da On.le Giuseppe Visca corrispondente speciale di PaeseRoma per la Repubblica Dominicana e Caraibi
Il blitz statunitense in Venezuela non e’ soltanto un evento militare di
portata internazionale: e’ una prova di verità per la diplomazia europea
e, in modo particolare per l’Italia. In gioco non c’e’ solo un equilibrio
geopolitico lontano, ma la sicurezza concreta di centinaia di migliaia di
cittadini italiani e di persone di origine italiana che vivono in un Paese
improvvisamente precipitato in una fase di massima incertezza.
Il Venezuela non e’ una crisi astratta. E’ un Paese dove la presenza
italiana e’ storica, profonda, strutturale. Famiglie, imprese, associazioni,
istituzioni culturali: un tessuto umano che oggi rischia di trovarsi esposto
alle conseguenze di una scelta militare decisa altrove. E’ da qui che va
misurata la credibilità della politica estera italiana.
Da troppo tempo gli italiani all’estero vengono evocati solo nelle
ricorrenze o nelle campagne elettorali. Le crisi internazionali, invece,
ricordano che essi sono una componente viva della nazione, non una
periferia. Quando un’area del mondo entra in fibrillazione gli italiani
all’estero diventano il primo banco di prova della capacità dello Stato di
proteggerli.
Nel caso venezuelano, la prudenza diplomatica e’ necessaria, ma non
puo’ trasformarsi in silenzio politico. La tutela consolare e’
indispensabile, ma da sola non basta se non e’ accompagnata da una
linea chiara che rivendichi il rispetto del diritto internazionale e la
protezione dei civili, a partire dai connazionali. In questo contesto
l’Ambasciata d’Italia a Caracas e l’intera rete consolare assumono un
ruolo centrale. Non solo come presidio amministrativo, ma come vero
avamposto dello Stato Italiano in una situazione di potenziale
emergenza, Informazione, assistenza, contatto diretto con la comunita’
coordinamento con la Farnesina: sono questi gli strumenti attraverso cui
si misura l’efficacia della nostra presenza diplomatica.
Ma l’Ambasciata non puo’ essere lasciata sola. Serve un chiaro
sostegno politico da Roma, risorse adeguate e un un riconoscimento
esplicito del lavoro svolto quotidianamente sul campo. La sicurezza degli
italiani all’estero passa anche dalla credibilita’ delle nostre sedi
diplomatiche agli occhi delle autorita’ locali e della comunita’
internazionale.
La crisi venezuelana coinvolge direttamente la Repubblica Dominicana,
dove vive un’altra importante comunità italiana e dove l’Italia e’ chiamata
ad esercitare un ruolo di osservazione e raccordo regionale. In un’area
caraibica sempre più strategica ed instabile, le Ambasciate non sono
semplici uffici di rappresentanza, ma nodi di una rete che deve,
prevenire informare e proteggere.
Il blitz USA in Venezuela pone una domanda netta: l”Italia intende
limitarsi a reagire alle emergenze o vuole tornare a fare politica estera?
Difendere gli italiani all’estero significa anche avere il coraggio di
affermare che la forza non puo’ sostituire il diritto e che la stabilita’ non
nasce dalle operazioni militari unilaterali.
In gioco non c’è solo il futuro del Venezuela, ma il rapporto di fiducia tra
lo Stato italiano ei suoi cittadini nel mondo. Un rapporto che si rafforza
quando le istituzioni sono presenti, visibili e politicamente credibili. Ed è
proprio in momenti come questo che diplomazia e politica smettono di
essere parole astratte e diventano responsabilità concrete.


















