A seguito del gravissimo episodio di aggressione e stupro, avvenuto all’uscita della stazione Metro Jonio sulla linea della Metro B, si riporta di seguito una riflessione da parte di alcuni comitati civici riguardo il sistema di sicurezza delle Metro di Roma, che non può essere delegato alla mera videosorveglianza e alle telecamere di riconoscimento di azioni pericolose, sistema che Roma Capitale aveva mostrato con orgoglio negli scorsi mesi.
Tutte queste azioni “tecnologiche” non sono servite a niente, servono le persone in carne ed ossa e servono i vigilantes in presenza. Sui documenti Atac, abbiamo visto che dal 2025 la spesa per la vigilanza delle metropolitane di Roma rientra in un maxi bando triennale di ben 93 milioni di euro, di cui 70 milioni sono stati impegnati per la sicurezza delle metropolitane per il periodo 2025-2027.
Sarebbero previste guardie a piedi armate e non, stanziali e non (inclusive di eventuale unità cinofila); guardie armate in macchina o in moto; presidio antincendio; ronde dinamiche. Dove stanno tutte queste guardie già pagate, se accadono queste aggressioni? Ci chiediamo come sono distribuiti i vigilantes su tutte le 75 stazioni metro di Roma.
Ci piacerebbe sapere dal Sindaco Gualtieri e dall’assessore alla Mobilità Sostenibile Patané se le stazioni sono sorvegliate tutte o le guardie si concentrano solo su alcuni punti turistici: come è organizzata la vigilanza sulle stazioni di periferia? O queste ultime sono lasciate all’abbandono? I capolinea devono essere sorvegliati maggiormente.Con una tale mastodontica spesa effettuata per la vigilanza e per la sicurezza da Atac, società in house del Comune di Roma, i vigilantes dovrebbero essere presenti su tutti i gli orari di esercizio, la sera e la notte dovrebbero essere garantiti su tutte le stazioni, soprattutto fino a chiusura, che è il momento più pericoloso. Assolutamente non bisogna cadere nel tranello delle nuove tecnologie, delegando a videosorveglianza e 5G un compito delicato che necessita di intelligenza umana e presenza fisica più di ogni qualsivoglia intelligenza artificiale. Ad oggi, si verificano troppi illeciti: furti, aggressioni e, non in ultimo, violenza sessuale. Chiediamo per questo al Prefetto di Roma di intervenire in merito e di supervisionare sul piano di vigilanza attuato in metro, per il bene dei cittadini, giacché si tratta di trasporto pubblico.
È necessario, inoltre, a nostro parere, di poter prendere visione, per trasparenza, del piano attuativo di vigilanza in vigore e si chiede di creare un tavolo di confronto con il Comune di Roma, con Atac, il sindaco Gualtieri e le istituzioni prefettizie su questo argomento specifico, a cui come Comitati civici siamo interessati a partecipare, a tutela dei cittadini e del diritto alla mobilità, che oggi sembra precluso. Molte persone, fra cui giovani e donne, hanno paura di prendere la metro. Parità di genere e pari opportunità significano anche avere una città in cui si è liberi di prendere i mezzi di trasporto pubblico anche la sera, anche partendo o arrivando dalle stazioni di periferia, con la certezza di arrivare sani e salvi a casa, senza violenze, senza paura.
Comitato Fermiamo la ZTL
Le partite iva
Comitato Tutela Parcheggi e Mobilità




















