Cayetana Álvarez de Toledo, deputata del Partido Popular spagnolo, è una delle voci più importanti ed incisive del centrodestra. Storica, giornalista e parlamentare, rappresenta l’ala più intransigente del PP sui temi della democrazia liberale e dei diritti umani.
Durante il Foro Sargadelos, in Spagna del 23.1.26 ha spiegato chiaramente come Sanchez ha fatto “deragliare” la Spagna, quale sia il danno che i suoi governi hanno creato negli anni al Paese e cosa sia effettivamente il Sanchismo, quale il suo meccanismo perverso e quali i suoi obiettivi dannosi: Il Governo debilita lo Stato coscientemente e deliberatamente, tutte le sue istituzioni, degrada la democrazia e divide la nazione. La Deputata ha quindi indicato la strada per la una ricostituzione senza paura e complessi: sarà necessario frenare e invertire questo processo e iniziare una ricostruzione totale sotto tre epigrafi: Stato, Democrazia, Nazione.
“…Dalla transizione fino a circa il 2004 il Paese era ben incamminato, con i suoi difetti, con le sue grandi sfide, però sui binari; nel 2004, con l’arrivo di Zapatero al potere le cose cominciano a traballare, e con Sanchez si è usciti dal cammino. Perchè il Sanchismo non è solo una forma di fare politica, ma è un progetto personale e di parte a lungo termine che passa attraverso la liquidazione dell’alternanza democratica. E’ un progetto patrimonialista del potere; e con questo obiettivo, per mantenere il potere, sono stati cancellati i grandi consensi nazionali, che permettevano, tra le altre cose, di approvare le grandi riforme di cui ha bisogno il nostro Paese urgentemente. Invece di grandi riforme nell’interesse nazionale e di tutti, si fanno accordi puntuali frutto del ricatto di coloro che non hanno interesse per il Paese e lavorano solo per distruggerlo.
Il risultato è un Paese bloccato, sempre più decadente, vacillante, degradato e marginale.
Lo stesso concetto di servizio pubblico è incompatibile con il Sachismo, che colloca lo Stato al servizio individuale di un solo uomo. Insisto nel dire che la Spagna non ha un Governo nel senso stretto, con il desiderio di approvare preventivi che sono imprescindibili per fare investimenti, per stabilire le priorità, per far camminare dritto un paese. Noi andiamo avanti con i preventivi della legislatura passata; quando terminerà, avremo avuto una legislatura intera con preventivi della precedente. Quindi Sanchez non presiede un Governo propriamente, ma un processo mutante dalla democrazia piena alla democrazia morta, con una differenza rispetto a fenomeni simili in altre parti del mondo: in Spagna questo processo danneggia l’unità territoriale del paese, perchè i soci sono quelli che lavorano per distruggere il Paese, e la vita materiale degli spagnoli nel loro benessere, nella sicurezza, nelle opportunità e nel loro futuro.
Questo processo è iniziato molto tempo fa con Zapatero, ha avuto passaggi importanti nella passata legislatura, ma il momento culminante e decisivo è adesso. (…)[1]
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[1] fonte : “He venido a politizar”. Foro Sargadelos, 23.1.26 (Cayetana Alvarez de Toledo)
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