Nel panorama contemporaneo, dove il confine tra il visibile e l’invisibile, tra scienza e fede, è sempre più oggetto di profonda indagine, emerge la figura luminosa e complessa di Angela Volpini.
Una donna che ha vissuto esperienze mistiche sin dalla tenera età, la cui saggezza è stata interpellata persino in un momento cruciale come il Concilio Vaticano II, e che oggi dialoga con menti eccelse della scienza, come il Professor Federico Faggin. L’immagine che ci introduce a questa conversazione recita un messaggio di speranza e concretezza: “Sono venuta per insegnarvi la via della felicità sulla terra”. Un monito che ci spinge a interrogarci sul significato più profondo dell’esistenza. Con la sua unica prospettiva, Angela Volpini ci guiderà attraverso un viaggio che tocca l’anima, la storia e il futuro. Prepariamoci a esplorare i confini della conoscenza e dell’esperienza umana attraverso le sue parole.”
Domanda
Mi piacerebbe iniziare da qui: quest’anno ricorrono 79 anni da quando tu hai avuto quelle 80 apparizioni, dal 1947 al 1956. C’è una frase che a me piace moltissimo: «Sono venuta per insegnarvi la via della felicità sulla terra».
Al di là di questa frase, che cosa ti ha trasmesso la Vergine in tutte queste occasioni? Che cosa hai ricevuto come dono?
Risposta
Il dono è la comunicazione stessa: la visione è comunicazione.
Io, comunque, non avevo alcuna nozione di come i cristiani si raffigurassero Dio o di quale rapporto avessero con Dio. A sette anni non si approfondiscono queste cose, anche se ti portano in chiesa quasi per forza, perché non c’è altro luogo dove portare tutto questo. Da piccoli si va in chiesa perché, al di fuori di questo, c’è solo la chiesa.
Avevo quindi una visione molto limitata di come normalmente i cristiani si comportano con il divino, ma certamente ne ho imparato un modo nuovo.
Domanda
In questo incontro hai imparato qualcosa di nuovo: che il rapporto con il divino è fatto d’amore e di libertà, oppure non è un vero rapporto. Perché, come ho letto anche altrove, l’uomo è creatore. Tu insegni e dici che, quando hai ricevuto questo dono, hai compreso la libertà che ci viene data.
Risposta
La libertà e la creatività.
Io ho capito questo: che gli esseri umani sono sempre liberi, perché devono dare senso e significato a ciò che fanno.
E se non sono liberi, non è possibile dare senso e significato a ciò che scegliamo di volta in volta.
Siamo liberi per darci i fini che vogliamo, per scegliere ciò che vogliamo. E siamo creativi per realizzare ciò che abbiamo scelto.
Domanda
Quando le persone vengono da te e ti chiedono una crescita personale, un’evoluzione – che sia religiosa, oppure un avvicinamento alla propria essenza, al proprio Sé superiore, a sé stessi, insomma – tu, in quel momento, che cosa trasferisci?
Risposta
L’unica maniera per essere in pace con sé stessi e per dare senso alla propria vita è essere sé stessi.
E per essere sé stessi bisogna ascoltarsi molto, individuare le proprie esigenze, il desiderio di fondo che abbiamo, e cercare di realizzarlo concretamente.
Così, almeno, c’è coerenza.
Domanda
La figura di Federico Faggin, per esempio: anche lui ha compiuto una scelta molto drastica e coraggiosa. Ha aperto una fondazione, ha scritto saggi importanti. Che cosa hai visto nell’uomo?
Risposta
Ho visto molto coraggio e molta buona fede nel dire: “Ci sono io”.
C’è il coraggio di raccontare l’esperienza più forte che ha vissuto nella sua vita. C’è l’esperienza stessa, che poi è seguita da una scelta, e la scelta è il coraggio di dire ciò che ha sentito e ciò che ha provato. Forse non riesce ancora a dirlo completamente, ma si percepisce chiaramente che ha una visione diversa sia dell’essere umano sia di ciò che possiamo chiamare Dio, o il Divino, o l’Essenza.
Domanda
Mi ha colpito molto leggere che, tra le tante interviste e riflessioni che hai fatto, ci sia stato un confronto con una teologa laica – argentina, se non erro – sul rapporto tra scienza e fede.
Risposta
Secondo me la scienza è il nostro modo di fare arte in questo momento: scoperta, conoscenza. È importante afferrarla e comprenderla, perché attraverso di essa possiamo organizzare la nostra vita, migliorarla, renderla più omogenea al nostro desiderio profondo.
Possiamo migliorare la scienza perché fa parte del processo evolutivo dell’essere umano. Se la comprendiamo bene, può diventare uno strumento della nostra realizzazione personale.
Naturalmente, una scienza non orientata può anche distruggerci. Ma questo è inevitabile: tutte le scoperte che ci permettono di fare un passo avanti possono anche farci compiere un grande passo indietro.
Io, però, sono ottimista e credo nel desiderio profondo dell’essere umano. Non penso che gli esseri umani siano così ciechi da scegliere il passo indietro. Ho fiducia che faranno passi avanti.
Domanda
Lo speriamo, soprattutto oggi, con le nuove tecnologie, l’intelligenza artificiale e una certa mancanza di spirito critico che sembra caratterizzare l’uomo contemporaneo.
Risposta
Sì, in questo momento gli esseri umani sono un po’ come in letargo. C’è bisogno di un risveglio.
Domanda
Come li sproneresti a questo risveglio?
Risposta
Il risveglio lo vivono attraverso la loro vita, diventando più vivi, capaci di gustare davvero l’esistenza. Altrimenti, piano piano, rischiano di diventare…
Domanda
Zombie?
Risposta
Zombie.
Domanda
A proposito di questo, senza spirito polemico, mi ha colpito leggere della tua esperienza con alcuni vescovi e cardinali latinoamericani prima del Concilio Vaticano II. Com’è stata quell’esperienza?
Risposta
È stato un momento molto chiaro per me, perché pensavo che i vescovi fossero persone senza fede. Invece, durante il Concilio, mi sono accorta che anche loro hanno fede.
Per me è stata un’esperienza positiva. Poi, nello specifico, non so dire quali cambiamenti interiori ci siano stati davvero. C’erano valutazioni, riflessioni su ciò che si poteva fare, ma non ho seguito nel dettaglio cosa sia maturato dopo.
Domanda
Per quanto riguarda la tua esperienza spirituale, ci sono state altre apparizioni?
Risposta
No. Io vivo la mia vita, le mie battaglie, le mie speranze, le mie soluzioni, come una persona normale. Tutta la mia vita è ispirata dall’esperienza che ho avuto, da quella non posso fuggire. Ma questo non significa che non ci siano successi e anche fallimenti.
Ci si confronta sempre con persone che non risuonano sulla stessa lunghezza d’onda, sulla stessa lunghezza d’anima.
Io però sono positiva per costituzione, ottimista. Spero sempre che da ogni essere umano emerga quella luce che ciascuno porta dentro di sé.
Domanda
Mi ha colpito quando hai detto: “Solo cose positive”.
Risposta
Sì, solo cose positive. Perché ce ne sono tantissime che non vediamo, dato che quelle negative colpiscono di più: sono contro di noi e quindi le notiamo subito.
Quelle positive, proprio perché sono a nostro favore, facciamo più fatica a riconoscerle. Ci vuole un po’ più di attenzione, ma in realtà ce ne sono molte di più.
Domanda
Ti faccio una domanda delicata, se vuoi rispondere. Quando hai vissuto queste esperienze, che rapporto hai avuto con l’ombra?
Risposta
Io non ho avuto alcun rapporto con l’ombra.
Domanda
Nessun attacco?
Risposta
Assolutamente no. Non ci credo neppure. Io non ho avuto nessuna esperienza di questo tipo. Ho avuto un’esperienza radicale della mia libertà, e di conseguenza della libertà degli altri.
Credo che ciò che è stato chiamato “ombra” o “diavolo” sia in realtà la nostra libertà. Perché poi si insegna da che parte stare.
Io ho avuto solo conoscenza delle possibilità umane.
Ringraziamo Angela Volpini per averci offerto squarci di una saggezza che trascende il tempo e le discipline, invitandoci a riscoprire la via della felicità sulla terra, con l’anima rivolta all’infinito e i piedi ben piantati nel presente. Le sue riflessioni sono un faro prezioso per orientarsi nelle complessità del nostro tempo.
RVSCB




















