Il 18 aprile presso la sede dell’Ambasciata uzbeka sita in via Giovanni Bessarione 8 a Roma si è tenuto un evento dedicato a
un anniversario di Amir Temur. Seicentonovant’anni passati dalla nascita del grandissimo condottiero e personaggio importantissimo per la storia e cultura uzbeka sono stati celebrati in un modo che segna lo sviluppo dei rapporti culturali fra l’Italia e l’Uzbekistan: un incontro con gli scrittori che hanno dedicato le proprie opere letterarie all’Uzbekistan, la sua storia, cultura e ricco patrimonio artistico internazionale.
Ha presentato l’evento Gulnara Khamidova. Dopo gli iniziali saluti dell’Ambasciatore uzbeko in Italia Abat Fayzullaev e un discorso di Tolib Olimjonov che ha ribadito l’importanza della figura iconica di Amir Temur nella storia e cultura dell’Uzbekistan, sono intervenuti gli autori dei libri dedicati alla terra e al popolo uzbeki.
Hanno partecipato al dibattito presentando le proprie opere letterarie Michele Bernardini, Vittorio Russo, Paolo De Angelis, Stefano Russo, Giulio Ravizza. L’opera di Michele Bernardini si intitola “Amir Temur” e narra le vicende del grande condottiero mongolo noto in Occidente come Tamerlano, primo sovrano dell’impero timuride da lui fondato e guidato. Paolo De Angelis ha presentato il suo libro “Il sistema Uzbekistan. L’Italia e l’Uzbekistan: l’eredità di un legame secolare”. Stefano Russo ha parlato della sua opera dall’invitante titolo “Benvenuti in Uzbekistan” Giulio Ravizza ha presentato il suo libro “Anche se proibito, la folle impresa di Igor Savitsky”.
L’intervento di Vittorio Russo su “L’Uzbekistan di Alessandro Magno” è stato preceduto dall’analisi puntuale della prof.ssa e storica Jolanda Capriglione e si è concentrato sulla rigorosa ricostruzione della faticosa conquista dell’Asia Centrale da parte del sovrano macedone, accompagnata da una scrittura capace di restituire, con forza evocativa, il volto dell’Uzbekistan, terra di straordinaria profondità storica e culturale. Da quest’intervento veniva fuori il fascino inesauribile della terra uzbeka che si offre al viaggiatore attraverso il garbo dell’accoglienza e la semplicità autentica del suo pane. L’autore ha richiamato alcuni passaggi decisivi della vicenda alessandrina, che l’hanno spinto a tornare più volte in Uzbekistan, soffermandosi in particolare sulla conquista dell’antica Sogdiana — oggi divisa tra Uzbekistan e Tagikistan.
In questo contesto Vittorio Russo ha rievocato l’episodio drammatico dell’uccisione di Clito il Nero. In un impeto d’ira, acuito dall’ebbrezza, Alessandro colpì a morte con la lancia il suo più fidato compagno d’armi e fratello della sua nutrice, proprio a Samarcanda, l’antica Maracanda, per poi abbandonarsi a un tormentoso pentimento. Aver calpestato quelle pietre è stato per l’autore uno dei momenti più intensi: lì la storia gli è sembrata arrestarsi, condensandosi in una presenza viva, quasi palpabile.
L’editore Sandro Teti, intervenuto successivamente, ha sottolineato l’ampiezza degli orizzonti esplorati dal libro, arricchito dall’autorevole prefazione di Franco Cardini.
L’intervento del fondatore dell’omonima casa editrice, Sandro Teti, era mirato a far conoscere il suo costante impegno nel diffondere in Italia la storia e la cultura uzbeke. È merito della “Sandro Teti Editore” la pubblicazione di una serie di libri dedicati a questo paese orientale, fra cui, oltre all'”Uzbekistan di Alessandro Magno” di Vittorio Russo, “Il linguaggio degli uccelli” di Alisher Navoi, l’epos nazionale “Baburnama” e un libro che narra l’apporto del popolo uzbeko nella vittoria sul nazismo durante la Seconda guerra mondiale. Sandro Teti ha fatto notare un’asimmetria nelle reciproche conoscenze che esiste fra il popolo uzbeko e quello italiano. Mentre gli uzbeki conoscono la storia e cultura dell’Italia, soltanto gli intellettuali e orientalisti italiani conoscono, per ora, la storia è cultura uzbeke. C’è,quindi, ancora tanto da fare in Italia per diffondere il patrimonio culturale dell’Uzbeistan.
Lorenzo Pubblici, Roberto Boltri e Rolando Montecalvo hanno assistito all’evento online e sono intervenuti svelando alcuni segreti racchiusi nelle loro opere. Lorenzo Pubblici ha presentato “La storia dei mongoli” e “La Rus di Kiev: crocevia di Europa e Asia nel Medioevo”. Rolando Boltri ha parlato dei suoi due libri “Esubero in Turchestan” e “Una tragedia dimenticata”. Rolando Montecalvo si è focalizzato sulla propria “Miniatura uzbeka”.
Ha partecipato all’evento anche il Presidente della Fondazione “Vatandoshlar” Odiljon Sattorov avviando la presentazione di libri “Cento fatti sui grandi studiosi” e “Tashkent con Ali e Lali”, il primissimo libro uzbeko destinato ai bambini tradotto e stampato in collaborazione con l’Associazione “Mirzo Ulugbek”.
La regista italiana Stella Marotta ha fatto conoscere ai presenti la sua opera cinematografica intitolata “Uzbekistan” di cui è stato proiettato il trailer.
L’evento si è concluso con le interviste agli autori per TV e web nonché con il rinfresco a base di “plov”, piatto nazionale di traduzione amato in Uzbekistan e all’estero.
Resta solo augurare che, come ha suggerito nel suo intervento l’Ambasciatore del’Uzbekistan in Italia Abat Fayzullaev, gli incontri con gli autori diventino, d’ora in poi, un appuntamento fisso per l’Ambasciata e avvengano con una cadenza regolare.
Olga Matsyna



















