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Nevischio segna il nuovo Dramma della drammaturgia moderna

tinte e soggetti contemporanei con battute essenziali, dramma necessario e insopprimibile in ogni sua parte di Giuseppe Lorin

Giuseppe Lorin by Giuseppe Lorin
29 Dicembre 2025
in Attualità
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La drammaturgia del testo teatrale affidata a Daniele Veroli e Elena Cifola esalta la verità di un mondo ancora borghese, tutti così propensi a prender sul serio il problema della vita, gli uni per squadrarlo nelle feroci misure del loro filisteismo, d’altronde spesso ingenuo, gli altri decisi a spezzare tutti i regolamenti e tutti i veti e a mandare tutto all’aria; ma gli uni e gli altri in fondo, con stimmate così comuni. Mondo reale e misterioso, architettonico e indefinito che si richiamano e si saldano da una scena all’altra, da un dramma all’altro. I due drammaturghi riescono a far vibrare le parole più comuni, più umili, come squilli di tromba, e a concentrare in una battuta volgare l’esaltato fervore di un canto.

La regia di questa perla drammaturgica è stata affidata a Matteo Fasanella che intuendo a fondo lo spirito del Dramma, e ricreatolo in sé stesso, il regista ha riespresso scenicamente con i mezzi più semplici e puri la drammaturgia dei due scrittori teatrali, supportato da un cast formidabile.

Da sx Valentina è Marta Cherni, Nunzia Ambrosio è Marta, Carmelita Luciani è Anna

Abbiamo tre sorelle, costrette dalla defunta madre a passare, almeno un giorno dell’anno, possibilmente all’approntare delle festività natalizie (si noti un albero di Natale da fare), tutte e tre insieme. È una specie di ricatto a fin di bene, affinché il legame familiare potesse durare oltre la dipartita della signora Fanti! È l’unica condizione per poter usufruire dell’eredità della loro madre. La riunione avviene nella dimora materna, piena di ricordi dei giorni felici passati. La grande vetrata su un paesaggio fantastico evidenzia prima il nevischio e poi la bufera di neve che impedisce la comunicazione telefonica e l’arrivo del notaio per la stipula definitiva e la lettura del testamento della defunta signora.   Anna, la più grande delle tre sorelle è interpretata dalla sensibile e brava Carmelita Luciani, Marta è Nunzia Ambrosio, la cui verve mantiene il ritmo di tutto il dramma, afferrando il soprammobile a forma di cavallo usandolo a mo’ di microfono, Valentina è Marta Cherni che per non far soffrire il padre, già precario in salute, è riuscita con grandi sacrifici, a nascondere la mancata laurea in medicina finanche alle sorelle.

Lorenzo Martinelli nel ruolo di Stefano, il burbero buono, marito di Anna, con il pensiero fisso di volere un figlio dalla moglie la quale fa di tutto per non restare in cinta.

Lorenzo Martinelli e Carmelita Luciani

Antonio Buonocunto è Michele, che già da tre anni manteneva il segreto accordo sul testamento della signora Fanti, madre delle tre sorelle. La sua avvenenza non passa inosservata agli occhi di Marta che ben presto dovrà ricredersi sulle scelte sessuali di Michele.

a sx è Antonio Buonocunto, Michele, con Lorenzo Martinelli nel ruolo di Stefano

Inoltre si apprezzano le registrazioni vocali del Notaio e della defunta signora Fanti.

Si apprezza la scenografia essenziale voluta dalla geniale regia di Matteo Fasanella, regista del dramma, accompagnato dal suo inseparabile piccolo amico peloso a quattro zampe.

Leggiamo ora alcuni resoconti di vita di almeno due interpreti del dramma.

Carmelita Luciani, attrice che ha interpretato Anna nel dramma Nevischio.

Il teatro, questa incognita dell’anima messa in scena, come è sgorgata dalla tua persona?

 

Il teatro è sgorgato in me come un’esigenza naturale. Fin da bambina ho sentito il bisogno di raccontarmi e, insieme, di raccontare il mondo che mi circondava: le persone, le loro storie, le loro fragilità e contraddizioni vissute.

Attraverso il teatro porto in scena una verità che nasce dall’anima e si manifesta nella presenza, nello sguardo, nel silenzio. Per me non è una scelta estetica né un esercizio espressivo: è una necessità profonda, vitale, il modo più autentico che ho per stare nel mondo e incontrare l’altro.

Da Isabella Morra ad Anna, la sorella maggiore in Nevischio, come è stato interpretare queste figure femminili così determinate?

Interpretare Isabella Morra e Anna è stato un attraversamento intenso di due forme diverse ma complementari di determinazione femminile. Isabella porta con sé una forza interiore silenziosa, una lucidità che nasce dall’isolamento e dalla parola: la sua è una resistenza dell’anima, che si esprime nella poesia come unico spazio possibile di libertà.

Carmelita Luciani nel ruolo di Isabella Morra, poetessa del XVI secolo

Anna, invece, è una presenza più terrena, incarnata: la sua determinazione passa attraverso il corpo, le scelte, la responsabilità di essere sorella maggiore. In lei il coraggio si manifesta nell’azione, nel ténere insieme ciò che rischia di andare in frantumi.

Dare voce a entrambe mi ha permesso di esplorare due modi diversi ma profondamente affini di essere donna: figure che, pur in contesti differenti, affermano la propria verità con forza e consapevolezza, trasformando la fragilità in una forma di resistenza viva.

 

Cosa significa essere attrici oggi in un contesto culturale così complesso?

 

Essere attrici oggi significa assumersi una responsabilità profonda: quella di mantenere vivo il dialogo tra l’arte e le persone, in un contesto culturale complesso e spesso frammentato. Credo che il nostro compito sia avvicinare quante più persone possibili al teatro al cinema e renderli luoghi accessibili, necessari, capaci di scuotere gli spettatori.

Per questo, attraverso la mia compagnia, ho scelto di intraprendere un percorso di teatro realistico: un teatro che non si chiude in sé stesso, ma che parte dall’umano, dal riconoscibile, dal quotidiano. Un teatro che non semplifica, ma che accoglie e coinvolge lo spettatore.

In questo senso, fare l’attrice oggi significa mettersi al servizio della società, offrendo l’arte come spazio di consapevolezza, di incontro e di crescita condivisa, affinché la cultura torni a essere uno strumento vivo, capace di agire in favore delle persone.

 

La tua Compagnia Astrale è formata da giovani artisti. Quali sono gli obiettivi che vi siete proposti?

 

Tra i nostri principali obiettivi c’è, naturalmente, quello di avvicinare il pubblico al teatro e all’arte, come dicevo prima. Ma vogliamo anche innovare, esplorare in profondità il costrutto umano, sviscerare emozioni e relazioni in maniera autentica. La nostra ambizione è costruire uno spazio in cui l’arte possa essere una lente viva per osservare, comprendere e dialogare con il mondo, senza perdere mai la profondità e la verità che ogni giovane artista porta con sé.

 

Passiamo ora ad un altro interprete del dramma, Antonio Buonocunto che in Nevischio ha interpretato Michele.

Antonio Buonocunto, napoletano classe ’99, ha già attraversato esperienze diverse tra teatro, cinema e televisione.

Guardando al tuo percorso fin qui, quanto il lavoro sul palcoscenico ha influenzato il tuo modo di affrontare il set cinematografico, e viceversa?

 

Io nasco come attore di teatro, e per quanto si dica che teatro e cinema siano diversi, li credo molto simili sotto diversi aspetti. Non a caso il mio primo lavoro sul set è stato Filumena Marturano. Il teatro mi ha dato una struttura solida e una forma mentis fondamentale per affrontare il lavoro, soprattutto sul set che è fatto di molti stop e imprevisti.

Il cinema, invece, mi ha insegnato il valore della sottrazione, del dettaglio e del silenzio. Oggi il mio percorso è formato dal dialogo continuo tra questi due linguaggi: il teatro mi sostiene, il cinema mi affina.

Sei Michele in Nevischio e lo interpreti in modo eccellente. Quanto valore dai all’Amicizia?

 

Do un valore all’amicizia molto alto. Per me è uno dei pochi luoghi in cui si può essere davvero fragili senza doversi giustificare.

Nella mia vita ho pochissime persone che ritengo amiche. Il mio migliore amico ad esempio lo conosco da quando avevo 8 anni. Michele mi assomiglia nel modo in cui vive l’amicizia: con attenzione, rispetto e cura. In Nevischio lui non salva nessuno, ma offre uno spazio in cui l’altro può sentirsi visto. È qualcosa che riconosco molto anche in me: do valore alle relazioni che non fanno rumore, ma che restano nei momenti di fragilità.

 

È impegnativo gestire una Compagnia teatrale?

 

Per quanto riguarda la parte artistica in realtà è molto divertente. Con le mie socie quando proviamo a teatro o ci confrontiamo su quali temi inserire nei nostri progetti futuri ci facciamo un sacco di risate. Quello che invece avevo preso sotto gamba è tutta la parte burocratica, un qualcosa a cui nessuno ti prepara e che ti coglie alla sprovvista. Anche perché noi siamo costituiti come società a tutti gli effetti. Pian piano però comincio a capire i meccanismi e mi ritengo fortunato in quanto sostengo e sono sostenuto dalle mie due socie. Sono comunque pienamente soddisfatto della scelta fatta poiché mi ha portato ad avere una libertà artistica, fondamentale per me per poter esprimere al meglio la mia visione del teatro.

 

 Giuseppe Lorin

Giuseppe Lorin

Giuseppe Lorin

Autore di saggi, narrativa, cinema e teatro, scrittore, regista e attore, Giuseppe Lorin, laureato in Psicologia all’Università  “La Sapienza”, vive e lavora a Roma, dove svolge la sua attività collaborando con varie testate giornalistiche on web e cartacee, tra le quali Orizzonti, ediz. Aletti, distr. Feltrinelli; Rivista San Francesco d’Assisi; International Urbis et Artis bimestrale di Arte Cultura e Attualità. Ha scritto e pubblicato su: Roma Capitale; Il Tempo.it; Flip news.org; Periodico Italiano magazine.it; L'Unico.it; Nuovi Argomenti.org; Gliautori.it; Rossovenexiano.it; Partecipiamo.it;  Servire, trimestrale del Sovrano Militare Ordine di Malta. Il 14 giugno 2014 iniziò la collaborazione con il giornale Laici.it diretto da Vittorio Lussana con l'articolo/intervista a Dante Maffia. Negli anni ’80 frequenta gli incontri di giornalismo condotti da Indro Montanelli ed Enzo Biagi. Alcuni suoi testi teatrali sono stati rappresentati e premiati, come: “Scartafaccio, liturgie pasoliniane” con Paolo Lorimer, Tiziana Bergamaschi, Silvio Parrello detto “er pecetto” (Castello Orsini a Soriano); “Risveglio di primavera in poesia: Michela Zanarella in recital” con Elisabetta De Palo, Eleonora Pariante, Chiara Pavoni, Federica Fiorilo, Alessandro Moschini alla chitarra (Teatro Argot Studio); "Gioco d'identità" con Matteo Tosi, Chiara Pavoni, Marco Palvetti, Paolo Zanarella al pianoforte (Giardino di Palazzo Zuckermann a Padova); "L'Estetica dell'Oltre tra Poesia & Teatro" con Michela Zanarella, Chiara Pavoni, Silvio Parrello, Salvatore Gioncardi, Giulio Eccher, Filippo Di Lorenzo (Teatro Argot Studio); "Tragicamente Rosso" scritto in collaborazione con Michela Zanarella ed interpretato da Chiara Pavoni con alla chitarra il M° Mauro Restivo; "Fragile Vita" dedicato a Chiara Insidioso Monda, scritto in collaborazione con Michela Zanarella ed interpretato nella prima versione da Chiara Pavoni, Maria Lo Moro, Marco Bersaglini, Matteo Pasquinelli, Mauro Restivo alla chitarra, Adriana Palmisano cantante; nella seconda versione Chiara Pavoni, Diana Iaconetti, Marco Bersaglini, Matteo Pasquinelli, Mauro Restivo alla chitarra, Carolina Gentile cantante. Dal 2003 è membro di giuria di premi di poesia e narrativa: “Un libro amico per l’inverno” a Rende; “Pioggia di Libri” a Taranto; “Memorial Gennaro Sparagna” a Minturno; “Città di Torvajanica” a Torvajanica; "Premio di Poesia Città di Latina" ideato e organizzato da Alessandro Vizzino e Giulia Vertucci; "Premio Internazionale Le Ragunanze" a Villa Pamphilj - Roma; Premio Xilema "Accendi le Parole" al castelletto di Porta Ostiense – San Paolo. Ha pubblicato saggi sui seguenti personaggi: Vito Pandolfi, Marilyn Monroe, Francesca Bertini, Greta Garbo, Dante Maffia, Dacia Maraini, Dino Buzzati, Isabella Morra. È l’autore di: “MANUALE DI DIZIONE”, Nicola Pesce editore/Tespi, con prefazione di Corrado Calabrò, già presidente AGICOM garante della Comunicazione Italiana, e Dacia Maraini.  DA MONTEVERDE AL MARE”, con prefazione di Jonathan Doria Pamphilj  “TRA LE ARGILLE DEL TEMPO”, romanzo postfantastorico, unico nel suo genere e I della trilogia.  “ROMA, I SEGRETI DEGLI ANTICHI LUOGHI”, romanzo postfantastorico. II della trilogia.  “ROMA, LA VERITA' VIOLATA”, Alter Ego Edizioni, romanzo postfantastorico. III della trilogia.  “TRANSTIBERIM, Trastevere, il mondo dell'oltretomba”. A passeggio lungo la sponda destra del Tevere alla scoperta di posti e storie sconosciute. Bibliotheka Edizioni. Guida storico turistica.  “DOSSIER ISABELLA MORRA”, la storia della poetessa del XVI secolo. Saggio storico che raccoglie 7 poesie di: Dacia Maraini, Dante Maffia, Michela Zanarella, Corrado Calabrò, Marcella Continanza, Vittorio Pavoncello, Antonella Radogna. 2019. Bibliotheka Edizioni.   “CISTIBERIM, Vmbilicvs Vrbis Romae”, volume 1, Bibliotheka Edizioni, Saggio sulla Storia dei monumenti, colli, personaggi, chiese ed altro che si trovano sulla sponda sinistra del Tevere, con prefazione di Fabiano Forti Bernini (discendente di Gian Lorenzo Bernini).  “CISTIBERIM, il Potere e l'Ambizione”, volume 2, Bibliotheka Edizioni, Saggio sulla Storia dei monumenti, dei 7 colli, dei personaggi, dei papi e dei presidenti del Palazzo, delle chiese e dei palazzi del potere, ed altro ancora che si trova sulla sponda sinistra del Tevere, con prefazione di Fabiano Forti Bernini (discendente di Gian Lorenzo Bernini).   “CLEOPATRA, la schiava dei Romani - Viaggio introduttivo nella terra dei faraoni”, Bonfirraro editore (in uscita a Gennaio 2023) Personaggi Intervistati: Carlo Rubbia premio Nobel, Dacia Maraini, Mauro Mellini, Corrado Calabrò, Furio Colombo, Pappi Corsicato, Lorenzo di Las Plassas, William Ward, Piero Meogrossi, Rosario Sorrentino, Luciano Mecacci, Milena Vukotic, Alessandro Gassman, Jonathan Doria Pamphilj, Alba Gonzales, Roberto Vecchioni, Italo Moscati, Roberto Ormanni, Donatella Bisutti, Dante Maffia, Marcella Continanza, Donatella Pecci Blunt, Massimo Fecchi, Dino Pedriali, Silvio Parrello, Paolo Fallai, Angela Molteni, Lucia Goracci, Michela Zanarella, Vittorio Pavoncello, Gianluca Mech di Tisanoreica, Stefano Pozzebon, Vittorio Michele Craxi, detto Bobo... ed altri…  Giuseppe Lorin conduce eventi di prestigio con il patrocinio dell’Ambasciata di Svezia, del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, del Comune di Roma Capitale, del XII Municipio, ed è lettore e moderatore nelle presentazioni di libri. Collabora con accademie, scuole e associazioni culturali per la realizzazione di corsi su “La magia dell’interpretazione con il Metodo Mimesico”; è docente di Dizione, Dizione interpretativa, di scrittura creativa, di Dizione nella comunicazione interattiva per politici, di marketing & pubblicità, di ufficio stampa e giornalismo. È membro di giuria di Premi e Concorsi Nazionali ed Internazionali.  Ulteriori informazioni sempre aggiornate: http://giuseppelorin.blogspot.it oppure, scrivendo su Google: Giuseppe Lorin

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