L’eurodeputata della Lega Silvia Sardone ha cancellato il video pubblicato sui social in cui difendeva il poliziotto Carmelo Cinturrino, che il 26 gennaio scorso ha sparato e ucciso il pusher Abderrahim Mansouri durante un controllo nel boschetto di Rogoredo (quartiere della periferia di Milano). Le indagini hanno però acclarato uno scenario completamente diverso da quello emerso inizialmente e il poliziotto ha fatto mea culpa. Nonostante la rimozione, il contenuto della leghista Silvia Sardone ha continuato a circolare online, diventando rapidamente virale.

Rogoredo, il video cancellato da Silvia Sardone
Nel filmato, diffuso sui suoi profili social, Sardone prendeva posizione a sostegno dell’agente Cinturrino, intervenendo su una vicenda che ha acceso il dibattito politico e mediatico. La cancellazione è avvenuta poche ore dopo che il poliziotto Carmelo Cinturrino ha confermato la messinscena, alterando la scena del delitto mettendo una pistola finta. Inoltre i “metodi intimidatori” del poliziotto nelle operazioni, che lui ha espressamente negato, trovano “conferma” nelle testimonianze. L’ha scritto il gip Domenico Santoro nell’ordinanza di custodia in carcere per il poliziotto per l’omicidio volontario di Abderrahim Mansouri.
Tuttavia, copie del video della parlamentare europea della Lega Silvia Sardone erano già state salvate e ricondivise da utenti e pagine social, favorendone la diffusione.
Rogoredo, Silvia Sardone finisce nella bufera
La rimozione del video non ha fermato la circolazione del contenuto, che continua a essere rilanciato online e a generare commenti.
Il caso evidenzia ancora una volta come contenuti politici pubblicati sui social possano diventare virali anche dopo la cancellazione, alimentando il dibattito pubblico.
Il giornalista Andrea Scanzi ha commentato su Facebook: “Sono fantastici. Come racconta Italia Mattanza, c’é un via vai di post cancellati da politici e giornalisti. In questo caso l’eurodeputata della Lega Silvia Sardone, in tutta fretta, cancella il suo in difesa del poliziotto di Rogoredo, ora accusato di omicidio. Troppo tardi! Ne ho conservata una copia anch’io. Sono sessanta secondi semplicemente bellissimi: per l’interpretazione, per i testi, per tutto. Lo sguardo finto indignato che la Sardone esibisce quando dice Giù le mani dalla polizia! é una cafonata recitativa che non vedevo dai tempi di Alex l’ariete. Si vola”.
Scanzi ha poi pubblicato anche un post social dell’eurodeputata leghista su Facebook: “Il video (poi cancellato) in cui la Sardone fa la povera addolorata davanti al commissariato di polizia, elogiando il poliziotto poi scopertosi assassino e corrotto (stando agli inquirenti), é già nella storia. Una recitazione degna di Michelle Hunziker in Alex l’ariete. La mitologica Sardone però ha fatto anche altro. Per esempio ha cancellato pure quest’altro post, sullo stesso tema. Ma anche questo post era così bello che non ho potuto non conservarlo ed eternarlo. IDOLO Silvia. Merita una medaglia (cit)”.
Sulla gaffe di Silvia Sardone è intervenuta anche l’opinionista tv e blogger Selvaggia Lucarelli sui suoi profili social.
Rogoredo, Silvia Sardone a È sempre Cartabianca: “Rifarei quel video”
Accesa discussione durante la trasmissione È sempre Cartabianca tra la conduttrice Bianca Berlinguer e l’eurodeputata della Lega Silvia Sardone sulle reazioni del centrodestra dopo il caso di Rogoredo.
Al centro del confronto il video poi cancellato da Sardone, in cui l’esponente leghista attaccava Mansouri ed esprimeva sostegno al poliziotto Carmelo Cinturrino.
Durante la puntata, Bianca Berlinguer ha incalzato Sardone sulle motivazioni della cancellazione del video e sulle reazioni politiche successive al caso Rogoredo.
La conduttrice ha posto domande dirette sulla presa di posizione dell’eurodeputata e sul messaggio trasmesso dal contenuto pubblicato sui social.
Sardone ha reagito con fermezza alle domande, ribadendo la propria posizione e alzando i toni del confronto in studio: “La domanda non è se è stato un errore quel video, la domanda giusta e se lo rifarei e io dico che lo rifarei”.
L’eurodeputata ha continuato a difendere la sua linea politica sul caso, sottolineando il sostegno alle forze dell’ordine e contestando le critiche ricevute dopo la pubblicazione del video.
Rogoredo, Marco Travaglio attacca Matteo Salvini e Giorgia Meloni
Il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio ha attaccato Matteo Salvini e Giorgia Meloni a La7: “L’hanno pestata grossa, volevano voti per il referendum ma si sono scavati la fossa da soli. Si sono fatti del male da soli, per la gente la politica è la categoria più sputtanata e meno credibile, molto meno della magistratura“.
Rogoredo, l’ennesima propaganda del centrodestra per attaccare la magistratura sortisce l’effetto boomerang
I fatti di cronaca diventano un pretesto per il Governo guidato dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni per attaccare i magistrati e sostenere che se al referendum dovesse passare il sì potremmo contare su una giustizia più efficiente. In realtà è l’ennesima bufala trasmessa a reti unificate da Rai e Mediaset.
il vicepremier, ministro e leader della Lega, Matteo Salvini si era subito fiondato sulla storia di Rogoredo con una sentenza da social: “Io sto col poliziotto”, senza se e senza ma. Il Carroccio aveva perfino promosso una raccolta firme di “solidarietà” a favore dell’agente Carmelo Cinturrino, come se l’appartenenza a una divisa bastasse a certificare una verità.
Tre giorni dopo l’uccisione del pusher da parte del poliziotto, a Dritto & Rovescio il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami si scagliava contro i magistrati per aver osato indagare il poliziotto responsabile dell’omicidio e i suoi colleghi. “Questo si gira, gli punta una pistola, il poliziotto gli spara, ahimè lo uccide, e la magistratura lo indaga per omicidio volontario”.
Rogoredo, le opposizioni e anche Avvenire smontano la propaganda della destra e attaccano il Governo
“Ci vorrebbero le scuse in serie da parte di Meloni, Salvini, Piantedosi perché in questi giorni quello che hanno fatto è stata una continua delegittimazione e criminalizzazione della magistratura”, ha detto in Aula Angelo Bonelli di Avs.
“Venite ora in Aula e chiedete scusa voi e i vostri servi di regime prezzolati che vanno in tv a dire cose sconce”, ha attaccato il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi.
“Non bisognerebbe strumentalizzare a proprio uso e consumo la cronaca. La politica dovrebbe evitare la superficialità, dovrebbe lasciar lavorare la giustizia, approfondire, interpretare i fatti e dare soluzioni. Se vogliono tutelare le forze dell’ordine e i tantissimi professionisti che lavorano per il bene comune in condizioni precarie, lavorino su assunzioni, organici e stipendi, e la smettano con la propaganda permanente”, ha concluso l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Durissimo l’attacco al Governo anche da parte dell’autorevole quotidiano dei cattolici italiani Avvenire che si è scagliato contro la politica degli slogan.


















