Dr.ssa Bilyk, partiamo dalle basi. Perché oggi si parla così tanto di Property Management?
Perché il mercato immobiliare è cambiato radicalmente. Un immobile non è più solo un bene da possedere, ma un asset finanziario che richiede competenze specifiche per essere gestito. Nel 2024, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, le compravendite residenziali sono cresciute del 7,6% rispetto all’anno precedente. Questo significa più immobili da amministrare, più locazioni, più complessità. Il Property Management nasce proprio per governare tutto questo.
In cosa consiste esattamente il suo lavoro?
È un lavoro molto più articolato di quanto si pensi. Gestiamo la parte amministrativa, tecnica, contrattuale e operativa di un immobile. Dalla selezione degli inquilini alla manutenzione, dalla gestione dei costi alla valorizzazione dell’asset. Il nostro obiettivo è semplice: trasformare un impegno quotidiano in una rendita stabile per il proprietario. E questo richiede metodo, visione e una grande capacità di prevenire i problemi prima che si manifestino.
Perché è diventato così necessario delegare?
Perché la normativa è più complessa, i costi sono più alti e il mercato è più competitivo. Nel 2024 oltre il 40% degli acquisti immobiliari è stato sostenuto da mutuo, e la quota delle nuove costruzioni è salita dal 7,7% al 12,8% in un solo trimestre. Sono segnali di un settore dinamico ma esigente. Oggi non basta mettere un immobile in affitto per ottenere reddito: serve una strategia. Un property manager può ridurre i periodi di sfitto, migliorare la qualità degli inquilini e aumentare la redditività complessiva.
Il settore degli affitti brevi turistici è uno dei più discussi. Come lo vede da professionista?
È un settore potentissimo, ma anche il più difficile da gestire. La domanda turistica in Italia è cresciuta e molte città hanno registrato un aumento dell’occupazione media e delle tariffe giornaliere. Ma dietro un appartamento turistico che funziona c’è un lavoro enorme: annunci, fotografie, check-in, pulizie, manutenzioni, recensioni, pricing dinamico. Le analisi dei principali operatori mostrano che una gestione professionale può aumentare la redditività del 20–40% rispetto alla gestione autonoma. È un mercato dove la differenza la fa la qualità del servizio.
Il Property Management non riguarda solo il turismo. Quali altri settori stanno crescendo?
Gli investimenti commerciali, la logistica urbana, gli uffici flessibili, gli studentati, i coliving, i box auto e persino i terreni agricoli. Nel 2024 c’è stata una forte attenzione verso asset come logistica, data center e retail evoluto. Sono settori che richiedono una gestione tecnica e contrattuale molto avanzata. Anche le nuove forme di rendita automatica, come il frazionamento immobiliare o il crowdfunding, hanno bisogno di un controllo professionale per garantire trasparenza e continuità.
Dove sta andando il settore? Qual è il futuro del Property Management?
Il futuro sarà sempre più tecnologico. Software gestionali integrati, automazioni amministrative, domotica, intelligenza artificiale per la previsione dei prezzi e la gestione dei flussi. Ma la tecnologia non sostituirà la parte più importante del nostro lavoro: interpretare il mercato, anticipare i problemi, valorizzare il patrimonio. In un contesto competitivo e regolamentato, chi gestisce bene vince. E chi si affida a professionisti ha un vantaggio che il mercato premia.
In sintesi, qual è la frase che riassume il suo lavoro?
Che il Property Management è la leva invisibile che fa funzionare il mercato immobiliare. Senza una gestione professionale, un immobile resta un potenziale. Con la gestione giusta, diventa un investimento vero.
(Dr.ssa Maryana Bilyk – Asher S.r.l. – asherhouse@tiscali.it)



















