Quando cala il sole, le nostre città non smettono di vivere, cambiano semplicemente pelle. C’è chi esce per divertirsi, chi si sposta per lavoro, chi tiene aperte le attività commerciali o garantisce i servizi essenziali. Proprio da questa consapevolezza nasce la nuova proposta di legge regionale “Disposizioni per promuovere la sicurezza integrata”, presentata alla conferenza stampa, lo scorso giovedì 6 agosto nella Sala Tirreno della Giunta Regionale del Lazio. Si tratta di un passaggio atteso e dal valore strategico: per la prima volta la Regione prova a colmare un vuoto normativo, offrendo agli enti locali strumenti concreti e risorse economiche per gestire le ore serali e notturne in modo organizzato. All’incontro con i giornalisti erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, la vicepresidente della Commissione Sicurezza e prima firmataria del testo Eleonora Berni, e il segretario organizzativo del Forum, Fabio Schiuma.
Il provvedimento punta a rafforzare la sicurezza nelle città durante le ore serali e notturne, intervenendo soprattutto sulla prevenzione del degrado, sulla vivibilità degli spazi urbani e sul coordinamento tra i diversi soggetti chiamati a presidiare il territorio. La proposta rappresenta anche il primo risultato concreto del lavoro del Forum regionale “Le Città della Notte”, organismo permanente di confronto promosso dal Consiglio regionale del Lazio e presentato lo scorso 10 luglio.
Cosa significa, all’atto pratico, parlare di sicurezza integrata? Significa smetterla di intervenire soltanto quando il guaio è già successo. La filosofia al centro del testo, nato dal lavoro del Forum regionale “Le Città della Notte” istituito a luglio, è quella di far cooperare soggetti che fino ad oggi hanno spesso viaggiato su binari paralleli: Regione, Comuni, Polizia Locale, forze dell’ordine, fino agli stessi gestori dei locali e alle realtà della vigilanza privata.
«Il mondo della notte va tutelato. Serve rafforzare il ruolo degli enti locali attraverso progetti di sicurezza capaci di affiancare l’indispensabile lavoro delle forze dell’ordine», ha sottolineato Antonello Aurigemma, presidente del Consiglio regionale del Lazio. Sulla stessa linea la prima firmataria della legge e vicepresidente della Commissione Sicurezza, Eleonora Berni, che ha chiarito come l’intento non sia quello di soffocare le città sotto una pioggia di divieti, ma di mettere i territori in condizione di far funzionare le attività serali e notturne in modo ordinato e tutelato.
Andando al sodo della proposta di legge, emergono diverse novità concrete pensate per impattare in modo positivo sulla quotidianità dei cittadini e di chi lavora quando il sole cala:
- Fondi diretti ai Comuni: finanziamenti mirati per progetti di sicurezza urbana nelle aree a più alta affluenza turistica o maggiormente soggette a criticità.
- Coordinamento e vigilanza sul campo: integrazione strutturata di figure già previste dalla legge, come le guardie particolari giurate e gli addetti ai servizi di controllo di locali ed eventi.
- Trasporti notturni e “Pass Sicurezza”: potenziamento delle corse dei mezzi pubblici nelle ore serali e introduzione di un pass per la vigilanza a bordo dei bus, utile a garantire un’azione preventiva e di presenza costante.
- Patti di collaborazione: tavoli d’intesa permanente tra enti locali, Polizia Locale, commercianti e associazioni di categoria per concordare insieme la gestione dei flussi nelle zone calde.
Uno degli spunti più interessanti emersi durante la presentazione riguarda l’uso del linguaggio. Per troppo tempo la narrazione sulla vita serale si è incastrata sul concetto di “mala movida”, finendo per etichettare negativamente qualsiasi attività svolta al buio. Per Fabio Schiuma, segretario organizzativo del Forum “Le Città della Notte”, parlare soltanto di mala movida rischia di semplificare un fenomeno molto più ampio. «La notte deve essere un momento di festa e non di cronaca nera», ha affermato Schiuma, ricordando come il Forum sia stato presentato appena poche settimane prima della proposta di legge. Il messaggio è chiaro: secondo i promotori, molte delle criticità legate alla vita notturna possono essere affrontate con una programmazione più seria e con il coinvolgimento di professionalità adeguate. Schiuma ha inoltre richiamato la dimensione della Roma by night, sottolineando che tra le 50 e le 100 mila persone vivono la città durante le ore notturne e che questo fenomeno necessita di una gestione all’altezza della sua dimensione.
Il provvedimento ha ottenuto un ampio sostegno tra i promotori. Ora è pronto per passare alle commissioni competenti e poi in Aula. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Daniele Sabatini, che ha firmato il testo, ha detto che è disponibile ad accogliere i contributi di tutti i consiglieri e delle realtà del settore che verranno ascoltate in audizione. Un aspetto importante per evitare che la legge resti solo sulla carta riguarda i fondi. L’assessore regionale al Bilancio, Giancarlo Righini, ha assicurato che ci sono le risorse necessarie per mettere in pratica le misure appena il testo completerà il percorso di approvazione.
La spinta per iniziare a lavorare su questo tema è arrivata anche dalle richieste dell’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria. L’associazione ha offerto competenze ed esperienza pratica per creare una norma moderna e facile da riprodurre. Con questa proposta di legge, il Lazio vuole avere una visione completa sulla vita notturna. Non si tratta più solo di intervenire dopo i fatti, ma di programmare, prevenire e proteggere la comunità.
Agostino Fraccascia


















