La notte, quando il frastuono del giorno si acquieta e il respiro si fa più profondo, ogni uomo può avvertire una presenza che lo precede, una corrente sotterranea che scorre sotto la superficie della vita quotidiana.
Più antica della memoria, più vasta della storia personale, questa presenza accompagna ogni passo.
I saggi dell’antica India lo avevano compreso e lo avevano trasmesso con una semplicità che l’uomo contemporaneo, immerso nel rumore e nella fretta, fatica a riconoscere: tutto ciò che è stato dato, ciò che è stato, ciò che sarà, risiede già dentro di noi.
Non come un’idea astratta, ma come una verità che attende solo di essere riconosciuta.
Chi ci ha preceduto abita ancora in noi.
Le loro speranze, le loro paure, i loro amori e i loro silenzi si sono depositati nel terreno della nostra anima come semi che attendono la stagione giusta per germogliare.
Ogni gesto di chi ci ha preceduto ha lasciato una traccia, e quella traccia è diventata parte di noi.
Portiamo dentro di noi la forza di chi ha saputo attraversare le tempeste, la saggezza di chi ha imparato a proprie spese, la tenacia di chi non si è arreso.
Questo non costituisce un peso da sopportare, bensì un dono da accogliere.
I discendenti, allo stesso modo, non appartengono a un futuro lontano e indefinito.
Sono già presenti in ogni nostra scelta che disegna il mondo che erediteranno.
Ogni parola pronunciata, ogni azione compiuta si trasforma in un mattone posato sulla strada che percorreranno.
La consapevolezza di poter influenzare il destino di chi verrà dopo di noi rappresenta una delle testimonianze più alte della nostra umanità.
Gli antichi testi vedici lo affermano con una chiarezza che non ammette equivoci: gli antenati sono già in te, e i discendenti sono già in te.
Non esiste separazione,siamo un nodo in una rete che si estende all’infinito, un anello in una catena che nessuno può spezzare.
Questo legame con ciò che è stato e con ciò che sarà costituisce la fonte di una forza che pochi sanno riconoscere.
Quando la vita ci mette alla prova, quando la fatica si fa pesante e le certezze vacillano, possiamo attingere a questa riserva di energia che ci viene da lontano.
Possiamo sentire che le nostre cadute sono state già attraversate da altri, che le nostre vittorie sono state già celebrate da chi ci ha preceduto.
Possiamo immaginare i volti di chi verrà, le loro mani che toccheranno le stesse cose che abbiamo toccato noi, i loro occhi che vedranno le stesse luci che abbiamo visto noi.
Questa consapevolezza non ci schiaccia, ci solleva.
Dentro tutto questo si cela un invito più intimo e più urgente: la gentilezza verso se stessi.
Ogni forma di giudizio, anche quella che sembra più innocua, si trasforma in una barriera che ci separa dalla nostra stessa essenza.
La gentilezza verso se stessi non rappresenta un lusso per i deboli, ma una necessità per i forti.
Solo chi sa accogliere le proprie fragilità può accogliere quelle degli altri.
Solo chi sa perdonare i propri errori può perdonare quelli altrui.
La tradizione vedica insegna che tutto ciò che rafforza, nutre, stuzzica e ama è già dentro di noi.
Non c’è bisogno di cercare fuori ciò che abita già la nostra anima.
In un momento di quiete, quando il rumore del mondo si attenua e il respiro si fa più profondo, possiamo raggiungere questa dimensione interiore.
Non è un luogo lontano o una vetta da scalare.
È un battito che abbiamo sempre sentito, una voce che abbiamo sempre ascoltato, una presenza che abbiamo sempre avvertito senza mai darle un nome.
Quando tocchiamo questa presenza, quando la lasciamo parlare, quando ci affidiamo alla sua guida, scopriamo che tutto ciò che ci è stato dato, ciò che è stato, ciò che sarà, è già in noi.
E che noi, in questo istante, siamo già tutto.
RVSCB
Bibliografia
Rig Veda, I. 164. 46.
Atharva Veda, XII. 1. 1.
Bhagavad Gita, cap. II, vv. 11-30.
Ramana Maharshi, Chi sono io?, Edizioni Mediterranee, Roma 1989.
Eliade, Mircea, Lo yoga. Immortalità e libertà, Boringhieri, Torino 1973.
Krishnamurti, Jiddu, La libertà dal conosciuto, Astrolabio, Roma 1968.



















