Lo scandalo Epstein Files che coinvolge le elites mondiali, dalla politica alla finanza fino all’economia, continua ad essere censurato, sminuito, oscurato e insabbiato sia nei media americani sia nei media italiani. Negli ultimi mesi però l’attenzione mediatica si è concentrata nuovamente sul coinvolgimento dell’attuale presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump nello scandalo legato ai cosiddetti “Epstein Files”, i documenti giudiziari e le testimonianze connesse al caso del finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. La vicenda continua a generare dibattito pubblico, soprattutto dopo la parziale e discutibile desecretazione di nuovi atti processuali negli Stati Uniti. Pochi giorni fa ne ha parlato la giornalista, scrittrice e docente palestinese con cittadinanza israeliana naturalizzata italiana Rula Jebreal in collegamento con Accordi&Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove.

Rula Jebreal sullo scandalo Epstein Files: “Coinvolge Donald Trump”
Rula Jebreal ha dichiarato in diretta tv: “Questa vicenda si lega a doppio filo all’amministrazione di Donald Trump, che starebbe cercando di affossare e, in qualche modo, insabbiare il caso per via dei suoi legami con Israele”.
Per poi sottolineare: “Ci sono circa 6 milioni di email: ne sono state rilasciate 3 milioni, ma la maggior parte è oscurata. Quello che abbiamo visto, secondo gli analisti, è soltanto il 2% di queste e-mail. Ci sono repubblicani come Thomas Massie che hanno combattuto una battaglia per le vittime di abusi – ha continuato la scrittrice -. Marjorie Taylor Greene, repubblicana trumpiana, ha detto di aver ricevuto una telefonata dal presidente Trump in cui le chiedeva di non votare per la pubblicazione di questi documenti perché molti suoi amici ne sarebbero stati pesantemente danneggiati. La ministra della Giustizia americana, Pam Bondi, che ha testimoniato davanti al Congresso, ha dichiarato: ‘Se indagassimo su tutti i nomi presenti nei file, l’intero sistema americano crollerebbe’”.
Per poi concludere: “Persone come Howard Lutnick, segretario al Commercio di questo governo Usa, hanno detto che Jeffrey Epstein era il più grande ricattatore e che così ha fatto i suoi soldi: invitava nella sua casa uomini ricchi e potenti, aveva telecamere ovunque e filmava ciò che accadeva. Non sappiamo se, in questo momento, questi filmati siano tutti nelle mani dell’FBI. Secondo molti analisti, e in particolare secondo agenti dell’FBI, Epstein sarebbe stato un facilitatore, un agente del Mossad reclutato da un ex primo ministro israeliano, un frequentatore assiduo delle residenze di Epstein: Ehud Barak, citato da Virginia Giuffre – l’accusatrice principale di Epstein che ha fatto causa a lui e al principe Andrea – per averla stuprata, torturata e aver poi cercato di strangolarla”.
Donald Trump e Jeffrey Epstein: rapporti e contesto
Donald Trump e Jeffrey Epstein si conoscevano già dagli anni ’90 e nei primi anni 2000, periodo in cui frequentavano gli stessi ambienti dell’alta società tra New York City e la Florida. Diverse fotografie e testimonianze confermano la loro conoscenza.
Il capo della Casa Bianca Trump ha dichiarato pubblicamente di aver interrotto i rapporti con Epstein molti anni prima dell’arresto di quest’ultimo nel 2019. In varie interviste, l’ex presidente ha preso le distanze dal finanziere pedofilo, affermando di non essere mai stato coinvolto nelle sue attività criminali.
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Cosa sono gli “Epstein Files”

Con l’espressione “Epstein Files” si fa riferimento a una serie di documenti legali, deposizioni e atti giudiziari collegati alle indagini federali e ai procedimenti civili contro Epstein e i suoi collaboratori, tra cui Ghislaine Maxwell. Parte di questi documenti è stata resa pubblica su decisione dei tribunali statunitensi, generando nuove speculazioni su figure politiche, imprenditori e celebrità citate nei fascicoli.
Due deputati statunitensi del Congresso, Ro Khanna e Thomas Massie, hanno accusato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America di aver oscurato il nome di almeno “sei uomini” probabilmente implicati nel grave e terribile scandalo internazionale degli Epstein files. La denuncia dei due deputati – un democratico e un repubblicano – è arrivata dopo che entrambi hanno avuto accesso ai documenti non censurati sul pedofilo finanziere e imprenditore statunitense Jeffrey Epstein. Ora vogliono concedere al ministero guidato da Pam Bondi il tempo necessario per rimuovere gli omissis dalle carte ma non escludono la possibilità di rendere pubblici i sei nomi durante una seduta della Camera, così da godere dell’immunità.
Epstein files, la denuncia di una delle vittime del finanziere pedofilo: “Trump ci ha traditi”
Haley Robson aveva solo 16 anni quando fu abusata dal finanziere. “Venni invitata con una scusa a casa di Jeffrey. Ci andai con la mia macchina. Non avevo idea di che cosa mi aspettasse lì. Mi dissero tutt’altro. Al mio arrivo, Epstein mi portò al piano di sopra. Abusò di me per un’ora intera”. Lo ha raccontato lei stessa in un’intervista al Corriere della Sera nella quale Robson ha ripercorso alcuni terribili momenti di quegli anni.
La donna, oggi 40enne, ha poi puntato il dito contro Donald Trump che, lei sostiene, “ci ha traditi”. Robson, che ha votato per il Repubblicano alle scorse elezioni, era convinta che avrebbe reso pubblici tutti i file. “Continuava a ripetere: ‘Saremo trasparenti. Vogliamo risposte’. Non è possibile che non sapesse di essere citato. Epstein era praticamente il suo migliore amico”, ha accusato Robson che contava sulla capacità del presidente di far emergere tutte le verità e i colpevoli sullo scandalo sessuale che ruota attorno a Jeffrey Epstein. Per poi asserire: “È coinvolto in una certa misura, non so se fosse direttamente coinvolto o se sapesse che cosa stesse accadendo. Il problema che abbiamo negli Stati Uniti è questo: dovremmo avviare delle indagini concrete per capire la complicità di certe persone, incluso il nostro presidente, in questa storia. Ma il governo ha detto chiaramente che non succederà. Trump ha mentito, ci ha traditi”.


















