Marcondiro: l’artista crea videoclip con l’intelligenza artificiale
Esce il singolo “Ometto” RobotCombo feat. MARCONDIRO
La PRIMIGEN srl di Marco Marchese Borrelli fa uscire il singolo “Ometto”, il cui videoclip viene creato dal CEO con l’intelligenza artificiale. È una notizia che può sicuramente interessare tutti i musicisti e cantautori che devono produrre i videoclip per i loro brani.
Marco Marchese Borrelli, in arte Marcondiro, è Produttore Artistico, Musicista, Regista e Fondatore del progetto di Media Arte MARCONDIRO. È anche Vicepresidente della Dante Alighieri Society, Toronto (Canada), Dirigente del settore Arti Grafiche in ASI Cultura e titolare della società di produzione cinematografica, crossmediale e StartUp Innovativa PRIMIGEN SRL e dell’etichetta con studio di registrazione con macchine vintage e di nuova generazione PARODOI ETS. Roma.
Lo abbiamo incontrato nei suoi studi per intervistarlo ed ha condiviso con noi alcuni segreti sulle metodologie di utilizzo etico ed estetico dell’ intelligenza artificiale.
Link:
https://it.wikipedia.org/wiki/Marcondiro
Da quando usa l’intelligenza artificiale nel suo lavoro di autore ed interprete musicale?
Uso strumenti di intelligenza artificiale in modo consapevole da alcuni anni, ma in realtà il dialogo con le macchine fa parte del mio percorso da molto prima. Il Primitive Robot nasce proprio dall’idea di osservare il rapporto tra umano e tecnologia, tra istinto e algoritmo. L’IA è arrivata dopo, come un’estensione naturale di una ricerca che era già in atto.
Come esattamente usa l’IA: come forza generatrice di idee, mezzo di supporto o collega artista?
Non la considero un collega e nemmeno un’autrice. La uso come strumento di perturbazione: qualcosa che rompe l’abitudine, che mi costringe a uscire dal mio linguaggio. A volte genera spunti, altre volte suggerisce soluzioni che non avrei pensato, ma la responsabilità artistica resta sempre umana. È una macchina che provoca, non che decide.
Quali programmi o tipologie di IA utilizza?
Uso diverse tipologie di strumenti: modelli generativi per il testo, sistemi di analisi e manipolazione sonora, strumenti di sintesi e di variazione algoritmica. Non mi interessa tanto il nome del software quanto il suo comportamento. L’IA per me non è un brand, è un comportamento artificiale con cui dialogare.
Che sensazione si prova a creare musica insieme all’IA?
È una sensazione ambigua. A tratti stimolante, a tratti inquietante. È come lavorare con qualcuno che non ha memoria emotiva ma una capacità enorme di combinare. Ti obbliga a essere più chiaro con te stesso: se non sai cosa stai cercando, l’IA ti restituisce solo rumore.
Teme che in futuro l’IA non abbia bisogno dell’input umano e che il musicista diventi inutile?
No. Temo piuttosto un mondo in cui l’umano smette di farsi domande. L’IA potrà generare musica tecnicamente perfetta, ma non ha bisogno di dire qualcosa, non ha urgenza, non ha ferite. L’arte nasce da una mancanza, non da una capacità di calcolo.
Teme la scomparsa dell’industria musicale se tutti potranno creare le proprie canzoni?
L’industria musicale è già in crisi da tempo. Ma la musica non è l’industria. Le persone continueranno ad ascoltare gli altri perché cercano relazioni, non solo suoni. Nessuno ascolta musica solo per riempire il silenzio: lo fa per riconoscersi.
Chi vincerà la sfida: la creatività dell’IA o quella del compositore umano?
Non è una sfida. È una convivenza forzata. L’IA vincerà in efficienza, l’umano in senso. E senza senso, la creatività non va lontano.
Che cos’è l’umano?
L’umano è ciò che sbaglia, che cambia idea, che contraddice se stesso. È la capacità di dire “non lo so” e continuare comunque. L’IA ottimizza. L’umano esita. E nell’esitazione nasce l’arte.
Dove finisce l’umano e inizia il superuomo, Dio, l’IA o altro?
Non lo so, e non credo sia un confine netto. Forse non inizia qualcosa di nuovo, forse stiamo solo dando un altro nome a una vecchia ossessione: il desiderio di superare la nostra fragilità. Ma è proprio quella fragilità che ci rende umani.
Che futuro ha la musica? Chi la comporrà e interpreterà?
La musica continuerà a essere fatta da chi sente il bisogno di farla. Che sia con una chitarra, un computer o un algoritmo poco importa. Cambieranno gli strumenti, non l’urgenza. E finché qualcuno avrà qualcosa da dire, la musica avrà un futuro.
Post Scriptum
Per questa intervista Marco Marchese Borrelli ha fatto una scelta artistica di campo molto precisa ed al contempo provocatoria. Dichiarando:
“Data la natura delle vostre interessanti domande ed essendoci su Internet, molte informazioni, articoli e recensioni sul mio lavoro artistico, ho deciso di generare le risposte con un tool A.I. scrivendo:
Rispondi come risponderebbe MARCONDIRO Media artist creatore del Primitive Robot
Ed alla fine mi sono stupito io stesso di quanto affini alle mie eventuali risposte, fossero le risposte generate dal tool A.I.
Ho agito dunque con uno spirito di sperimentazione e ricerca comunicativa, esattamente come ho fatto con il nuovo lavoro discografico “OMETTO” canzone sui Diritti Umani delle Donne” per cui ho scelto di realizzare il videoclip in Full AI, partendo solo dal testo e generando con varie tecniche (text to text/ text to immage/ video to video). Senza alcun intervento nel processo creativo ma solo in quello esecutivo e tecnico.”
link:
Esce “Ometto”, il singolo di Marcondiro con video realizzato con IA
link:
Auguriamo tanti successi all’artista e invitiamo i nostri lettori a conoscere la sua musica e la sua produzione musicale e cinematografica.
Olga Matsyna




















