ROMA – La Costituzione repubblicana come primo e fondamentale baluardo contro ogni forma di criminalità e illegalità. È stato questo il tema centrale del convegno promosso dall’Osservatorio Tecnico Scientifico per la Sicurezza, la Legalità e la Lotta alla Corruzione della Regione Lazio, presieduto dal Generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri in congedo Serafino Liberati, che si è svolto il 23 giugno presso la Sala Tirreno della Regione Lazio nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della nascita della Repubblica italiana.
L’iniziativa ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della magistratura, insieme a giovani ufficiali allievi della Scuola Ufficiali dei Carabinieri, allievi commissari della Polizia Penitenziaria, infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana e ufficiali del Corpo Militare Volontario della CRI. Presenti anche le associazioni delle Forze dell’Ordine in congedo.
«Si è voluto rendere visibile qualcosa che spesso, pur essendo concreta, visibile non è: la continuità della difesa della legalità repubblicana che, come una fiaccola olimpica, passa di mano in mano da generazione a generazione senza spegnersi mai», ha spiegato il Generale Liberati illustrando il significato della partecipazione congiunta di giovani e veterani delle istituzioni.
L’apertura dei lavori è stata affidata all’esecuzione dell’Inno d’Italia nella versione integrale voluta dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi, interpretata dalla cantante Elena Bonelli, da anni impegnata nella diffusione della cultura della legalità.
Ai saluti istituzionali, trasmessi da remoto, del presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Andrea De Priamo, sono seguiti quelli del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Quest’ultimo ha definito il tema del convegno «una chiamata alle armi per tutto il mondo politico», sottolineando come l’iniziativa rappresenti un’occasione per riflettere sul percorso compiuto dal Paese e per riaffermare il ruolo della Costituzione nel garantire un futuro fondato sulla legalità e sul bene comune.
Nel suo intervento introduttivo, Liberati ha ricordato come la Repubblica sia nata da una scelta di libertà e come la Costituzione ne rappresenti la più solida garanzia. Da qui l’esigenza di trasmettere alle nuove generazioni, attraverso lo studio e l’esempio concreto, il valore della legalità come strumento di contrasto a ogni forma di sopraffazione.
Il tema della sicurezza in rapporto alla Carta costituzionale è stato approfondito dal professor Luigi Ciaurro, docente di Diritto Costituzionale presso la LUMSA. Il relatore ha analizzato la presenza del concetto di sicurezza all’interno del testo costituzionale e il riparto delle competenze tra Stato e Regioni, evidenziando la necessità di mantenere sempre un equilibrio tra sicurezza, diritti fondamentali e libertà individuali.
Di grande rilievo anche l’intervento di Giovanni Salvi, già Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, che ha richiamato l’attualità della Costituzione quale frutto dell’incontro di differenti culture politiche e ideali. Secondo Salvi, proprio i principi costituzionali consentono di affrontare efficacemente le nuove forme di criminalità, sempre più comples
se e transnazionali, anche grazie al rispetto del diritto internazionale e alla cooperazione tra gli Stati.
Un focus specifico è stato dedicato alle illegalità ambientali con l’intervento dell’avvocata Paola Brambilla. La giurista ha definito la Costituzione un «argine mobile», capace di evolversi per rispondere alle sfide poste dai cambiamenti sociali e ambientali. In questo quadro, la riforma costituzionale del 2022 che ha introdotto la tutela dell’ambiente tra i principi fondamentali rappresenta, secondo Brambilla, un importante rafforzamento degli strumenti di tutela, accanto ai principi di solidarietà, cultura, scienza e giusto processo.
In collegamento da remoto è intervenuto anche Maurizio Block, Procuratore Generale Militare presso la Corte Suprema di Cassazione, che ha affrontato il rapporto tra legalità e Costituzione nell’ambito della giustizia militare. Il magistrato ha evidenziato il ruolo delle garanzie costituzionali nella prevenzione dei reati in ambito militare, soffermandosi anche sulla questione dei reati di genere.
A chiudere i lavori è stato nuovamente il Generale Liberati, che ha ringraziato relatori, istituzioni e partecipanti, richiamando il valore concreto della responsabilità individuale nella tutela della democrazia.
«Le Costituzioni, da sole, non difendono la democrazia», ha affermato. «Esse vivono nella misura in cui le donne e gli uomini scelgono, ogni giorno, di riconoscersi nei loro principi e di tradurli in comportamenti concreti».
Moderato dal giornalista e autore Pier Ernesto Irmici, il convegno ha registrato la partecipazione di oltre 200 persone, tra cui numerose autorità ecclesiastiche, civili e militari, confermando l’interesse e l’attualità di una riflessione sul ruolo della Costituzione quale presidio essenziale della legalità repubblicana.



















