Il cercatore si ferma sulla soglia, e la soglia è il suo stesso cuore. ‘Abd al-Qadir al-Jilani, nel suo Sirr al-Asrar, indica una direzione da assumere più che una strada da percorrere, un orientamento dello sguardo che trasforma il cammino in una stazione permanente.
Il trattato, che la tradizione sufi annovera tra i testi fondamentali per la comprensione della via interiore, si apre con un’affermazione che suona come un enigma e si rivela come una chiave: il segreto dei segreti è ciò che rimane quando tutto il resto è stato deposto.
Al-Jilani, vissuto tra l’XI e il XII secolo a Baghdad, fondatore della confraternita Qadiriyya, scrisse per risvegliare più che per istruire, per generare una presenza che il lettore, una volta destata, non potrà più ignorare.
La purificazione del cuore, che costituisce il primo movimento di questo risveglio, si presenta come uno spogliamento, un’operazione che sottrae all’anima gli strati di abitudine e di attaccamento. Al-Jilani parla di tazkiya, un termine che evoca l’idea di una crescita ottenuta attraverso la potatura, di una fioritura che richiede il taglio dei rami secchi.
Il cuore, nella sua visione, è un organo di percezione più che di sentimento, una facoltà che vede oltre la superficie delle cose e che si apre quando l’occhio esteriore impara a chiudersi.
Le pratiche prescritte dalla legge religiosa fungono da veicolo, e la shari’a fornisce la struttura mentre la tariqa introduce il movimento.
La haqiqa, la verità, è ciò che si svela quando il movimento si placa e la struttura si dissolve nella presenza.
La struttura stessa del Sirr al-Asrar riflette questa architettura a spirale, dove ogni capitolo riprende i temi precedenti per approfondirli e insieme per oltrepassarli.
Al-Jilani procede per cerchi concentrici, e il lettore si trova coinvolto in un movimento che non è lineare ma circolare, un ritorno che è sempre un avanzamento.
La scrittura, in questo senso, agisce come un dispositivo di trasformazione: le parole operano sul lettore per l’eco che lasciano, per lo spazio vuoto che aprono intorno a sé.
Donde la straordinaria attualità di questo testo in un’epoca che ha dimenticato l’arte del silenzio e della sospensione.
Il nucleo più profondo dello spirito umano, che al-Jilani identifica con il sirr, si presenta come una dimensione da abitare piuttosto che come un oggetto da conquistare.
Si tratta di diventare il luogo in cui il segreto si rivela, e questa rivelazione richiede una preparazione che è insieme ascetica e conoscitiva: la disciplina del corpo e la purificazione dell’intelletto procedono di pari passo, e nessuna delle due può supplire all’altra.
Al-Jilani, che fu giurista prima che mistico, insiste sulla necessità di un radicamento nella tradizione che non sia mai un rifugio nella comodità, e di un’apertura all’ignoto che non sia mai una fuga nella fantasticheria. L’equilibrio tra forma e sostanza, la tensione tra legge e spirito, il rapporto tra impegno e abbandono costituiscono il filo conduttore di un insegnamento che non ammette scorciatoie né consolazioni a buon mercato.
Il lettore che si accosta oggi al Sirr al-Asrar si trova dinanzi a una sfida che la cultura contemporanea, con la sua ossessione per l’efficienza e il risultato, ha rimosso.
Al-Jilani propone domande più che risposte, apre crepe più che offrire certezze.
La sua parola è quella di chi sa che il vero viaggio si compie nella profondità e che la profondità si misura in intensità.
Il segreto che egli indica coincide con la possibilità stessa di un rapporto autentico con l’essere, una relazione che si nutre di un’attenzione sempre rinnovata.
Il Sirr al-Asrar resta lì, sulle sue pagine, come una porta che si affaccia su un’altra porta, come una promessa che si rinnova ogni volta che la si legge.
Al-Jilani, più che un maestro, è un testimone: ha visto ciò che descrive, e la sua scrittura porta il segno di quella visione.
Il lettore, alla fine, si trova a dover scegliere se restare sulla soglia o varcarla; ma la soglia, come egli stesso scoprirà, è il suo stesso cuore, e varcarla significa semplicemente abitarlo.
La domanda che il trattato lascia sospesa, come un’eco che si allontana senza spegnersi, è la più antica e la più nuova: che cosa cerchi, quando cerchi te stesso?
RVSCB
Bibliografia
Al-Jilani, ‘Abd al-Qadir, Il segreto dei segreti (Sirr al-Asrar), a cura di A. Pintimalli, Edizioni 3P, Bastia Umbra 2008.
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Al-Jilani, ‘Abd al-Qadir, Sirr al-Asrar wa Mazhar al-Anwar, translated by Muhtar Holland, Kitab Bhavan, New Delhi 2012.
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