La vita che scorre nelle vene dell’uomo è la stessa vita che agita le stelle. Questa verità, che i mistici di ogni tradizione hanno custodito come un segreto e che i filosofi hanno tentato di tradurre in linguaggio, costituisce il fondamento di ogni autentica ricerca spirituale. Immanenza e trascendenza si rivelano come due movimenti di un unico respiro che attraversa il creato e lo abita interamente.
Chi osserva la natura con occhi che hanno smesso di dividere scopre che il divino abita la linfa che sale lungo il tronco del pino, e scopre pure che abita il movimento della marea che si ritrae e ritorna.
Il battito del cuore che accompagna il sonno è presenza.
Questa presenza è ciò che le antiche tradizioni chiamavano theos, e l’errore della modernità è stato quello di separare il sacro dal quotidiano.
L’uomo che ha dimenticato che il cielo si riflette in ogni goccia di rugiada si è condannato a un’esistenza dimezzata.
La trascendenza si presenta come una profondità che si scopre in ogni istante.
È un aldilà che si raggiunge nel respiro che si sospende dinanzi a un tramonto, nella commozione che coglie quando una parola tocca il punto giusto.
Il silenzio che si apre dopo una preghiera ascoltata è uno di quei luoghi in cui l’uomo tocca l’infinito senza smettere di essere finito.
La vera sapienza consiste nell’imparare a leggere il cielo nella terra e nel riconoscere che i due piani si corrispondono.
L’uomo che ha compreso questa unità smette di cercare il senso al di fuori della sua esperienza.
La sua vita diventa una liturgia continua, una celebrazione di ciò che è e di ciò che sarà.
Ogni gesto partecipa di un movimento che lo supera e che tuttavia lo include.
La sua esistenza si trasforma in un’offerta, e la trascendenza si rivela come la dimensione più intima dell’immanenza, il suo respiro più profondo.
La bellezza di questa visione restituisce alla vita la sua densità. L’uomo che sa che il divino abita il suo stesso corpo, che la luce che illumina il cielo è la stessa che riscalda il suo petto, ha trovato la strada che non si perde.
La sua fede è la certezza che ogni atomo dell’universo è pervaso da un’intelligenza che lo ama.
Se il cielo è già dentro la terra e il senso è già nel respiro che ora si compie, la ricerca altrove perde la sua urgenza.
La risposta, allora, è il silenzio che segue la domanda, e quel silenzio è già il principio della trascendenza.
RVSCB
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