Il 5 agosto 2026, all’età di 46 anni, si è spenta prematuramente Maria Rita Cerilli. La ferale notizia è giunta ieri da un comunicato ufficiale: “Con immenso dolore la Collezione Peggy Guggenheim saluta Maria Rita Cerilli, collega, amica e Head of Communications del museo. Per quasi vent’anni ha dedicato il proprio talento, intelligenza e passione alla Collezione, lasciando un’eredità professionale e umana che continuerà a vivere nel museo e nelle persone che hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco. Grazie, Maria Rita, per averci insegnato ad affrontare ogni cosa con il massimo della serietà, senza mai perdere la leggerezza del sorriso.”
Maria Rita ha combattuto con grande tenacia, dignità e riservatezza una malattia che ha minato il suo corpo, dedicandosi al suo lavoro con estrema attenzione e lucidità sino alla fine, forse per demonizzare ed allontanare il più possibile l’incontro con quell’orrenda figura portatrice di morte, che nell’ìmmaginario collettivo è vista come un scheletro dal saio nero ed una falce in mano. Nativa di La Spezia, città che non ha mai dimenticato, da oltre vent’anni viveva a Venezia, e da stagista alla Collezione Guggenheim di Venezia, nel tempo ha assunto incarichi sempre più importanti, sino a diventarne la Responsabile del Dipartimento Comunicazione del prestigioso museo, uno tra i piu’ importanti per l’arte europea e americana del XX secolo. La sua è stata una fulgida carriera professionale costruita con impegno, passione, determinazione e il grande amore per l’arte. Grazie al suo intuito e straordinaria professionalità, ha ridefinito le linee guida di un dipartimento capace di rappresentare al meglio il museo e la sua eredità, con lo sguardo rivolto sempre verso il futuro. Ha creduto profondamente nel lavoro di squadra, ed ha saputo valorizzare i suoi collaboratori incoraggiandoli a crescere, trasmettendo loro la convinzione che “la comunicazione museale non sia soltanto uno strumento di promozione, ma un ponte tra il museo, le opere e le persone”. Nel corso della sua carriera, Maria Rita ha contribuito al consolidamento dell’immagine della Collezione Peggy Guggenheim, coltivando solide relazioni con la stampa italiana ed estera e con altre Istituzioni culturali. Grazie al suo intuito ha compreso il potenziale della comunicazione digitale, avviando la presenza del museo sui social media con l’apertura dei primi canali Facebook e Instagram, gettando le basi di quella che oggi è una community internazionale in continua crescita. Ha seguito lo sviluppo delle campagne di comunicazione del museo promuovendo nuovi strumenti e linguaggi capaci di rinnovare il modo di raccontare l’arte. Ha sostenuto anche progetti innovativi come il podcast “Volevo essere libera”, contribuendo a raccontare la figura di Peggy Guggenheim attraverso un linguaggio contemporaneo. Maria Rita ha dedicato anche del tempo alla formazione delle nuove generazioni e di giovani professionisti. La sua prematura scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo della cultura veneziana e non solo.
Come scrisse Pablo Neruda: “ La nascita non è mai sicura come la morte. E questa la ragione per cui nascere non basta. E’ per rinascere che siamo nati”. Ciao Maria Rita! Buon Viaggio!
di Daniela Paties Montagner, Socia effettiva del Club per l’UNESCO di Udine
immagine in evidenza: Maria Rita Cerilli, foto credit Matteo De Fina















