Il Festival di Sanremo non sarà solo una gara canora, ma un lungo, sentito omaggio all’uomo che ha inventato la televisione moderna in Italia. A sei mesi dalla scomparsa di Pippo Baudo, la 76esima edizione della kermesse si prepara a celebrare il suo storico “direttore artistico per antonomasia”, colui che per 13 volte ha trasformato il Teatro Ariston nel centro del mondo.
Il gesto di Carlo Conti
L’attuale conduttore, Carlo Conti, ha voluto iniziare questo percorso con un gesto simbolico ma potente: la dedica ufficiale del suo camerino a Baudo. Non è solo un tributo formale, ma il riconoscimento di un debito di gratitudine verso chi ha tracciato la strada per tutti i presentatori a venire.
”Pippo non ha solo condotto il Festival; lo ha plasmato, lo ha reso l’evento sociale che conosciamo oggi,” ha commentato Conti durante i preparativi.
Il grande ritorno di “Sanremo Top”
La vera sorpresa per il pubblico sarà però il ritorno di un format storico nato proprio dall’intuizione di Baudo nel 1994: Sanremo Top.
Dopo la chiusura del Festival, la musica continuerà a essere protagonista con due serate evento previste per sabato 7 e 14 marzo 2026. Ecco cosa dobbiamo aspettarci:
Il verdetto del mercato: A differenza della classifica finale della settimana del Festival, queste puntate analizzeranno l’andamento reale dei brani nelle classifiche di vendita e streaming.
I 30 Big di nuovo insieme: Tutti gli artisti in gara torneranno sul palco per confrontarsi con il successo ottenuto presso il grande pubblico.
Interviste e retroscena: Un mix di musica e talk, ricalcando lo stile che Baudo utilizzava per dare voce ai cantanti lontano dalla tensione della competizione.
Un ponte tra epoche diverse
Riproporre Sanremo Top nel 2026 significa unire la nostalgia degli anni ’90 alla modernità del mercato discografico attuale. Sebbene i tempi siano cambiati e i dischi fisici abbiano lasciato il posto ai clic, l’obiettivo resta lo stesso: onorare la memoria di un uomo che, fino all’ultimo, ha creduto nel potere della canzone italiana.
Anna Rita Santoro e Ubaldo Santoro



















