In occasione della chiusura del calciomercato invernale della stagione 2025/26, l’Associazione di solidarietà sociale ASTIFOSIROMA ha promosso il panel dal titolo “Scendere in campo per i ragazzi: sport, legalità e inclusione sociale”, un appuntamento ormai consolidato che ha posto al centro il valore educativo dello sport come strumento di prevenzione e di crescita sociale.
L’incontro, svoltosi presso una location all’EUR e organizzato dal presidente di ADICOSP Alfonso Morrone, ha riunito istituzioni, operatori e professionisti del settore in un confronto aperto sul significato più autentico dello sport. Come ha sottolineato Laura Mazza, lo sport non può essere ridotto a semplice competizione, ma deve tornare a essere un linguaggio educativo capace di parlare ai ragazzi e di orientarne i comportamenti, dentro e fuori dal campo.
Negli ultimi anni il sistema sportivo ha conosciuto importanti interventi normativi, tra cui le modifiche al Codice di Giustizia Sportiva che hanno portato a riconoscere la figura dell’arbitro come assimilabile a quella di un pubblico ufficiale. Tuttavia, nonostante tali misure, il fenomeno delle aggressioni e della violenza continua a rappresentare una criticità rilevante. Un dato che, secondo Laura Mazza, dimostra come le sole norme non bastino se non sono accompagnate da un percorso educativo continuo e condiviso.
Durante il panel è emersa infatti la necessità di affiancare agli strumenti repressivi una presenza educativa stabile e qualificata. Lavorare sulle competenze emotive, relazionali e comunicative, a partire dai settori giovanili, significa prevenire i comportamenti violenti prima che si manifestino.
“Investire sull’educazione sportiva – ha osservato Laura Mazza – equivale a investire sul futuro della società, perché è nello sport che molti giovani imparano per la prima volta il rispetto delle regole e dell’altro”.
In questa prospettiva si inserisce l’impegno istituzionale del senatore Marco Scurria, che il 31 gennaio 2025 ha accolto le istanze avanzate da Michele Grillo, presidente di ASTIFOSIROMA, e dal dottor Walter Siragusa, psicologo, già arbitro e presidente dell’associazione ANES. Il progetto punta a introdurre e valorizzare la figura dell’Educatore Sportivo, una presenza fondamentale per accompagnare atleti, famiglie e dirigenti in un percorso di crescita consapevole. Un passo ritenuto essenziale anche da Laura Mazza, che ha evidenziato come solo un presidio educativo strutturato possa restituire allo sport la sua funzione formativa e sociale.
Il confronto ha infine aperto una riflessione più ampia sulla cultura del calcio contemporaneo, spesso distante dai valori educativi e relazionali che dovrebbero costituirne il fondamento. In un contesto segnato da esasperazione competitiva e tensioni costanti, diventa indispensabile un cambio di paradigma.
“La vera sfida – ha concluso Laura Mazza – non è solo reprimere la violenza, ma costruire ogni giorno una cultura del rispetto, della legalità e dell’inclusione, a partire dai campi di gioco”.





















