La serata finale del Festival di Sanremo è stata segnata da un momento destinato a rimanere negli annali della kermesse: l’ingresso trionfale di Andrea Bocelli. Sulle note evocative della colonna sonora de Il Gladiatore, il tenore è apparso all’esterno del Teatro Ariston in sella a Caudillo, un maestoso purosangue lusitano bianco.
Questo ingresso scenografico non è stato solo un esercizio di stile, ma un richiamo simbolico a un altro momento storico del Festival: l’entrata a cavallo di Roberto Benigni nel 2011 per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Un Viaggio nella Memoria: dal 1994 a Oggi
Accompagnato da Carlo Conti, Bocelli ha attraversato il foyer per raggiungere il palco che lo vide nascere artisticamente. L’emozione è salita ai massimi livelli quando la voce registrata di Pippo Baudo — l’uomo che lo scoprì e lo lanciò nel 1994 — ha introdotto la sua esibizione.
Il tenore ha incantato il pubblico dell’Ariston con due brani iconici della sua carriera:
”Il mare calmo della sera”: la canzone che gli valse la vittoria nella sezione Nuove Proposte trent’anni fa.
”Con te partirò”: il successo globale del 1995 che lo ha reso l’ambasciatore della musica italiana nel mondo.
Gratitudine e Riconoscimenti
Durante la sua esibizione, Bocelli ha voluto rendere omaggio alle figure chiave del suo percorso, citando con gratitudine Caterina Caselli, fondamentale nella scelta del suo primo brano sanremese, e il maestro Carlo Bernini, suo direttore d’orchestra e collaboratore da quarant’anni.
A suggellare questa partecipazione straordinaria, è arrivato il Premio Città di Sanremo, conferito al tenore per il suo immenso contributo alla diffusione della canzone italiana a livello globale. Una standing ovation commossa ha salutato quello che è stato, senza dubbio, l’evento più atteso della serata.
Anna Rita Santoro e Ubaldo Santoro
























