Un incontro intenso tra testimonianza, sport e istituzioni per educare i giovani alla cultura del rispetto e rafforzare l’impegno contro la violenza di genere attraverso la campagna “Amami e Basta”.
Questa mattina, alle ore 10.30, presso l’Istituto Sacro Cuore Trinità dei Monti di Roma, si è svolto un intenso e partecipato incontro dedicato alla presentazione del libro “Mia o di nessun altro. La storia di Filomena Di Gennaro”, scritto dal giornalista e autore Mirko Giudici e pubblicato da Graus Edizioni.
Un evento carico di emozione, riflessione e consapevolezza, inserito nel solco della campagna “Amami e Basta”, nata nel 2020 per rispondere concretamente all’aumento dei casi di violenza domestica durante il lockdown del Covid-19 e divenuta negli anni un punto di riferimento nella lotta contro la violenza di genere.
A moderare l’incontro è stata la Prof.ssa Alessandra Allegrini, docente di storia e storia dell’arte dell’Istituto Sacro Cuore, che ha guidato il dialogo tra i relatori accompagnando gli studenti in un percorso di ascolto e riflessione su uno dei temi più urgenti della nostra società: il rispetto e la tutela della dignità delle donne.
Le voci dell’incontro: istituzioni, sport e cultura
Tra gli interventi più significativi della mattinata quello della Dr.ssa Betty Bavagnoli, Head of Women’s Football AS Roma, che ha parlato ai ragazzi dell’importanza dello sport come strumento educativo. Bavagnoli ha sottolineato come il calcio e lo sport in generale possano diventare un potente veicolo di valori: rispetto, collaborazione, inclusione e parità.
Secondo la dirigente giallorossa, l’educazione sportiva rappresenta una palestra di vita, capace di insegnare ai giovani il rispetto dell’altro e il rifiuto di ogni forma di violenza.
Un altro intervento di grande rilievo è stato quello della Dr.ssa Elena Grossi, Direttrice Marketing di Sanoma Italia, che ha affrontato con lucidità il tema degli stereotipi di genere e della cultura patriarcale ancora presente nel tessuto sociale. Grossi ha invitato i giovani a sviluppare uno sguardo critico verso i modelli culturali che, spesso inconsapevolmente, alimentano disuguaglianze e discriminazioni.
La testimonianza che diventa impegno
Il momento più toccante della mattinata è stato senza dubbio la testimonianza di Filomena Di Gennaro, vittima di tentato femminicidio.
Da oltre vent’anni Filomena porta la sua storia nelle scuole e nei contesti educativi, trasformando il dolore in una missione civile. La sua voce, ferma ma carica di emozione, ha raccontato ai ragazzi il valore della libertà, della dignità e del coraggio di denunciare.
Attraverso il Progetto Milena, sostenuto dal SIM Carabinieri, Filomena Di Gennaro continua a incontrare studenti in tutta Italia per sensibilizzare le nuove generazioni e promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco.
Il ruolo delle istituzioni e del Progetto Milena
Durante l’incontro ha preso la parola anche il Tenente Colonnello Giuseppe Bonadonna, Presidente del SIM Carabinieri, che ha illustrato il lavoro svolto sul territorio per garantire sicurezza e supporto alle vittime di violenza.
Bonadonna ha spiegato l’importanza delle attività del Progetto Milena, che mira a creare una rete di prevenzione e sensibilizzazione capace di coinvolgere scuole, istituzioni e comunità locali.
A rappresentare il mondo accademico è intervenuta una tirocinante della Prof.ssa Laura Seragusa, docente della LUMSA e Capo del Dipartimento Salute e Benessere del SIM Carabinieri, che ha portato il contributo della ricerca e della formazione universitaria nel contrasto alla violenza di genere.

Il valore della cultura e della parola
Nel corso della mattinata è intervenuto anche Mirko Giudici, scrittore, giornalista e autore del libro, che ha letto alcuni estratti di “Mia o di nessun altro”.
Le sue parole hanno accompagnato il pubblico dentro una storia vera, dolorosa ma anche profondamente umana, capace di accendere una riflessione sulla cultura del rispetto tra i giovani.
Giudici ha sottolineato come la narrazione possa diventare uno strumento potente di educazione civile: raccontare queste storie significa impedire che vengano dimenticate e contribuire a costruire una società più consapevole.
Il racconto di chi c’era
A chiudere l’incontro è stato un intervento particolarmente significativo: quello del Tenente Colonnello Peter Pace Forconi, marito di Filomena Di Gennaro ed ex comandante della Scuola Allievi Marescialli di Velletri.
Forconi ha ricordato il drammatico giorno dell’agguato da parte dell’ex fidanzato di Filomena, Marcello Monaco, episodio nel quale riuscì a salvare la vita della donna. Le sue parole hanno rappresentato un momento di grande intensità emotiva, trasformandosi in un messaggio di speranza e di responsabilità collettiva.
La forza della campagna “Amami e Basta”
L’incontro si inserisce nel contesto della campagna “Amami e Basta”, nata per contrastare concretamente la violenza domestica.
Negli anni l’iniziativa ha promosso numerose attività:
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incontri educativi nelle scuole
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installazione di panchine rosse nei municipi con il numero antiviolenza 1522
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eventi di raccolta fondi per creare percorsi di formazione professionale per donne ospitate nei centri antiviolenza
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donazione di lettini ginecologici e divisori alle ASL per garantire visite riservate alle vittime di abusi
Azioni concrete che permettono alle donne di ricostruire la propria autonomia, anche attraverso l’indipendenza economica.
Un simbolo di sport, solidarietà e futuro
La mattinata si è conclusa con un momento simbolico e profondamente significativo: la consegna di una maglia dell’AS Roma, donata dalla Dr.ssa Betty Bavagnoli a Filomena Di Gennaro, accompagnata da un mazzo di fiori offerto dall’Istituto.
Un gesto semplice ma carico di valore, che testimonia l’alleanza tra sport, cultura e impegno sociale nella lotta contro la violenza di genere.
Durante i saluti finali è stata inoltre annunciata la volontà di organizzare un importante evento presso il centro sportivo di Trigoria, promosso dall’AS Roma, per continuare a diffondere il messaggio della campagna.
Una lezione che resta
La giornata di oggi ha lasciato negli studenti e nei presenti molto più di una presentazione editoriale. È stata una lezione di vita, un invito a costruire relazioni basate sulla libertà, sul rispetto e sulla responsabilità.
Filomena Di Gennaro, sostenuta dal SIM Carabinieri e dall’autore Mirko Giudici, continua a portare la sua testimonianza in tutta Italia, convinta che l’educazione dei più giovani sia la chiave per prevenire la violenza di domani.
Perché ogni storia raccontata, ogni incontro, ogni parola condivisa può diventare un seme di cambiamento. E oggi, tra le mura dell’Istituto Sacro Cuore Trinità dei Monti, quel seme è stato piantato ancora una volta.



















