La vice portavoce del Partito Popolare, Cayetana Álvarez de Toledo, avrebbe affrontato in un’intervista a El País diversi temi centrali della politica spagnola e internazionale, soffermandosi su Javier Milei, sulla leadership di Alberto Núñez Feijóo, sulla Legge sull’Amnistia e, in particolare, sui recenti avvenimenti di Ceuta e sulle conseguenze politiche delle immagini che mostrerebbero migliaia di immigrati entrare in città, secondo quanto riportato, con il consenso del Marocco.
Álvarez de Toledo avrebbe respinto sia la versione fornita dal Marocco sia quella sostenuta dal governo di Pedro Sánchez. Secondo la deputata popolare, quanto accaduto non potrebbe essere interpretato semplicemente come una crisi migratoria provocata dall’azione delle mafie. A suo giudizio, si sarebbe trattato invece di un attacco ibrido e premeditato contro la sovranità spagnola.
La vice portavoce del PP considererebbe inoltre gli avvenimenti di Ceuta una dimostrazione delle conseguenze politiche della gestione di Sánchez. Secondo Álvarez de Toledo, infatti, quanto accaduto rappresenterebbe la prova definitiva che l’eredità di Sánchez sarebbe quella di uno Stato fallito. Nel corso dell’intervista avrebbe rivolto critiche particolarmente dure al presidente del Governo anche in relazione alla questione catalana e agli accordi raggiunti con Bildu.
Álvarez de Toledo avrebbe poi stabilito un parallelismo storico con la Marcia Verde, sostenendo che, come allora, il Marocco approfitterebbe dell’agonia di un caudillo crepuscolare per ridefinire i confini della Spagna. Avrebbe quindi aggiunto che uno Stato che consentisse a un Paese vicino di determinare i propri confini finirebbe, a suo giudizio, per assumere le caratteristiche di uno Stato fallito.
Di fronte alla domanda del giornalista se stesse quindi paragonando Pedro Sánchez a Francisco Franco, Álvarez de Toledo avrebbe precisato che il paragone riguarderebbe quel determinato aspetto. Quando l’intervistatore avrebbe insistito chiedendole che cosa fosse esattamente paragonabile, la dirigente popolare avrebbe ribadito che, sotto quel profilo, il confronto sarebbe per lei possibile.
Particolarmente netta sarebbe stata anche la posizione espressa sulla risposta che la Spagna dovrebbe adottare dopo quanto avvenuto a Ceuta. Secondo Álvarez de Toledo, la Spagna dovrebbe proteggere Ceuta e Melilla e recuperare un controllo effettivo dei propri confini. La deputata sosterrebbe inoltre la necessità di espellere ogni singolo assalitore, affermando che non dovrebbe rimanerne nessuno.
A questo proposito, Álvarez de Toledo avrebbe richiamato anche la posizione dell’Europa, criticando la reazione del governo Sánchez alle osservazioni provenienti dalle istituzioni e dai governi europei e, in particolare, alle misure adottate dal governo Meloni. Secondo la vice portavoce del PP, Sánchez avrebbe rivolto più attacchi e critiche all’Europa che a quello che lei stessa avrebbe definito l’invasore.
Nel corso dell’intervista sarebbe stato affrontato anche il possibile futuro politico della stessa Álvarez de Toledo e l’eventualità di un suo ingresso in un ministero. La deputata non avrebbe nascosto la propria disponibilità, spiegando di non essere impegnata in politica per svolgere il ruolo di spettatrice, commentatrice o analista.
Per Álvarez de Toledo, infatti, fare politica significherebbe difendere delle idee e riuscire a trasformarle in azioni concrete. In questa fase riterrebbe particolarmente necessario avviare quella che definirebbe una grande rigenerazione della democrazia spagnola. Tra gli interventi indicati dalla deputata figurerebbero la necessità di decolonizzare le istituzioni, riformare il regolamento del Congresso per rafforzare la responsabilità politica, mettere fine a quella che considererebbe la tirannia delle minoranze e rimuovere gli auricolari utilizzati in Parlamento, misura che, secondo quanto avrebbe affermato, sarebbe la prima che adotterebbe.
L’intervista avrebbe toccato anche argomenti molto diversi tra loro, dalla nazionale spagnola a Mariano Rajoy. Sul fronte della politica interna spagnola, la dirigente popolare avrebbe invece espresso apprezzamento per Alberto Núñez Feijóo, affrontando anche il delicato tema degli eventuali accordi che il Partito Popolare potrebbe dover raggiungere con Vox.
Cayetana Álvarez de Toledo avrebbe spiegato di preferire una maggioranza assoluta del Partito Popolare e di lavorare politicamente proprio per raggiungere questo obiettivo. Giustamente anche a mio avviso, secondo la deputata, anche se molti guarderebbero con incredulità a questa possibilità, socialmente in Spagna esisterebbe una ampia maggioranza di centrodestra che vorrebbe una profonda rigenerazione della vita pubblica.
La vice portavoce del PP riterrebbe inoltre che il rafforzamento di Vox sarebbe strettamente collegato alla capacità del Partito Popolare di rappresentare pienamente il proprio spazio politico. Secondo Álvarez de Toledo, infatti, se il PP facesse tutto ciò che dovrebbe, Vox cesserebbe di esistere.
Per raggiungere questo risultato considererebbe giustamente indispensabile costruire un grande progetto politico capace di diluire la forza elettorale di Vox e di ricondurre una parte più ampia dell’elettorato all’interno del Partito Popolare.
Interrogata sulla possibilità di vedere Santiago Abascal nel ruolo di vicepresidente, Álvarez de Toledo avrebbe sostenuto di essere molto più preoccupata dall’eventualità di una prosecuzione dell’esperienza politica di Sánchez sostenuta da forze che, a suo giudizio, distruggerebbero l’ordine democratico e la convivenza.


















