Negli ultimi anni la divulgazione legata alla tutela del patrimonio culturale ha sperimentato nuovi linguaggi capaci di coinvolgere pubblici differenti, in particolare le giovani generazioni. Tra questi, il fumetto si è affermato come uno strumento narrativo efficace per raccontare operazioni di recupero, attività investigative e percorsi di valorizzazione del patrimonio storico-artistico. Ne parliamo con Roberto Lai, curatore di una serie editoriale che unisce rigore documentale e capacità divulgativa.
Come nasce l’idea di utilizzare il fumetto per raccontare la tutela del patrimonio culturale?
L’idea nasce dall’ esigenza di rendere accessibili temi complessi senza rinunciare alla precisione storica e documentale. Il fumetto permette di raccontare dinamiche investigative, contesti archeologici e percorsi di recupero con un linguaggio diretto e coinvolgente, capace di avvicinare il pubblico a una materia spesso percepita come specialistica.
Qual è il suo ruolo all’interno del progetto editoriale?
Oltre ad aver promosso l’iniziativa, svolgo il ruolo di curatore dei volumi e dei testi che accompagnano le opere. La curatela editoriale consente di mantenere coerenza narrativa e rigore documentale, garantendo che ogni storia conservi il proprio valore storico pur adattandosi al linguaggio del fumetto.
I vostri volumi si basano su vicende realmente accadute?
Sì. Le storie prendono spunto da operazioni reali legate alla tutela del patrimonio culturale. Tra i titoli principali figurano: Operazione Giunone – All’inseguimento della Triade Capitolina, Il ritorno dell’Arciere, L’indagine che riportò a casa il magnifico vaso di Assteas e Caccia al tesoro di Ascoli Satriano. Ogni volume nasce da una base documentale concreta e viene trasformato in racconto visivo per facilitarne la diffusione.
Quanto è importante il contributo degli autori e dei disegnatori?
È un elemento centrale. Questo progetto è un lavoro di squadra. Un ruolo fondamentale è svolto dal fumettista Filippo Tomassi, già collega del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e grande amico, con cui condividiamo la progettazione e la realizzazione dei volumi. Nel fumetto dedicato ad Ascoli Satriano le tavole sono invece firmate dalla disegnatrice Loredana Atzei, che ha saputo interpretare con sensibilità la dimensione storica della vicenda.
C’è una particolarità narrativa che distingue questi fumetti?
Sì. Come curatore, insieme a Filippo Tomassi, oltre ad essere autori dei volumi, siamo anche protagonisti all’interno delle storie raccontate. Questa scelta aggiunge autenticità alla narrazione, perché il lettore segue eventi vissuti direttamente da chi ne racconta il contesto e le dinamiche.
Quanto conta il sostegno dell’Associazione Nazionale Carabinieri?
Il progetto è sostenuto e condiviso dall’Associazione Nazionale Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e si sviluppa in seno all’Ispettorato Regionale del Lazio, nella figura del Generale di Divisione Pasquale Muggeo, che ha sostenuto il valore educativo dell’iniziativa. Attraverso questa sinergia stiamo portando il messaggio della tutela nelle scuole di ogni ordine e grado e nei principali raduni dell’Associazione, utilizzando il fumetto come strumento di dialogo e sensibilizzazione.
Quali riscontri avete ricevuto dal pubblico?
I riscontri sono stati molto positivi. Il progetto sta ottenendo attenzione non solo tra i giovani, ma anche tra il pubblico adulto, che riconosce nel fumetto un linguaggio capace di raccontare in modo efficace storie reali legate alla tutela del patrimonio culturale.

Quali sono i prossimi sviluppi editoriali?
C’è grande attesa per il prossimo volume, dedicato alla figura del V.B. Salvo D’Acquisto, realizzato con i disegni di Filippo Tomassi e con la mia curatela editoriale. Sarà un’opera che unirà memoria storica e valore civile, proseguendo il percorso di divulgazione avviato con i precedenti volumi.
Qual è il messaggio che desiderate trasmettere attraverso questi lavori?
Che il patrimonio culturale è memoria collettiva e identità condivisa. Raccontarlo significa renderlo vicino alle persone e favorire una partecipazione più consapevole alla sua tutela.
Massimiliano Pirandola















