A Roma sul palcoscenico del Teatro Aniene, dal 13/02/2026 al 14/02/2026, torna in scena “Una certa storia romana”, per la regia di Vincenza Mangano e Donatella Cotesta . Con questa commedia in due atti gli autori Franco Palumbo, il marchese giornalista Giulio de Nicolais d’Afflitto ed Enzo Stavolo, segnano con le loro idee la via di una nuova corrente teatrale neoverista, proponendo sul palco una attualissima storia di vita e tipizzando una decina di personaggi della Roma dei nostri giorni. In questa storia, dove il dramma umano, riproposto in agrodolce, monta dalla necessità di due famiglie, di diversa estrazione sociale, di ottenere assegnata per ciascuna una propria casa in affitto, dopo tanta attesa dal giorno della richiesta fatta ad un Istituto di Case Popolari.
Per un disguido amministrativo, degno esso stesso di comparire sulla Cronaca della Capitale, sette persone già provate dal dissesto economico, dalla piaga del gioco d’azzardo di Michele e da quella dell’alcolismo con l’amore per il vino di Romolo, affronteranno assieme le peripezie per riottenere quel diritto alla casa, che sembravano aver raggiunto e che invece è venuto meno. Una trama ricca, una commedia recitata magistralmente in dialetto romanesco, dove vedremo ricomporsi drammi familiari e personali, uno dopo l’altro nel susseguirsi di colpi di scena.
E’ il caso di Matilde Lupi (Donatella Cotesta), del marito Romolo (Di Vincenzo Massimiliano) della loro giovane figlia Alessia (Hime Pisano ), del nonno Nino (Giovanni Giovannini); ma è anche il dramma di Michele de Lupis (Federico Tito Moretti), figlio del compianto Cav. de Lupis, di sua moglie Wilma (Vincenza Mangano) e del figlio Carlo (Matteo Matronola). Significativo il ruolo di Gennaro Russo (Giovanbattista Scidà), napoletano, attempato ed opportunista portiere dello stabile popolare di via Oberdan e quello del notaio Sperandio (Erminia Pagano).
Fondamentali i suggerimenti della sora Menica ( Marzia Raschillà) l’inquilina del piano di sopra, che, con le sue ermetiche e colorite battute, va a svelare l’affetto di due giovani, i quali, superando il dramma vissuto dalle rispettive famiglie, forti degli insegnamenti dei nonni e del desiderio di accogliere una nuova vita che nasce, confidano nella provvidenza, aprono il proprio cuore all’amore e progettano una vita ricca di valori, fondata sul lavoro.



















