare” se stesso al potere, avvertendo che questa linea d’azione rappresenta un rischio diretto per i cittadini.
La visione di Cayetana Alvarez de Toledo è centrale nel contesto: la tutela del potere giudiziario non è una questione accessoria, ma un pilastro fondamentale della democrazia. Quando le istituzioni giudiziarie vengono messe in discussione da chi detiene il potere, non è solo un conflitto tra partiti: diventa una minaccia alla fiducia dei cittadini nello Stato di diritto e un attacco alla collettività. Difendere la giustizia significa proteggere ogni cittadino.



















