La toccante testimonianza di Filomena Di Gennaro e l’impegno civile di Mirko Giudici in un libro simbolo contro la violenza di genere, tra ristampe, premi e convegni in tutta Italia.
Ci sono libri che non si limitano a raccontare una storia, ma diventano strumenti di consapevolezza, testimonianza e cambiamento. È il caso di “Mia o di nessun altro – La storia di Filomena Di Gennaro”, opera dello scrittore e giornalista romano Mirko Giudici, che proprio in questi giorni ha inaugurato con grande emozione la sua terza ristampa grazie a Graus Edizioni.
Un traguardo importante, che conferma quanto questo libro sia riuscito a toccare il cuore dei lettori e ad affermarsi come una delle testimonianze più forti e necessarie nel panorama culturale contemporaneo, affrontando con coraggio e lucidità una delle emergenze sociali più drammatiche del nostro tempo: la violenza di genere.
La storia di Filomena: sopravvivere per raccontare
Al centro del libro vi è la storia vera di Filomena Di Gennaro, una giovane donna scampata a un tentato femminicidio. La sua vicenda, dolorosa e sconvolgente, non viene narrata con sensazionalismo, ma con rispetto, profondità e attenzione umana.
Filomena non è soltanto una protagonista: è un simbolo. È la dimostrazione che si può sopravvivere all’orrore, che si può ricostruire la propria vita e, soprattutto, che si può trasformare il dolore in forza e in un messaggio per gli altri.
Il libro diventa così un ponte tra chi ha vissuto la violenza e chi deve imparare a riconoscerla, prevenirla, denunciarla.
Un percorso iniziato il 25 novembre: la lotta che non si è mai fermata
Dal 25 novembre 2024, giorno della pubblicazione e data simbolica che coincide con la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Mirko Giudici non si è mai fermato.
Da quel momento, “Mia o di nessun altro” ha intrapreso un cammino intenso e continuo, fatto di presentazioni, incontri pubblici, dibattiti, scuole, teatri e sale istituzionali.
Il libro è stato portato in numerose città italiane, spesso accompagnato dalla stessa Filomena, che con straordinaria forza ha scelto di metterci la faccia e la voce, offrendo una testimonianza diretta capace di scuotere coscienze e generare riflessione.
Il progetto Milena e il supporto del SIM Carabinieri
L’opera è entrata anche nel progetto Milena, iniziativa di grande valore sociale supportata dal SIM Carabinieri, grazie al sostegno del Presidente Ten. Col. Giuseppe Bonadonna e della Ten. Col. Laura Seragusa, criminologa forense, docente LUMSA e Capo Dipartimento Salute e Benessere del SIM Carabinieri.
Un’alleanza significativa tra cultura, istituzioni e prevenzione, che sottolinea quanto la lotta alla violenza di genere debba essere un impegno collettivo e strutturato.
I riconoscimenti del 2025: un libro che lascia il segno
Nel corso del 2025, “Mia o di nessun altro” ha ottenuto importanti riconoscimenti che ne hanno sancito il valore non solo letterario, ma anche sociale e civile:
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Premio Internazionale Spoleto Art Festival
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Premio Internazionale Oscar Wilde
E il prossimo 5 febbraio, nella splendida cornice del Grand Hotel Flora di Via Veneto a Roma, l’opera riceverà anche il prestigioso Premio Internazionale “Comunicare l’Europa”, confermando la sua capacità di parlare non solo all’Italia, ma a un’intera comunità europea chiamata a interrogarsi su diritti, rispetto e dignità.
L’impegno di Mirko Giudici: scrivere per dare voce, raccontare per cambiare
Mirko Giudici non ha scritto questo libro per inseguire una semplice pubblicazione. Il suo lavoro è diventato un percorso, una missione culturale e civile.
Attraverso numerosi convegni e incontri realizzati in tutta Italia, l’autore ha dimostrato un impegno costante e autentico contro la violenza di genere. La sua penna si è trasformata in uno strumento di denuncia e sensibilizzazione, capace di entrare nei contesti educativi, istituzionali e sociali con una forza rara.
Il suo stile giornalistico, diretto e preciso, si unisce a una scrittura emotiva ma mai retorica, che accompagna il lettore dentro una realtà spesso ignorata o minimizzata.
Un messaggio fondamentale per i più giovani
Uno degli aspetti più importanti del libro è il suo valore educativo.
La testimonianza di Filomena Di Gennaro parla soprattutto ai giovani: a chi si affaccia alle prime relazioni, a chi deve imparare a distinguere l’amore dal possesso, il rispetto dal controllo, la libertà dalla manipolazione.
“Mia o di nessun altro” diventa così un testo necessario nelle scuole, nei centri culturali, nelle famiglie. Perché la prevenzione passa prima di tutto dalla consapevolezza.
Una riflessione sul lavoro di Giudici: la cultura come responsabilità
In un’epoca in cui spesso le storie vengono consumate rapidamente, Mirko Giudici ha scelto la strada più difficile: quella della profondità, della responsabilità, della presenza.
Ha scelto di non fermarsi alla pagina scritta, ma di trasformare il libro in un movimento culturale itinerante, un dialogo continuo con la società.
Il suo lavoro dimostra che la letteratura può ancora essere un atto politico nel senso più alto del termine: un gesto umano capace di proteggere, educare, cambiare.
E Filomena, con la sua voce, completa questa missione: non come vittima, ma come donna che ha deciso di vivere e di testimoniare.
Un libro necessario, oggi più che mai
La terza ristampa di “Mia o di nessun altro” non è soltanto un successo editoriale: è la prova che esiste un bisogno profondo di storie vere, di parole che scuotono, di libri che non intrattengono soltanto, ma costruiscono coscienza.
Mirko Giudici e Filomena Di Gennaro stanno portando avanti un messaggio che riguarda tutti: la violenza di genere non è un fatto privato, ma una ferita sociale che va affrontata insieme.
E questo libro, con la sua forza, è destinato a rimanere.



















