Il mondo della musica italiana si sveglia con una notizia che non avrebbe mai voluto ricevere: Pasquale “Paki” Canzi, il volto solare e il cuore pulsante dei Nuovi Angeli, ci ha lasciati. Una scomparsa improvvisa, avvenuta nel sonno nella notte di domenica 15 marzo, che lascia un vuoto incolmabile in una generazione cresciuta con le sue melodie spensierate e i suoi testi carichi di vita.
Dalle Radici Milanesi al Successo Nazionale
Nato a Milano l’8 settembre 1947, Pasquale portava il nome del nonno, ma per tutti era semplicemente Paki. La sua avventura musicale inizia con il duo Paki & Paki, per poi evolversi nel complesso che avrebbe cambiato la sua vita: i Nuovi Angeli. Il nome, ispirato a una pellicola di Ugo Gregoretti, divenne presto sinonimo di freschezza e innovazione nel panorama del beat e del pop italiano.
Dai primi passi nel 1966 alla sigla di Mike Bongiorno per La fiera dei sogni, fino alla consacrazione sul palco del Festivalbar 1967, la sua carriera è stata un’ascesa continua verso l’affetto del grande pubblico.
Una Playlist di Emozioni: I Grandi Successi
Paki non era solo un interprete, era il custode di un’epoca. Sotto la sua guida, i Nuovi Angeli hanno sfornato successi che ancora oggi vengono cantati da tutte le età:
Donna felicità: Un inno alla gioia e alla spensieratezza che ha scalato le classifiche.
Singapore: Con quel ritmo esotico e trascinante che ha fatto ballare l’Italia intera.
Ragazzina ragazzina: Una ballata dolce e nostalgica.
Anna da dimenticare: Un brano più maturo e malinconico, testimonianza della sua versatilità artistica.
L’Ultimo Giorno tra gli Amici
Ciò che rende questa perdita ancora più dolorosa è la sua natura improvvisa. Solo poche ore prima del decesso, Paki era stato visto sorridente e pieno di vita in compagnia dello storico paroliere Daiano e di altri amici di una vita. La musica era ancora al centro dei suoi pensieri: era infatti in programma un concerto a Bareggio, l’ennesimo appuntamento con quel pubblico che non ha mai smesso di amarlo.
Paki Canzi se ne va in punta di piedi, nel silenzio della notte, lasciando però dietro di sé un’eco sonora potente e colorata. La sua voce e il suo spirito continueranno a vivere ogni volta che una radio passerà le note di quella “Donna felicità” che lui ha saputo regalarci per così tanti anni.
Paki Canzi resta un’icona di quel periodo d’oro della musica italiana che sapeva unire semplicità e qualità compositiva.
Anna Rita Santoro e Ubaldo Santoro



















