Un intervento lucido e autorevole nell’ambito dei seminari “Diritto, Democrazia e Società” alla European School of Economics.
Nel corso dei seminari su Diritto, Democrazia e Società, diretti da G. Cassano e dal Prof. Giorgio Spangher presso la European School of Economics, il dibattito sul referendum relativo alla separazione delle carriere nella magistratura ha trovato una delle sue espressioni più chiare e autorevoli.
In appena otto minuti, il Professor Spangher ha offerto un intervento breve ma estremamente incisivo, delineando con rigore tecnico e chiarezza argomentativa le motivazioni a sostegno del SÌ. Un contributo che, per autorevolezza e competenza, si impone come punto di riferimento nel confronto pubblico su una riforma destinata a incidere profondamente sull’assetto dell’ordinamento giudiziario italiano.
Un’autorità scientifica nel diritto processuale penale
Il peso delle parole del Professor Spangher deriva anzitutto dal suo profilo accademico: tra i più illustri studiosi italiani di diritto processuale penale, vanta una reputazione consolidata anche in ambito internazionale. Professore emerito di Procedura penale, già Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma, ha contribuito in maniera determinante alla formazione di generazioni di magistrati, avvocati e studiosi.
La sua analisi del referendum non si è limitata a considerazioni di principio, ma ha affrontato il tema nella sua dimensione tecnica, evidenziando le implicazioni concrete della separazione delle carriere sul funzionamento del processo penale, sull’equilibrio tra accusa e difesa e sulla terzietà del giudice.
L’esperienza istituzionale come chiave di lettura
Accanto alla competenza scientifica, un secondo elemento rende particolarmente significativo il suo intervento: l’esperienza maturata come membro del Consiglio Superiore della Magistratura. Conoscere dall’interno i meccanismi decisionali e organizzativi della magistratura consente infatti una valutazione non astratta, ma radicata nella realtà istituzionale.
Proprio da questa duplice prospettiva — accademica e istituzionale — Spangher ha sottolineato come la separazione delle carriere possa rafforzare la chiarezza dei ruoli, contribuendo a rendere più percepibile e sostanziale la distinzione tra funzione requirente e funzione giudicante, in coerenza con un modello processuale di tipo accusatorio.
Un contributo al dibattito democratico
Il suo intervento si inserisce in un momento di grande attenzione pubblica attorno alla riforma della magistratura. Il referendum sulla separazione delle carriere non è soltanto una questione tecnica: riguarda l’architettura stessa delle garanzie processuali, il rapporto tra poteri dello Stato e la fiducia dei cittadini nella giustizia.
In questo contesto, la voce di un giurista come Spangher assume un valore che va oltre la contingenza del voto referendario. È il contributo di uno studioso che ha dedicato la propria vita al diritto processuale penale e che, forte della propria esperienza, offre al Paese un’analisi ponderata, fondata su competenza scientifica ed esperienza istituzionale.
Un intervento breve nei tempi, ma denso nei contenuti, che arricchisce il confronto pubblico e restituisce al dibattito la profondità tecnica e culturale che una riforma di tale portata merita.



















