ROMA, 8 AGOSTO 2026 – Cercare una nuova direzione quando il percorso si fa più difficile. Fermarsi, ascoltare e provare a trasformare una fragilità in una possibilità di cambiamento. È attorno a questo tema che si è sviluppata “Verso la Luce”, la serata organizzata dall’Associazione Nefer, presieduta dalla dottoressa Paola Toppi, negli spazi del Salotto Tevere di Roma.
Più che un semplice appuntamento dedicato alla spiritualità, l’incontro ha cercato di costruire un dialogo con il pubblico sui temi della consapevolezza, della rinascita e della capacità di mettere la propria esperienza al servizio degli altri.
A introdurre la serata è stata Paola Toppi, che ha presentato le attività dell’Associazione Nefer e il suo impegno nel sociale. Al centro del progetto, l’attenzione alle persone che vivono condizioni di difficoltà e fragilità, con particolare sensibilità verso il mondo femminile. Ascolto, sostegno e vicinanza rappresentano, nella prospettiva dell’associazione, strumenti attraverso i quali costruire una rete di attenzione nei confronti di chi attraversa momenti complessi.

Uno dei momenti più partecipati della serata è stato il confronto diretto con i presenti. Domande e risposte hanno trasformato il seminario in un dialogo aperto, nel quale gli argomenti proposti hanno lasciato spazio alle curiosità e alle riflessioni del pubblico.
Tra i temi affrontati anche quello degli strumenti di divinazione, osservati nella loro dimensione storica e simbolica e attraverso il significato che hanno assunto nel tempo. Un’occasione per affrontare pratiche che continuano a suscitare interesse e interrogativi, collocandole all’interno di un più ampio percorso di riflessione sulla ricerca personale e sulla spiritualità.
Ma è soprattutto il racconto dell’esperienza di Paola Toppi ad aver rappresentato uno dei passaggi più personali dell’appuntamento.
Toppi ha raccontato il rapporto con una particolare sensibilità che, secondo la sua testimonianza, sarebbe presente nella sua vita fin dalla nascita e tramandata all’interno della famiglia. Un’esperienza che interpreta come un “dono di fede” e che, nella sua visione, acquista il suo significato più profondo quando viene utilizzata per stare accanto agli altri.
Non soltanto una dimensione personale, dunque, ma una responsabilità verso chi cerca ascolto e sostegno. È qui che il titolo della serata assume il suo significato più ampio: la “luce” come metafora di un possibile passaggio dalla difficoltà alla consapevolezza, dalla sofferenza alla trasformazione.

A rendere l’appuntamento ancora più articolato è stata la presenza di protagonisti provenienti da ambiti diversi della cultura e dello spettacolo.
Tra gli ospiti Claudio David, autore e scrittore, Maurizio Nicchi, attore e influencer, Homar Lafisci, scrittore, Gianfranco Tomei, professore dell’Università La Sapienza, e Vittorio Centrone – Lemuri il Visionario, cantante.
Presenze differenti per formazione e percorso, accomunate dalla volontà di partecipare a un momento di confronto nel quale linguaggi diversi si sono incontrati attorno ai temi della persona, della cultura e della ricerca di nuovi significati.
Al termine della serata resta soprattutto l’idea di un percorso. “Verso la Luce” ha provato a raccontare la trasformazione non come un cambiamento improvviso, ma come un cammino fatto di consapevolezza, ascolto e capacità di guardare alle proprie esperienze con occhi nuovi.
È anche la direzione nella quale l’Associazione Nefer intende proseguire il proprio impegno sociale: creare occasioni di incontro e attenzione verso chi si trova in una condizione di fragilità, senza distinzione di genere e senza lasciare indietro chi ha bisogno di essere ascoltato.

In una Roma che continua a essere luogo d’incontro tra cultura, memoria e contemporaneità, la serata del Salotto Tevere ha scelto così di mettere al centro una domanda semplice, ma tutt’altro che scontata: come si può trasformare ciò che ci mette alla prova in una nuova possibilità di vita?
“Verso la Luce” ha provato a dare una risposta attraverso il racconto, il confronto e la condivisione. Una risposta che parte dall’esperienza individuale, ma guarda inevitabilmente agli altri.



















