Si avvicina la data del ventennio dell’indipendenza montenegrina. Noi di Paese Roma ci sentiamo vicino a tutti i popoli che ottengono l’indipendenza e vi presentiamo un regista del cinema internazionale che ha scelto il Montenegro per ragioni artistiche e creative quando nel suo paese d’origine la libertà della parola è venuta a mancare. È Salavat Vakhitov, in arte Alex Silence, trasferitosi dalla città di Beloretsk, Bashkortistan (Russia) nella città di Budva (Montenegro) nel 2023.
Paese Roma: Salavat, Lei è un regista e pittore che ha scelto il Montenegro per vivere e creare. Ci dica a cosa sarà dedicata la Sua prossima mostra personale di pittura?
Alex SILENCE: Mi ha sempre interessato il tema della fede, del soprannaturale, del mondo degli dei, degli angeli. In ogni sceneggiatura che scrivo, non solo nei dipinti, ci sono personaggi di questo mondo, chiamiamolo il Mondo degli Dei. Attualmente, alcune gallerie in Montenegro sono interessate ai miei dipinti e film perché, di solito, se mi interesso a un tema, mi ci attengo: nei film che giro e nei dipinti che realizzo. Prima della guerra (invasione russa in Ucraina avvenuta il 24 febbraio 2022, NdR) stavo lavorando a un grande progetto cinematografici con partner italiani. In quel film, gli angeli interagivano con persone reali, proteggendole dai mali. C’è, per esempio, la figura di un Angelo Custode. Il film si intitola “Resurrezione”.
Paese Roma: Ci parli delle sue radici e di come la Sua origine trova risonanza nella Sua creatività artistica, in particolare, nell’arte figurativa.
Alex SILENCE: Il fatto è che sono un bashkiro, nato a Ufa, la capitale della Repubblica del Bashkortostan. I miei antenati, i miei bisnonni erano mullah ufficiali nominati per decreto e anziani tribali. Ho accettato consapevolmente il battesimo diventando cristiano ortodosso all’età di trentacinque anni con il nome di Alessandro, quindi, ho preso il nome d’arte di Alex Silence. Ero interessato alla personalità di Gesù Cristo fin dall’infanzia. Sono passati vent’anni dal mio battesimo, e questi anni mi hanno dato molto nella comprensione del mio ruolo nella vita, nella comprensione di me stesso, della natura umana. Tutto ciò mi aiuta nel mio lavoro. È importante non solo nel cinema dove la comprensione della psicologia umana è cruciale, ma anche nella pittura dove le immagini della Madre di Dio, del Salvatore, degli Angeli e il posto dell’uomo in questa gerarchia sono diventati per me temi principali.
Paese Roma: Cosa L’ha portata a trasferirsi in Montenegro, e perché ha scelto questo paese e, in particolare, la città di Budva?
Alex SILENCE: A dire il vero, non ho scelto proprio il Montenegro; ci sono finito per caso. La mia prima scelta è stata la Serbia, Belgrado, perché ho capito che le radici della guerra attuale in Ucraina risalivano ai Balcani. Ho scritto una sceneggiatura per un film d’animazione anti-guerra intitolato “Il destino”, ma non mi è stato permesso di realizzarlo in Russia. Le sceneggiature che ho scritto sono ancora rimaste lettera morta, ma, credo che abbiano solo acquisito valore con il tempo, e sono pronto a girare i rispettivi film in Europa. Quanto al Montenegro, mi ha accolto calorosamente; ho immediatamente trovato amici e colleghi. Nelle prime due settimane del mio soggiorno sul suolo montenegrino, la fondazione caritatevole “Pristanishte” (“Rifugio”) mi ha dato vitto, alloggio e connessione telefonica permettendomi di sopravvivere per potere poi trovare un lavoro in un cantiere edile e affittare una casa. Di tutto ciò ringrazio di cuore i findatori e i collaboratori di “Pristanishte” Svetlana ed Alexander Shmelev, Andrey, Ludmilla, Alena, Marina e i miei numerosi nuovi amici che mi hanno ridato la speranza. Ho capito che potevo crescere artisticamente qui e ho continuato a dipingere e a fare film, fondando una società di produzione a Budva, e ho continuato a lavorare.
Paese Roma: Ci parli di cosa L’ha spinta a fare cinema e perché ha scelto la regia. Che cosa ricorda dei Suoi studi al VGIK (Università del cinema di Stato della Russia, NdR)?
Alex SILENCE: Il mio avvicinamento al cinema è stato logico, anche se non avevo mai sognato di fare il regista. Disegnavo film d’animazione, realizzavo dipinti, e, all’inizio, ho fatto la domanda d’ammissione per la facoltà di pittura del VGIK, ma non sono stato ammesso. Essendo già pittore e avendo già esposto i miei quadri alle mostre d’arte, ho pensato: perché studiare la stessa cosa di nuovo? Così ho presentato la domanda per il corso di regia. Nel 1993, sono stato ammesso al laboratorio del professor Kochetkov presso il VGIK. Ho avuto la fortuna di avere Alexander S. Kochetkov fra I miei maestri. Il programma era ampio e multidisciplinare, ciò che, ai tempi, era una più unica che rara. Essendo i registi del cinema documentario, dovevamo girare anche “feature film” e mettere in scena spettacoli tratrali. Tornando al maestro Kochetkov, ricordo di averlo accompagnato alla metropolitana parlando del mio film di diploma. Mi ha indicato tutti i miei errori nel montaggio perché ne ricordava ogni inquadratura. Dettaglio che mi ha colpito. Il maestro era sempre così attento nei confronti di ogni allievo.
Paese Roma: Qual è, a Suo avviso, il Suo compito principale da regista? Quali sono gli argomenti trattati nei Suoi film, e quali progetti sono ancora in sviluppo?
Alex SILENCE: Come ha detto il nostro maestro Alexander S. Kochetkov, il compito principale di un film dovrebbe essere positivo. Ho perso i miei genitori presto, ho pensato molto, ho analizzato e ho capito. Mi ha aiutato il fatto di aver accettato il battesimo prima dii accostarmi al cinema. Per me, è fondamentale trasmettere allo spettatore che la vita non finisce con la morte, che, dopo di lei, c’è qualcosa di infinito e bello. Provavo il desiderio di Eternità fin dall’infanzia. Se potrò trasmettere questo desiderio e amore per l’Eternità nei miei film, sarò felice… Sono solo all’inizio del mio percorso. Tutti i miei film più importanti sono ancora là da venire. Per ora, sono riuscito a girare un film sull’antica storia di un popolo e della sua terra. Sono riuscito a girare un film su mio padre. Era uno scrittore famoso del Bashkortistan. È mancato molto presto, e la sua perdita ha influenzato molto la mia creatività.
Paese Roma: Ha impiegato dodici anni per lavorare su “La Resurrezione. Il Primo giorno”. Ci parli dell’idea e delle fasi principali di questo progetto.
Alex SILENCE: Sì, dodici anni di vita li ho passati vivendo all’interno di questo film. Ogni sei mesi facevo domanda al Fondo russo per il cinema e al Ministero della Cultura. Ho rifiutato altri progetti perché “La Resurrezione” doveva essere il mio contributo a una Russia libera che abbia una società civile attiva e fortemente sentita. Credevo che la Russia avrebbe mostrato al mondo uno sviluppo spirituale. Ho incontrato Alexei Navalny; gli è piaciuta l’idea. Ho girato una parte del film, l’ho presentata a Cannes, ho incontrato cineasti italiani che sono diventati dei partner. Tutto era pronto per quanto riguarda gli attori, e il Ministero della Cultura russo ha sostenuto il progetto, nel 2021, ma l’invasione della Russia in Ucraina ha distrutto i nostri piani e la mia fede nella Russia come in una nazione pacifica.
Paese Roma: Come ha cambiato la Sua vita e la Sua arte l’invasione su vasta scala della Russia in Ucraina?
Alex SILENCE: È stata una tragedia personale; ero stato per dodici anni convinto che la Russia fosse una nazione pacifica portatrice di una grande cultura. Vederla diventare uno stato nazista è stato peggio della morte. Non volevo più vivere; e il dodici anni di lavoro sono andati sprecati.
Paese Roma: Cosa pensa della guerra in generale e delle guerre in Ucraina e nel Medio Oriente? Come si riflette, nella Sua arte, la Sua posizione anti-guerra?
Alex SILENCE: Odio le guerre. Se i politici portano alla guerra, sono incompetenti e dovrebbero lasciare la politica.
Paese Roma: Cosa indica, secondo Lei, la salute mentale e psicologica di un individuo, e perché è rilevante nel mondo moderno?
Alex SILENCE: Una persona sana può solo amare – la vita, i figli, il lavoro, il paese, la verità. Una persona mentalmente e psicologicamente normale si trova sempre in uno stato di amore.
Paese Roma: Come definirebbe il fascismo e il nazismo? Cosa dovrebbe fare la società attuale per prevenire la loro rinascita?
Alex SILENCE: La nazionalità è un’invenzione medievale. Il problema non è la nazionalità, ma il fatto che il denaro sia diventato una merce, e una stretta cerchia di famiglie detenga il potere. La nazionalità, la religione, le guerre di classe sono strumenti per controllare le persone.
Paese Roma: Come vede il futuro della Russia e le sue relazioni internazionali, in particolare con l’Ucraina e gli stati dell’ex URSS?
Alex SILENCE: La Russia ha bisogno di trenta-cinquant’anni di espiazione delle proprie colpe. Dovrebbe dissolversi in stati più piccoli per sconfiggere il proprio nazionalismo chauvinista. Particolarmente orrendo è il grande chauvinismo russo fra persone ignorante e quelle giovani. Ed è molto conveniente ai banditi che siedono al Cremlino.
Paese Roma: Come finanzia la Sua arte e la cultura oggi?
Alex SILENCE: Lavoro nel settore edile
Con i proventi di quest’attività, acquisto materiali, dipingo e giro film. Io continuo a svolgere attività artistiche qui nel Montenegro, anche se ciò diventa di giorno in giorno più complicato. La Russia mi ha rifiutato la cittadinanza. Tutti i miei documenti sono stati rubati. Nel Montenegro mi trovo in una situazione difficilissima. In Russia non posso andare, ed è pure pericoloso: hanno tentato già due volte di mettermi in carcere, in Russia.
Paese Roma: Vorrebbe che il Bashkortostan fosse indipendente, o potrebbe rimanere nella Russia con riforme democratiche?
Alex SILENCE: Vorrei che fosse sovrano, ma è impossibile in quanto tra il Bashkortistan e il Kazakistan i russi hanno creato una zona cuscinetto: la regione di Orenburgo. Di conseguenza, il Bashkortistan non ha frontiere esterne e risulta un’enclave all’interno della Russia. Va notato, però , che nessuno ha mai conquistato i bashkiro. Nemmeno FlGengiz Khan è mai arrivato a tanto. I bashkiro si sono uniti allo stato russo di loro spontanea volontà. Il patto stipulato da loro con Ivan il Terribile non è stato violato nemmeno dai bolscevichi. La Bashkira è stata una repubblica autonoma all’interno della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, le sue terre appartenevano al popolo bashkiro. Questo patto storiche è stato violato solo dal sacrilego dittatore Putin.
Paese Roma: Lei è un musulmano che ha scelto il cristianesimo. Come vede il dialogo tra le comunità cristiane e musulmane?
Alex SILENCE: La religione dovrebbe essere una scelta individuale; non c’è posto per essa nella politica.
Paese Roma: Se potesse rivolgersi ai principali leader politici ed economici, cosa direbbe?
Alex SILENCE: Andate via, avete portato il mondo alla guerra, siete incompetenti. La vostra vanità, il vostro orgoglio portano a guerre in continuazione. Giustificate le guerre con motivi religiosi, ma, in realtà, tutte le guerre ruotano attorno al denaro
Paese Roma: Ci parli di Suo padre e del suo contributo alla cultura bashkira.
Alex SILENCE: Mio padre era un famoso scrittore e critico letterario. Ha lavorato sodo e ha lasciato un’eredità immensa. Ho girato un film su di lui. I suoi libri sono ad Harvard e Oxford, ma non sono ancora tradotti in russo. Era una personalità molto scomoda: era capace di dire la verità in faccia ai potenti. Mi raccontava la verità sullo stato sovietico, su persone fucilate senza processo, sul genocidio del popolo bashkiro. Dopo l’insurrezione di Emiljan Pugachev (1773-1774, NdR), il popolo bashkiro ha subito una pulizia etnica La spedizione punitiva è stata condotta da Suvorov che incendiava interi villaggi bashkiri e metteva su zattere gli impiccati bashkiri senza risparmiare né vecchi né bambini. Ciò che poi hanno ripetuto i bolscevichi che hanno ammazzato il 60 per cento del popolo bashkiro dopo l’insurrezione di Ahmet Zaki Validi. Questo fatto non è ancora riconosciuto come genocidio da parte della comunità internazionale. È un argomento non solo per una nuova intervista, ma anche per un film che girerò.
Paese Roma: Come spiegherebbe l’epos bashkiro a rappresentanti di altre nazioni e come promuove la storia e la cultura bashkire?
Alex SILENCE: “Ural Batyr” è unico; è sotto la protezione dell’UNESCO. L’eroe sconfigge la Morte. Volevo fare un film d’animazione su di esso.Nel 2000, presso gli studi cinematografici “Bashkortistan”, ho fatto costruire un reparto del cinema d’animazione PEC realizzare “Ural Batte”. Ma l’allora direttore degli studi è stato colto in flagrante rubando allo stato, e siamo stati estromessi dai locali dell’ex fabbrica di macchinari agricoli “Ufaselmash”. Avevo messo due anni a costruire il reparto, senza potere mai realizzare il mio lungometraggio d’animazione. Ricordando le parole di un classico “la rovina della Russia sono le strade e gli stupidi”, ora la rovina della Russia sono i ladri e i banditi. Lo dichiaro con tutta la mia responsabilità.
Paese Roma: Si sente russo?
Alex SILENCE: No, mi sono sempre sentito un cittadino del mondo. Nel 1991 ho bruciato tutti i miei documenti. Per me, è stato un atto con cui contribuivo alla libertà dell’uomo sulla terra.
Paese Roma: Qual è l’essenza della cultura russa? Può l'”idea russa” essere utile?
Alex SILENCE: È un’idea pericolosa che consuma le nazioni più piccole. Sotto Putin, è diventata peggiore promuovendo il nazionalismo chauvinista. Mio nonno, mullah ufficiale e anziano della tribù, è stato fucilato senza processo dal commissario rosso Kashirin. Il nome di Kashirin è tuttora in uso in Russia: lo portano parecchie vie delle città bashkire. Di quale espiazione da parte del popolo russo può trattarsi se le vie portano nomi di assassini, se i militari che vanno ad occupare l’Ucraina hanno sui loro distintivi le parole “Dio è con noi”?!!
Ringraziamo Salavat Vakhitiv /Alex Silence dell’intervista e invitiamo i nostri lettori a seguire il suo percorso creativo sui social. Per mettersi in contatto con il regista e pittore ai fini di collaborazioni artistiche vi lasciamo il suo contatto:
Salavat Vakhitov
Klinci, Lunatica, Montenegro
+38268373162
akbuzatfilm@gmail.com
Olga Matsyna



















