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Il “Nuovo Verismo Italiano” è il movimento teatrale nato con Giulio de Nicolais e Donatella Cotesta

Giulio de Nicolais d'Afflitto by Giulio de Nicolais d'Afflitto
19 Febbraio 2026
in Attualità
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Il “Nuovo Verismo Italiano” è il movimento teatrale nato con  Giulio de Nicolais e Donatella Cotesta
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Raccontare un percorso artistico condiviso significa attraversare non solo le tappe di una carriera, ma anche le zone più intime di una ricerca che si è fatta vita, metodo, linguaggio. Nel mio caso, parlare di me Giulio de Nicolais e di Donatella Cotesta significa ripercorrere la nascita e l’evoluzione di una corrente teatrale che ha cercato, fin dal principio, di restituire alla scena la sua funzione originaria: essere un luogo di verità. Il “Nuovo Verismo Italiano” nasce così, da un’urgenza e da un incontro. L’urgenza era la mia, quella di un filosofo e autore che vedeva nel teatro non un semplice spazio di rappresentazione, ma un laboratorio antropologico, un territorio di indagine dell’essere umano, delle sue contraddizioni, delle sue ferite e delle sue possibilità. L’incontro è stato quello con Donatella, attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice, un’artista capace di trasformare ogni parola in presenza, ogni gesto in necessità, ogni personaggio in un frammento di verità restituito senza filtri.

Il “Nuovo Verismo Italiano”, prima ancora di diventare un movimento riconosciuto, è nato da un gesto semplice e radicale: scrivere testi teatrali tratti da fatti reali di cronaca. Ho iniziato così, raccogliendo storie vere, episodi spesso dimenticati o relegati ai margini delle pagine dei giornali, e rielaborandoli in forma drammatica o comica, senza mai tradirne la sostanza umana. La scena diventava il luogo dove la cronaca si trasformava in coscienza, dove il fatto si faceva domanda, dove la realtà, anziché essere consumata in un istante, veniva restituita alla riflessione del pubblico. Il teatro, in questa prospettiva, si ergeva a forma superiore di giornalismo: non più semplice racconto dell’accaduto, ma indagine morale, spazio di confronto, occasione di crescita collettiva. Ogni rappresentazione era seguita da un dibattito con il pubblico, perché il teatro non si esaurisse nel gesto artistico, ma diventasse un atto civile, un momento di consapevolezza condivisa.

In questo percorso, Donatella ha incarnato la mia visione con una dedizione rara. La sua presenza scenica, intensa e mai compiaciuta, ha dato vita a personaggi che non sono figure, ma persone. Nei nostri spettacoli, scritti anche in collaborazione con Franco Palumbo ed Enzo Stavolo, da “Una certa storia romana” a “Club dei Blablaisti”, da “Quello che non dicono di noi” a “Al solito posto”, da “Non è una favola” a “Oltre la frontiera”, fino a “L’origine del mondo”, “Effetti collaterali” “Ciack il raggiro” il suo lavoro ha rappresentato il cuore pulsante di una poetica che si nutre di verità emotiva e di rigore. Ogni spettacolo è stato un tassello di un percorso che ha cercato di raccontare ciò che spesso non si vuole vedere: le fratture dell’identità, le zone d’ombra delle relazioni, le dinamiche invisibili che governano la vita sociale, la solitudine, la memoria, la ricerca di senso. La scena diventava così un luogo di responsabilità, dove l’attore non interpreta ma attraversa, dove il testo non descrive ma rivela, dove la regia non impone ma ascolta.

La carriera di Donatella, già arricchita dalla partecipazione a produzioni cinematografiche come “Chi nasce tondo…” di Alessandro Valori con Valerio Mastandrea e Sandra Milo, ha trovato nel nostro sodalizio un terreno fertile per una nuova forma di espressione. Il riconoscimento della critica e delle istituzioni non è tardato ad arrivare. Donatella ha ricevuto premi prestigiosi come il Premio Alberto Sordi, il Colosseo d’Oro della Città di Roma, la Rosa d’Oro, il Leone di Venezia, il Premio Paiper, il Foglietto d’Oro, il Premio Stella, I Sogni son Desideri, Roma Città Eterna e l’Anna Magnani. Donatella Cotesta opera come custode e divulgatrice dell’immagine e dell’arte di Anna Magnani, interpretandola come simbolo di libertà, passione e romanità. Premi che non celebrano solo un talento individuale, ma anche la forza di un percorso condiviso, la coerenza di una visione, la capacità di portare sulla scena un teatro che non intrattiene soltanto, ma interroga, scuote, mette in discussione.

Parallelamente alla sua attività artistica, Donatella ha assunto un ruolo istituzionale di grande rilievo come Presidente della Fondazione del Premio Internazionale “Enrico Caruso – Da San Giovanniello a New York”, un riconoscimento dedicato alla promozione dell’eccellenza artistica italiana e internazionale. Un impegno che testimonia la sua volontà di sostenere e valorizzare il talento, la cultura, la memoria artistica del nostro Paese.

Per quanto mi riguarda, il mio percorso di filosofo, autore teatrale e cinematografico, giornalista e regista ha trovato nel teatro il luogo ideale per unire pensiero e azione, riflessione e narrazione, analisi e vita. La mia formazione in filosofia, teologia e diritto ha alimentato una scrittura che cerca sempre di andare oltre la superficie, di interrogare ciò che si nasconde dietro i comportamenti, le parole, i silenzi. La drammaturgia, per me, è un atto di indagine. La regia è un atto di responsabilità. Il teatro è un atto di verità. E quando la verità nasce dalla cronaca, quando la scena diventa un luogo dove i fatti reali vengono restituiti alla coscienza collettiva, allora il teatro ritrova la sua funzione più alta: essere un luogo di crescita morale.

Il Nuovo Verismo Italiano è nato così, da un’esigenza filosofica e da una forza interpretativa. Da una visione e da un corpo. Da una scrittura e da una voce. Da un pensiero e da un volto. Da me e da Donatella. È un movimento che continua a crescere, a trasformarsi, a interrogare il presente. Un movimento che non cerca di piacere, ma di essere necessario. Un movimento che non vuole imitare la realtà, ma restituirla nella sua complessità, nella sua crudezza, nella sua bellezza nascosta. Raccontare questo percorso significa raccontare un modo di intendere l’arte come responsabilità, come testimonianza, come ricerca. Significa raccontare un teatro che non ha paura di guardare negli occhi lo spettatore e di chiedergli di fare altrettanto. Significa raccontare una collaborazione che è diventata un linguaggio, una poetica, una visione condivisa. Significa raccontare una storia che continua, ogni volta che si apre un sipario, ogni volta che una parola trova la sua voce, ogni volta che la verità, anche solo per un istante, riesce a farsi scena.

Giulio de Nicolais d'Afflitto

Giulio de Nicolais d'Afflitto

classe 1960, italiano nato a Roma, è un intellettuale, artista e pensatore italiano, noto per la sua profonda eredità nobiliare, il suo impegno culturale e spirituale, la sua attività pittorica e filosofica, e una solida carriera giornalistica. Dal 2004 Giulio de Nicolais d’Afflitto è attivo nel mondo del giornalismo, distinguendosi per la sua capacità di coniugare analisi storica, riflessione filosofica e sensibilità geopolitica. Iscritto alla Lista Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio. Ha collaborato con diverse testate, (La Discussione, L'Opinione, Radici Cristiane, Radio Liberty, Il Difensore Civico, Forum International , Romameeting.it) firmando articoli su temi di attualità, cultura, religione e politica internazionale. Attualmente è Direttore responsabile di due periodici,(www.Romameeting.it e www.DonnaDonna.eu dove promuove una linea editoriale fondata sulla verità storica, la difesa dell’identità culturale europea e la libertà spirituale. È laureato in Filosofia, Teologia, Giurisprudenza. Ha il Diploma in Osint (Open Source Intelligence) presso l’Istituto Gino Germani di Scienze Sociali e Studi Strategici, nell’ambito della sua Scuola di Formazione in Intelligence e Analisi Strategica, specializzandosi nell’analisi delle fonti aperte e nella raccolta strategica di informazioni. Filosofia e spiritualità Filosofo e teologo, ha attraversato un percorso interiore che lo ha portato a superare il materialismo per abbracciare una visione più spirituale dell’esistenza. Dal 2006 ha scritto sei commedie teatrali (docu-commedie) ispirandosi a fatti veri tratti dai giornali in cui pone alla riflessione del pubblico diverse piaghe sociali. I testi drammatici e comici in vernacolo romano divenendo progetti etici che danno voce a verità evidenti e nascoste si collocano nel Nuovo Verismo teatrale, movimento del quale Giulio de Nicolais d'Afflitto è iniziatore. È stato citato in contesti legati alla resistenza spirituale e culturale, in particolare per il suo impegno nel mantenere viva la memoria storica e religiosa tra Roma e l’Europa dell’Est. Attività pubblicistica Ha scritto articoli di opinione su temi geopolitici e storici, tra cui la critica alla legittimità della Federazione Russa in alcuni contesti post-sovietici, ed al contempo riscopre ed afferma il valore dell’identità linguistica, culturale e protostatale dell’Ucraina, con particolare attenzione alla sua evoluzione storica e alla sua autonomia spirituale e nazionale. Giulio de Nicolais d'Afflitto si distingue anche quale fine analista e osservatore delle dinamiche politiche, partitiche e dell’evoluzione geopolitica dell’area spagnola, offrendo letture approfondite dei processi che ne influenzano gli equilibri istituzionali e strategici: manifesta apprezzamento per la visione politico-programmatica del Partido Popular spagnolo e intende collaborare attivamente al suo perfezionamento. Riconoscimenti: 2001 Medaglia d'Argento di San Giovanni dal Ministero della Cultura ucraino di Kiyv; 2007 nominato "Giornalista della Multietnicità dal Comune di Roma; 2009 Premio "La Fojetta d'Oro" assegnato alla commedia di Giulio de Nicolais d'Afflitto "Una certa storia romana"; 2009 Premio Piper assegnato alla commedia "Al solito posto" di Giulio de Nicolais d'Afflitto; 2010 Premio Citta di Roma assegnato alla commedia di Giulio de Nicolais d'Afflitto "Una certa storia romana"; 2011 Premio Amici di Alberto Sordi; 2026 Premio Roma Città Eterna; 2026 Benemerenza di Merito dal Comune e dal Principato Turistico di Roccaromana; 2026 Certificazione Honoris Causa di merito da parte di ANIEC ed inserimento nel portale Eccellenze Italiane.

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